Il braccialetto della regina Hetepheres riscrive la storia dei contatti tra Egitto e Grecia

Dal blog https://mediterraneoantico.it/

Un gruppo di ricercatori provenienti dall’Australia, dagli Stati Uniti e dalla Francia ha recentemente analizzato il braccialetto in argento della regina Hetepheres – madre del celeberrimo faraone Cheope (2589–2566 a.C.) della IV dinastia – rinvenuto nella sua sepoltura a Giza nel 1925 e conservato al Museum of Fine Arts di Boston. I risultati della ricerca, pubblicati sul Journal of Archaeological Science, rivelano un’intensa rotta commerciale che collegava l’Egitto alle Isole Cicladi ben più di 500 anni prima di quanto si pensasse.

I braccialetti così come sono stati rinvenuti da George Reisner nel 1925, ph. Mustapha Abu el-Hamd, 25 agosto 1926.

Il team, guidato dalla Dott.ssa Karin Sowada del Dipartimento di Storia e Archeologia della Macquarie University di Sydney, ha impiegato tecniche come la diffrattometria a Raggi X, XRF di massa, micro-XRF e SEM-EDS su alcuni pezzi della collezione di argenti del museo americano per comprendere le composizioni mineralogiche essenziali, i processi di lavorazione e trattamento dei minerali e il loro luogo d’origine. In modo particolare, è emerso che i manufatti in argento presentano tracce anche di rame, oro, piombo e altri elementi, mentre i minerali sono argento, cloruro d’argento e vi sono possibili tracce di cloruro di rame.

I ricercatori hanno poi analizzato gli isotopi del piombo, per meglio comprendere la provenienza del metallo, e, sorprendentemente, hanno scoperto una coerenza con i minerali che provengono dalle Isole Cicladi e, in misura minore, con quelli della miniera del Laurion, in Attica.

Mappa che mostra le possibile miniere di argento nel Mediterraneo nord-orientale e nell’Asia occidentale, credit F. Albar`ede

Ciò significa che l’Egitto e la Grecia facevano parte di una rete di scambi commerciali sin dall’Antico Regno, a differenza di quanto riportano le fonti che iniziano a nominare questi scambi a partire dal Medio Regno (2055-1790 a.C.). Inoltre, questo studio rappresenta una ulteriore conferma del fatto che l’argento provenisse proprio dal Mediterraneo orientale, in particolare dalle isole dell’Egeo.

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Scrivi una risposta a Nicoletta Zappettini Cancella risposta

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