Che problemi pongono le manifestazioni no green pass?

Una riflessione aperta a tutti.

In Italia (ma non solo) l’opposizione reale, di massa è praticamente inesistente. Perchè?

E’ figlia di scelte fatte da tutti i partiti, anche quelli che sembravano più attenti al sociale, di abbracciare Draghi e i suoi sodali che nella sostanza con qualche distinguo e piccole caramelle strappate nelle commissioni parlamentari sui vari provvedimenti lo appoggiano in sostanza

Il resto è omologato da fiducia e regole parlamentari che sono da tutti accettate o almeno NON messe in discussione.

Come mai ci stupiamo della resistenza delle piazze “No green pass” nel tempo, pur con tutte le contraddizioni del caso?

Gli aspetti sono almeno due:

1) la capacità della destra e dei media proni al potere costituito di convogliare ragionamenti, proposte e metodi come sfogo psicologico ad una oppressione complessa.

2) l’indifferenza di larga parte della sinistra istituzionale (molto sinistra) che non ha argomenti sostanziali in antitesi alle proposte che escono come un 3 x 2 dal supermercato del parlamento, anzi spesso rimarcano le stesse opinioni da Berlusconi a Renzi.

Se sposi come obiettivo indifferibile il PIL, il fatturato delle aziende( soprattutto grandi in un paese con l’80% di piccole-medie), se pensi che le opere in cui investi devono essere remunerative in sé e non sociali come utilità, allora grandi opere e investimenti hanno una via obbligata.

Provate a rileggere cosa ho scritto nella frase precedente e vedete se questo non è il pensiero dominante.

Perchè la gente protesta per il green pass e spesso finisce preda della dx?

Su questo non ho sentito che ideologie sparse, nulla di specifico. Andiamo oltre alle stesse parole di chi dice no alle imposizioni, rifiuto il vaccino e chiediamoci perché non lo fa o non lo dice per mille altri aspetti anche più importanti del green pass come per es la stessa decadenza della possibilità di cura sanitaria fra rinvii e tagli di cui il green pass è figlio depistante.

Penso che la debolezza della sinistra, dei sindacati confederali che dichiarano di non avere abbastanza motivi per uno sciopero generale. C’è anche di tutto un tessuto culturale non più utile, nella semplice difesa dei diritti, delle piccole conquiste e penso ai partiti tradizionali in primis, ai sindacati, ai circoli, alle SOMS, a molte associazioni locali nell’opporsi a cose contro la popolazione, a favore dei pochi soliti noti, mentre nei fatti lavoro nero, precarietà, illegalità, corruzione, appalti semplificati e dominio della circolazione mafiosa di soldi ripuliti sono preponderanti.

E’ ovvio che poi sul piano comportamentale, questa deriva della società nella sua struttura, come esplosione di rabbia diventa preda di interessi manovrati, poiché almeno dà una sembianza(falsa) di prospettiva, anche se effimera e superficiale.

Sei milioni circa, di poveri e tanti in viaggio verso questo arcipelago, chiedono risposte e chiunque con capacità e un po’ di autorevolezza le cavalca avrà spazio.

Poco importa che sia momentaneo e non sposti i rapporti di potere fra popolo e élite finanziarie.

Siamo in mezzo ad una narrazione fra chi come il M5S “vigila per noi” e appoggia Draghi nelle sue operazioni di spesa del PNRR come continuazione della società delle imprese e della finanza, dove tutto è tradotto in termini di rendimento, di profitto e dato in pasto alle nuove regole del commercio globale, vantando meriti in aver strappato ridicoli aspetti migliorativi senza cambiare l’impianto.

Letta come il suo sodale Renzi e la destra istituzionale, sembrano abbozzare al Draghi presidente, dopo aver fatto il primo ministro. Non sono cose secondarie.

Tutti gli aspetti importanti come le regole sul lavoro, le pensioni, la sanità generale, il reddito di Cittadinanza, le Grandi opere, il sostegno per adesso concreto alle energie fossili e in prospettiva coltivando la cultura del nucleare, a cui rispondono NO solo sparuti gruppi sociali, sono assieme ad altri un blocco concreto. Come lo sono i salti delle grandi Aziende digitali impegnate a ricostruire regole a loro vantaggiose su realtà virtuali senza ricaduta sociale, mentre i grandi contratti commerciali sono segretati e poco pubblicizzati

Non c’è opposizione sui territori, tanto meno a livello nazionale o almeno è lasciata in pasto a pochi gruppi civici sparuti, mentre la democrazia rappresentativa si è spostata sui media e sui social senza alternative.

Sul piano psicologico è facile che passi il modello dell’uomo forte, della “voglia di imposizioni” in cui per assurdo Draghi rappresenta un chiaro esempio, l’unico presente di efficienza che governa con la fiducia imposta e con pizzini distribuiti ai suoi sodali per dirigere senza spiegazioni generali.

Si fa così! Questo è quanto ne esce da una approssimativa analisi della realtà italiana.

Allora chi vuole stare in questo percorso DEVE navigare dentro ogni aspetto e ricreare opposizione a partire dagli aspetti unificanti e significativi con iniziative e “sporcarsi le mani” .

La gente comune non ha altro, la politica delle buone pratiche è un illusione di uno strato culturale di questa sinistra residuale ben rappresentata dai renziani che non bisogna mai dimenticare avevano espresso il capo del PD!

IL modello dell’uomo forte e di destra si afferma assieme alla risalita del partito della Meloni solo per ABBANDONO DI UNA OPPOSIZIONE PUNTUALE E CONTINUA evaporata nei talk show.

Gianni Gatti

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