Partiamo da aspetti che sono decisamente importanti per la vita sociale e che nei media oggi quando ne parlano rappresentano solo un’occasione di distrazione di massa. Disastro scaccia…disastro!
Il dissesto idrogeologico, il piano dell’energia nazionale(PNIEC), il lavoro in genere
Ormai con l’uso di satelliti e I.A. abbiamo tanti esempi di analisi dei vari territori regionali. A Savona il CNR di Torino pagato dal comune assieme ad altre quattro città ha fatto mi pare circa tre anni fa, un bellissimo lavoro di indagini diagnostiche, proiezioni e simulazioni di alluvioni, allagamenti ecc
E’ gentilmente depositato in qualche archivio dello stesso, assolutamente inutilizzato.
Cosa quindi c’è di nuovo, dopo l’Emilia, la Toscana, il Veneto, ecc nel vedere come in un film che ci sono devastazioni e morti?
Questa è la realtà ad ogni periodo di pioggia, o in caso di terremoti, di fiumi straripanti
Basta leggere le statistiche sulle case in classe G (70% energia prodotta buttata)
Basta leggere delle tubature degli acquedotti con perdite medie dal 40-45 %
I TG ci martellano per giorni chiedendo a chi ha avuto morti, devastazioni di case o esercizi pubblici quale stato d’animo abbia !!! Il cinismo è la ciliegina sulla torta, per buon peso.
Ma qualcuno ha contezza che si sia cambiato qualcosa nel reperimento fondi e nelle spese pubbliche (PNRR o altro) che preveda investimenti risarcitori o prevenzione dei territori?
In Emilia da circa una anno dalla devastazione alluvionale sono ancora in attesa di risarcimenti. Della prevenzione che NON c’è, dato che è ovvio, la prossima volta succederà di nuovo a fronte di zero interventi sostenuti e mirati.
In quel contesto chi è morto …non ha problemi per assurdo, ma chi ha avuto case, uffici, esercizi devastati ponti crollati, terreni agricoli devastati, capannoni demoliti, macchine distrutte e stress traumatici se li porta avanti trascinando sè stesso, nel più totale abbandono e colpevole inerzia dello stato, a parte le comparsate in tv e sui media dei politici di turno.
Le case, le strade, le ferrovie, le gallerie, le cittadine non sono sicure, i territori non hanno certezze se non nella grande onda del volontariato che per fortuna si muove lentamente senza grandi possibilità.
Però abbiamo il Ponte sullo Stretto(17 miliardi a debito), il terzo valico (circa 8 miliardi). Il Tav (circa 12 miliardi) e altre spese pubbliche che sono spreco di soldi altrui, come le armi e le missioni di pace (37 miliardi anno) e lo sperpero di mille piccole opere senza visione del futuro che non vanno più in là dell’immediato
Eppure…eppure in questa tragedia descritta e controfirmata ci sono cose che vanno dette forte:
i partiti del csx e del cdx, il M5S non hanno cambiato nulla in questa narrazione nel tempo.
Vince la visione liberista che non è ideologia, ma scelta consapevole perseguita.
Draghi ha pensato per loro, per volontà dell Nato e della EU e tutti hanno firmato decreti in accordo, modificato regolamenti e regole di aggiudicazione appalti, cambiato piani di spesa pubblica e di difesa dei beni comuni, progettato linee di fondo dell’energia e delle priorità del piano della mobilità nazionale, tagli alla spesa pubblica, sottrazioni di fondi ai comuni. APPLAUSI!
Governi col piattino in mano presso la Eu per avere prestiti su debiti che non riusciranno mai più a colmare in crescita.
I loro investimenti sono spese per far lavorare Grandi Imprese e Finanza su opere faraoniche in un ottica imposta dai mercati internazionali nel mercato globale appunto.
Cemento, consumo di suolo e privatizzazione di servizi pubblici questa la sintesi concreta.
In che misura entrano dentro le prospettive di governo i territori?
Solo in minima parte, per calmare la sete di arrivismo e dei predoni locali come supporter che devono avere contentini a scopo elettorale.
I vari piani e progetti, dove fatti, non hanno ristoro sociale, non rientrano nei piani regionali, provinciali, comunali, sono fatti dalle stesse grandi imprese che trainanoe corrompono.
I sindacati che pur hanno uffici studi appositi, monitorizzano la situazione ma a cosa servono la loro inazione?
A chiedere alla Snam la carità di reindustrializzare la val Bormida? Come a chiedere a Dracula di custodire la banca del sangue!
Chi ha come supporto di modello futuro le imprese che “sono la parte utile e attiva del mondo sempre (Salvini e la Meloni lo ripetono ogni giorno) e NON LA SOCIETA’ con i suoi bisogni ed esigenze locali nel suo insieme non vede, non sente, non ha idee di una prospettiva socialmente accettabile e sostenibile, c’è solo un ideologia di fondo fra Imprenditori che propongono attività qualunque sia e lavoratori che ne beneficeranno attraverso un lavoro sempre più precario, a basso reddito, ricattabile e senza sicurezze. Questi ultimi mai davvero protagonisti o almeno interpellati.
Così si spende a debito per opere di guerra senza averla dichiarata, per produzioni di morte anche se ci dichiariamo pacifici e solidali, per privatizzare beni comuni, per accordi internazionali di energie fossili “obbligate” dall’emergenza e per salvare imprese con l’acqua alla gola indebitate ( compresi circa 3.000 comuni in default finanziario).
Un altro futuro è possibile, ma niente è facile. Servono mani diverse per pensarlo collettivamente e gestirlo.
Gatti Gianni
05/11/2024