Pensare come aggredire il presente è necessario

Impressioni da parte di un vecchio militante, sulla manifestazione di ieri ad Alessandria, organizzata da S.I. Cobas e altri, a cui ho partecipato convintamente come solidarietà ai lavoratori colpiti, come protesta dovuta per NO al DDL Sicurezza in generale. e anche come militante di Attac Italia fra i promotori del comitato NOREARME EUROPE nazionale

  • Pochi circa 250 persone di cui il 60% migranti, per una questione importante come un attacco al diritto di sciopero a Tortona che ha colpito la parte più debole del lavoro proletario: i precari a tempo e non solo (come del resto avviene nel sistema capitalistico in tutta Italia), mentre i cittadini alessandrini NON c’erano o molto pochi
  • Presenti il fronte comunista in chiusura del corteo (20 Ragazzi appartenenti a 2/£ diversi PCI),
    gli amici anarchici, inaffondabili e simpatici, un piccolo gruppo “di Iniziativa Internazionalista” per me sconosciuto e la “massa” dei precari aderenti ai SI Cobas con bandiere e molta voce in corpo.
  • Mammud (spero sia il nome giusto) dei SI Cobas, ottimo agitatore, dal furgone in apertura con voce tuonante ha arringato e lanciato slogan per tutto il corteo…ma solo a quelli che seguivano che erano a priori, già d’accordo, poiché credo la questura ha imposto loro un percorso che evitava il centro rimanendo in vie poco frequentate e con poca gente. Visibilità quindi ridotta!
  • Oltre il corteo stesso non pare esserci altro. Quale obiettivo, poiché una forma organizzata collettiva, cioè a più “voci” non esiste ad Alessandria con continuità, tutto è improvvisato al momento e mi sembra che molti anche militanti, si sentano dentro ad una bolla sentimentale di appartenenza che viene difesa come sopravvivenza , ma senza aperture è un giro morto su sè stessi, lasciando il necessere ad un circuito di opposizione che è però frazionato, poco solito, senza voce, senza strumenti comunicativi Alessandria stava ieri da un altra parte intenta a fare spesa o movida….
  • I partiti istituzionali si sono ben guardati dall’intervenire, lasciandoli a nuotare in questo brodo dove i margini di trattativa e di opposizione reale e concreta richiederebbero decisioni forti, immediate e che nessuno vuole fare. I sindacati di base, complici i confederali assenti anch’essi, che, pare a loro …non tange il problema…li lasciano da soli a difendere una situazione lavorativa ormai davvero difficile e senza molte vie d’uscita
    Questo avviene mentre la discussione sul salario minimo garantito è lasciata al vento come un aquilone in cielo, mentre rimangono fermi sulla “necessità della contrattazione aziendale “ ( che avvantaggia solo ed esclusivamente i confederali, non i lavoratori dipendenti).

Le scelte del lavoro concrete e della repressione giuridica di ogni opposizione si sposano con una assenza a vista dei partiti della cosi detta opposizione politica senza un obiettivo , mentre domani alla prima elezione di rito del sistema verranno ancora a ruffianarsi ed a richiedere il voto perché…la dx non deve governare….
Diventare adulti in questa lotta implica porsi alcuni dubbi su modalità, esecuzione e obiettivi collettivi dentro i rimasugli di un movimento di base ancora vivo, ma poco strutturato di fronte ad un potere concreto e mediatico così pressante.
Ognuno parla per sé, ma deve avere la concreta destinazione di fare aggregazione e continuità o siamo davvero poca cosa, facilmente resi impotenti!
Gianni Gatti
19/04/26 Alessandria

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