Dalla pg FB di Giustiniano Rossi 7 gennaio 2024
L’industria cinese dei videogiochi è un settore economico del valore di centinaia di miliardi di dollari. Il rovescio della medaglia è che, secondo il portale Caixin Global, circa il 20% dei minorenni sono affetti da gaming disorder. Da anni il governo tenta di frenare questa tendenza. Ma appelli ai genitori o ai produttori di videogiochi sono rimasti inascoltati. Due anni fa lo Stato ha reagito con maggiore severità. Un intervento non privo di efficacia. Il 25 dicembre l’Autorità di regolazione ha autorizzato, dopo una pausa di otto mesi, 105 giochi nazionali ed ha concesso licenze per 40 titoli importati. Ma, tre giorni prima, aveva introdotto nuove restrizioni, per cui il valore di mercato dei maggiori produttori, Tencent Holding (Shenzhen) e Net Ease Inc., è sceso di parecchi miliardi di dollari.
Le misure sono dirette anzitutto contro pratiche di manipolazione in uso presso i giocatori, in maggioranza giovani, per spendere più soldi e passare più tempo online, in particolare con lo smartphone. Adesso è vietato imporre duelli fra i giocatori o premiare frequenti login (accessi ad aree riservate). Inoltre devono essere fissati importi massimi entro i quali i giocatori possono finanziare i loro conti, indipendentemente dalla loro età, per spendere soldi al gioco mediante cosiddette microtransazioni. Inoltre ora sono obbligatori allarmi Pop-up per “comportamento irrazionale”. In precedenza, in aprile, la National Press and Publication Administration (NPPA) aveva autorizzato nuovi giochi. Tuttavia, fra i 60 titoli, neppure uno era dei due leader del mercato Tencent e Net-Ease. La pausa nelle autorizzazioni era considerata parte del processo di contrasto alla dipendenza dal gioco dei minorenni. Già nel 2022 l’Autorità ne aveva deciso una. Nel 2018 era durata addirittura dieci mesi. Questo aveva escluso dal mercato parecchi soggetti. Fra giugno e dicembre 2022 140.000 aziende avevano dovuto chiudere. Secondo la piattaforma di sondaggi Tianyancha, nel 2020 erano state 18.000.
Già nel 2021 quattro Autorità di regolazione avevano imposto ai dieci maggiori gruppi Internet, come Alibaba, Tencent, Meituan e Didi, direttive per proteggere meglio i diritti del lavoro nell’economia del web (ad esempio il gig lavoro con impieghi di breve durata, pagati male). Hanno dovuto cambiare la distribuzione degli introiti, preoccuparsi delle pause, chiarire gli orari di lavoro e ottimizzare la sicurezza. Nello stesso tempo, la Cyberspace Administration of China (CAC) ha pubblicato direttive sugli algoritmi, che comprendono 30 punti, per applicazioni come aggregazioni, filtri e raccomandazioni personalizzate. “Disintossicare l’oppio spirituale”, titolava l’Economic Information Daily il 1° settembre 2021. Il tempo di gioco online per i minori è stato rigorosamente limitato a tre ore a settimana. Precedenti direttive del 2018 si erano rivelate inefficaci. Tencent aveva subito dichiarato che avrebbe escluso da giochi a pagamento i minori di 12 anni. Inoltre il tempo di gioco durante le vacanze sarebbe stato limitato a una o due ore a settimana.
In ottobre 2021 la CAC aveva eliminato una scappatoia, che consentiva ai minori di aggirare le limitazioni del gioco online, fissando regole più severe per la registrazione con il vero nome e prendendo di mira i commercianti che regalavano o vendevano conti a minorenni. La China Association of Performing Arts, di cui fanno parte società teatrali, attori e registi, ha chiesto in un incontro con i gestori di 14 piattaforme online di orientare gli utenti verso “contenuti positivi” invece di mettere al centro “contenuti osceni, violenti o inneggianti al profitto”. Le piattaforme si sono impegnate a “sostenere contenuti che promuovano attivamente valori socialisti fondamentali e cultura cinese tradizionale”. Nel 2021, l’inasprimento delle regole aveva spinto il gigante USA Epic Games (secondo più importante azionista di Tencent) a ritirare dal mercato, entro il 31 ottobre, la versione cinese introdotta nel 2018 del gioco più popolare nel mondo, “Fortnite”. Questa versione non poteva più proporre microtransazioni all’interno del gioco e, da agosto 2021, il tempo per i minorenni era stato drasticamente ridotto a tre ore a settimana. Per Epic Games non era una prospettiva redditizia. Nel 2022, per la prima volta dal 2003, gli introiti da giochi con gli handy (tre quarti del giro d’affari) sono calati. Del 14%. Gli introiti globali del settore sono diminuiti, rispetto al 2021, del 10% (40,1 miliardi di dollari) mentre il numero di giocatori si è ridotto solo di poco (0,3%°).
Adesso sono 664 milioni, come rende noto la China Audio-Video ad Digital Publishing Association, semipubblica…
Giustiniano