La geopolitica apocalittica di Peter Thiel

Dal blog https://jacobinitalia.it

Rory Rowan Tristan Sturm 11 Marzo 2026

Il fondatore di Palantir mistifica l’imperialismo statunitense, i privilegi di classe e i suoi interessi aziendali, trasformandoli in vocazione divina. Il suo Armageddon legittima la sovranità delle élite tecnocapitaliste

È noto che il miliardario statunitense della tecnologia Peter Thiel abbia recentemente tenuto una serie di divaganti conferenze  a un pubblico privato a San Francisco, in cui ha esposto la sua lettura apocalittica della politica mondiale. Queste conferenze segnano il culmine di due anni di viaggi di Thiel in giro per il mondo, dove ha parlato in università cattoliche, conferenze internazionali e podcast di destra su come l’Anticristo minacci l’ordine globale. Sebbene il discorso di Thiel possa mancare di chiarezza e coerenza, è comunque profondamente significativo alla luce del potere politico ed economico concentrato nelle sue mani. Ma forse ancora più importante è ciò che i commenti di Thiel sull’Anticristo ci dicono sulla convergenza tra l’apocalitticismo cristiano, il predominio economico del settore tecnologico e l’imperialismo statunitense.

Mentre alcuni hanno associato la visione di Thiel a quello che chiamano «fascismo della fine dei tempi», è più utile caratterizzare ciò che egli propone come una geopolitica apocalittica: una rielaborazione semplificata della politica globale sulle coordinate spirituali di salvezza e dannazione. La geopolitica apocalittica di Thiel cerca di superare le contraddizioni sociali interne proiettandole su un male esterno, allo stesso tempo estraneo e metafisico. Ciò giustifica la violenza più estrema contro i suoi oppositori, proteggendo al contempo le proprie opinioni da ogni contestazione. Il mondo di Thiel è un campo di battaglia di assoluti morali piuttosto che un terreno di complessità politica in cui interessi e valori diversi vengono contestati e negoziati.

Thiel e la destra reazionaria

Thiel è da tempo associato alla destra reazionaria degli Stati uniti, avendo fondato progetti iperliberali come il Seasteading Institute, finanziato il movimento conservatore nazionale di estrema destra e sostenuto il lavoro di intellettuali reazionari come Curtis Yarvin, guru del «Dark Enlightenment». Ha inoltre donato generosamente alla campagna elettorale di Donald Trump del 2016 e finanziato la candidatura vincente di JD Vance per un seggio al Senato dell’Ohio. In breve, Thiel, come il suo amico e collega miliardario della tecnologia Elon Musk, occupa una posizione di immenso potere al centro della politica statunitense e globale e sta usando la sua ricchezza per influenzare le elezioni e assicurarsi lucrosi appalti governativi. Così facendo, sta collocando il suo impero commerciale, in particolare Palantir, al centro di due importanti aree di crescita in economie occidentali altrimenti stagnanti: l’intelligenza artificiale e il nesso tra tecnologia militare e tecnologia.

È la profondità della sua penetrazione politica che rende le dichiarazioni di Thiel sull’Anticristo degne di essere esaminate attentamente, per quanto sconcertanti e perverse possano apparire. L’idiosincratica geopolitica apocalittica di Thiel attinge ampiamente a elementi oscuri dell’opera del famigerato teorico del diritto nazista Carl Schmitt il quale sosteneva che dietro le lotte materiali della geopolitica mondana si celasse una battaglia metafisica tra l’Anticristo e il Katechon, o «repressore», che avrebbe tenuto a bada l’Anticristo, rinviando l’apocalisse. Il Katechon di Schmitt era rappresentato da forze che si opponevano al governo globale e alle ideologie universaliste. In quanto tale, egli esprimeva la propria preferenza per un ordine mondiale multipolare dominato da imperi continentali come mezzo per contenere l’Anticristo e scongiurare l’apocalisse.

Come Schmitt prima di lui, Thiel riformula la geopolitica come Rivelazione. Il globo è diviso tra uno spazio katecontico, in particolare la frontiera libertaria della Silicon Valley sostenuta dagli Stati uniti come freno, e una rete globale di eccessi burocratici che compiono l’opera dell’Anticristo. Questa visione del mondo presenta le istituzioni secolari della modernità come agenti apocalittici, mentre il capitale e la tecnologia sono forze redentrici. L’Anticristo opera nella geopolitica apocalittica di Thiel come una chiave attraverso la quale pone questioni di tassazione, multilateralismo, regolamentazione economica e governance ambientale su un campo di battaglia spirituale, sottraendole alla sfida democratica e alla deliberazione diplomatica.

Stati uniti: Anticristo o katechon?

Gli Stati uniti occupano una posizione paradossale nella geopolitica apocalittica di Thiel, essendo al tempo stesso nazione egoista e aspirante sovrana mondiale, paladina del libero mercato e regolatore supremo, salvatore e distruttore. Questo tipo di autocontraddizione è tipica del pensiero apocalittico, che condensa le divisioni binarie in un unico orizzonte escatologico. In una delle sue conferenze a San Francisco, Thiel identifica esplicitamente gli Stati uniti sia come Katechon che come Anticristo: «Ground zero dello stato mondiale unico, ground zero della resistenza allo stato mondiale unico». Questa ambivalenza rispecchia il paradosso dell’impero americano, dove gli Stati uniti si vedono contemporaneamente come un garante dell’ordine globale e un baluardo contro il governo mondiale: il «poliziotto del mondo» non vincolato dal diritto internazionale.

