L’energia è la punta del cono dell’oppressione sociale

Le bambinate trumpiane ridicole (lo voglio, lo voglio fortissimamente ) se non avesse alle spalle un potere militare ed economico enorme e la spregiudicatezza ormai acclarata di volerlo usare dovrebbero essere oggetto di teatro del ridicolo a cui aggiungerei le mosse dell’Unione(?) Europea e a seguire le prese di posizione dei vari governi, italiano compreso.

Qual’è il focus del problema ?

Il club dei miliardari che negli USA ha buona rappresentanza, ma non esclusività, ha ancora il perno della strategia sostanziale : la totale dominanza della finanza globale a guida della politica.

Mi spiego.

In tutti i teatri che si stanno aprendo a livello geopolitico : Medio Oriente, Venezuela, Groenlandia, Ucraina, Centro Africa, ecc c’è il convitato di piombo che traina ogni azione l’energia fossile.

Per la verità a monte si muove ancora prima la finanza, le banche i grandi gruppi di investimento, ecc che dando spazio alle imprese con liquidità determinano richieste di mercati. E’ inevitabile!

Per capirci con piccoli esempi sull’Italia che non ha giacimenti di petrolio o gas (almeno non in quantità) ha un ENI (Ente Nazionale Idrocarburi) in cui lo stato è socio importante, che forte di profitti accumulati e capacità imprenditoriali può permettersi persone competenti per fare ricerca o gestire estrazioni e pozzi di gas o petrolio.

Lo fa in queste ore acquisendo nuove concessioni esplorative in Norvegia, lo ha fatto con accordi con Israele davanti a Gaza(che sarebbero prodotti per il 60% Palestinesi), davanti a Cipro giocando con i turchi, lo hanno fatto davanti alle coste dell’Egitto e insomma un po’ ovunque nel mondo.

Questo significa che se hai materia da vendere sembra banale .. poi la devi vendere

Ecco allora il ruolo dello stato e della politica che diventa non gestore energetico( il PNIEC italiano è solo sulla carta), ma strumento che deve risolvere contrasti e predisporre condizioni di mercato attraverso alleanze e patti internazionali (che valgono fino a che il biondo parruccone d’oltreoceano non si agita). Del resto se consiglieri del MEF statale sono SNAM, ENI, ENEl il risultato è ovvio

Lo fa Trump e gli USA con il suo club di miliardari e perché no l’Italia o altre potenze europee ad un livello subordinato, ma non solo, nel resto del mondo

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Da qui nasce il secondo tema economico che a fasi diverse viene posto all’attenzione: produrre armi e riconvertire industrie internazionali alle necessità militari per stare al passo nella “difesa” di questi interessi economici-finanziari ovunque ci sia la necessità.

Ecco in sintesi estrema le ragioni del degrado sociale dove il “mercato globale” assorbe tutte le risorse per mantenere queste premesse cancellando di brutto ogni idea di servizio alla popolazione, ogni possibile manovra di difesa degli interessi dei vari territori senza risolvere una crisi epocale sociale in corso qui ed ora.

Diventa retorica al contrario dire non ci si cura più, l’istruzione è scadente e poco attrezzata ( dalla scuola elementare all’università, alla ricerca) dove le leggi diventano liberticide di diritti assodati, messi in discussione, dove la democrazia non è neppure nei programmi elettorali di fatto, dove il welfare è sempre meno evidente, dove l’energia si inserisce come cancro nei costi di ogni prodotto.

Rigassificatori, vie di trasporto gas, oleodotti internazionali, trasformazioni di porti e aeroporti, ecc sono pane quotidiano che i media attraversano pompando l’argomento per convincerci che sono necessari per stare in EU o per contrastare la concorrenza russa e cinese, mentre il prezzo del gas è da ricordare che lo decide la borsa Olandese

Cosa c’è di traverso a questa banale storia che non la fa evolvere e fa velo per mascherare la realtà?

Da una parte una sinistra istituzionale variamente rappresentata complice e collusa ( Minniti, Guerrini, Picierno, Cingolani e via dicendo con i suoi partecipanti al Campo Largo) che essendo filo atlantica ha approvato le sanzioni al petrolio russo e la dipendenza all’energia venduta a caro prezzo dagli americani, ma non solo. In concreto Meloni e & Co sono in piena continuità di scelte….

Testimonianza esemplare la battaglia fatta da migliaia di cittadini savonesi contro l’installazione di un rigassificatore, nato da un accordo fra Toti (ex governatore ligure) e la sindaca di allora di Vado Ligure del PD. Azione che a livello comunale e regionale è sfociata in un tentativo di cavalcare la protesta, ma stando attenti a non mettere in discussione il piano energetico che appunto prevede rigassificatori, ma sostenendo a “Savona non va installato, però altrove…” INFAMI!

Dall’altra la dispersione di una opposizione reale popolare nei territori non riesce a unificarsi e segue linee che tracciano segmenti diversi e spesso in concorrenza senza aggregazione sociale e quindi senza efficacia concreta se non in alcune rare situazioni

Siamo in un era post-coloniale che applica alla grande il colonialismo al mercato mondiale delle merci e dell’energia in particolare.

La contro proposta mi pare ovvia!

Avere chiaro come l’energia ecosostenibile necessaria in cui chi produce diventa padrone della stessa ed ha vantaggi concreti, non quella di grandi aziende che fanno comunque mercato anche con fotovoltaico o eolico, che poi si rivale su tutti noi ai loro prezzi.

E questo è un primo tassello da piantare in terra su cui costruire un modello di società che aggreghi e unifichi una popolazione abbandonata al suo destino in generale.

Gatti Gianni

17/01/2026 Alessandria

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