Schmitt era profondamente preoccupato per l’impatto «disordinato» dei nuovi progressi nella tecnologia militare, sottolineando il rapido aumento del potere distruttivo delle nuove armi nel corso del XX secolo, dai bombardamenti aerei e sottomarini alle armi nucleari e alla possibilità di una guerra nello spazio. Thiel, al contrario, sta traendo profitto dall’uso di sistemi di puntamento basati sull’intelligenza artificiale impiegati nella guerra in Ucraina e nel genocidio di Gaza. In effetti, è qui che si concentra la posta in gioco dell’eccentrico apocalitticismo di Thiel. Thiel fonde l’emergente «complesso digitale-militare-industriale» con l’escatologia cristiana, e questo ha un’influenza reale e nefasta sulla vita di molte persone in tutto il mondo. È difficilmente plausibile sostenere che la geopolitica apocalittica di Thiel e i suoi interessi commerciali siano completamente distinti, non solo perché li collega esplicitamente nelle sue dichiarazioni pubbliche, ma anche perché si allineano in modo così netto.

Per avere una prova di ciò, possiamo prendere in considerazione solo una delle iniziative di Thiel. Palantir è un’azienda di analisi dati i cui strumenti sono stati acquistati da agenzie governative negli Stati uniti e in altri paesi per scopi di riconoscimento facciale, polizia predittiva e targeting militare. Nel 2023, Palantir si è aggiudicata un contratto dati da 330 milioni di sterline dal Servizio sanitario nazionale britannico, il più grande contratto dati nella storia dell’organizzazione. Thiel ha dichiarato il Servizio sanitario nazionale un «obiettivo naturale» per la privatizzazione, suggerendo che avrebbe dovuto «ricominciare da capo» ed essere soggetto ai «meccanismi di mercato». In pratica, Palantir non si occupa di salvare vite umane, ma piuttosto di eliminarle. A settembre, l’esercito britannico ha annunciato una «partnership strategica» del valore di 1,5 miliardi di sterline con Palantir per «sviluppare capacità basate sull’intelligenza artificiale già testate in Ucraina per accelerare il processo decisionale, la pianificazione militare e l’individuazione degli obiettivi». Secondo il Ministero della Difesa, l’azienda di Thiel e il suo nuovo partner «lavoreranno insieme per trasformare la letalità sul campo di battaglia» con l’analisi dei dati basata sull’intelligenza artificiale.

La complicità di Palantir nel genocidio israeliano a Gaza dà un’idea di cosa significhi «letalità trasformata». L’esercito israeliano ha impiegato i sistemi Lavender e Gospel di Palantir per generare obiettivi da bombardare, come dettagliato in un recente rapporto di Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni unite sui Territori palestinesi occupati. Quando non esporta tecnologie di violenza di Stato in Palestina e Ucraina, Palantir ne trae profitto all’interno degli Stati uniti. L’ormai famigerata agenzia Immigration and Customs Enforcement (Ice) utilizza una piattaforma dati appositamente progettata, nota come ImmigrationOS, per identificare i sospetti immigrati clandestini ai fini dell’arresto e dell’espulsione. Le prove di una diffusa profilazione razziale e della detenzione e deportazione illegali di immigrati e cittadini statunitensi sono sempre più numerose. Sotto la nuova amministrazione Trump, un Ice potenziato è di fatto una polizia segreta razzista che opera in uno «stato di eccezione» senza legge degno di Schmitt.

In ogni caso, vediamo le tecnologie dei dati sfruttate per la violenza statale razzializzata al fine di estendere il potere imperiale degli Stati uniti e dei loro alleati. Ecco come in pratica si presenta la geopolitica apocalittica di Thiel: un’escatologia militare-industriale distorta in cui un genocidio alimentato dall’intelligenza artificiale è inteso come un «limitatore» piuttosto che come un’attuazione della fine del mondo.

Fine dei tempi

La geopolitica apocalittica di Thiel delegittima il diritto internazionale, legittima la violenza contro gli altri razzializzati e santifica la ricchezza tecnologica d’élite come ultimo baluardo contro un’apocalisse imminente. Ridisegnando le strutture di potere materiali in una lotta metafisica, Thiel mistifica l’imperialismo statunitense, i privilegi di classe e i suoi stessi interessi aziendali, trasformandoli in vocazione divina. Il suo Armageddon non è tanto una profezia della fine del mondo quanto una retorica per legittimare la sovranità delle élite tecnocapitaliste contro le pretese morali della maggioranza globale e dei beni comuni planetari. Né il governo mondiale che teme è un progetto politico coerente; è piuttosto una condensazione di ansie reazionarie sulla percepita perdita di sovranità, sul relativismo morale e sulla democratizzazione tecnologica.

Fondendo il mito del progresso della Silicon Valley con visioni apocalittiche di salvezza, Thiel trasforma il potere imperiale degli Stati uniti e la sua sfrenata espansione tecnologica, ora concentrati nelle mani di pochi Ceo miliardari, nell’ultimo baluardo contro quella che immagina come una catastrofica omogeneizzazione globale. In un momento di crescenti tensioni geopolitiche, rapida militarizzazione e crescente volatilità ambientale, con l’estrema destra in ascesa in tutto il mondo, il pericolo rappresentato da visioni geopolitiche imperialiste, scioviniste e suprematiste come quelle sostenute da Thiel, e dagli interessi profani e omicidi che servono, dovrebbe essere fin troppo chiaro.

*Rory Rowan è professore associato di geografia al Trinity College di Dublino e coautore di On Schmitt and Space. Tristan Sturm è docente di geografia presso la Queen’s University di Belfast e, più di recente, coautore di Apocalyptic Conspiracism e coeditore di The Bloomsbury Handbook of Apocalypticism and Millennialism. Questo articolo è uscito su Jacobin Mag, la traduzione è a cura della redazione.

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