Tutti i guai giudiziari di Fratelli d’Italia

Dal blog https://www.lindipendente.online/

3 Giugno 2026 Stefano Baudino

Dai ministeri romani ai consigli comunali di provincia, passando per il parlamento nazionale e le Regioni: il partito di Giorgia Meloni è stato investito, negli ultimi anni, da una pluralità di procedimenti giudiziari che coinvolgono suoi esponenti a ogni livello istituzionale. L’arco delle contestazioni è ampio – corruzione, finanziamento illecito, rivelazione di segreto d’ufficio, bancarotta, truffa, falso, solo per citare alcune fattispecie – e la formazione che governa il Paese da oltre tre anni si trova a fronteggiare uno stillicidio di casi destinato a segnarne l’immagine pubblica. Un contesto altamente problematico per un partito che, oltre a rappresentare l’azionista di maggioranza dell’esecutivo, ha costruito a livello narrativo gran parte della propria identità politica sul terreno della legalità, dell’ordine e della discontinuità con il passato. E se è vero che la presunzione di innocenza deve sempre valere, occorre anche evidenziare come siano già molte le sentenze, i patteggiamenti o le dimissioni post-scandali che tratteggiano uno scenario a dir poco problematico.

Gli esponenti nazionali 

Partendo dalle alte gerarchie del partito, in questo momento uno dei nomi in cima alle cronache è sicuramente quello di Daniela Santanchè – ministra del Turismo fino alle dimissioni del marzo 2026 –, la quale resta al centro di un articolato intreccio giudiziario. È infatti imputata per falso in bilancio nel cosiddetto “caso Visibilia”, il gruppo editoriale da lei fondato: secondo l’accusa, avrebbe truccato i numeri della società per mascherare le perdite. Rischia inoltre il rinvio a giudizio per truffa aggravata ai danni dell’Inps per 126.468 euro di cassa integrazione Covid (avrebbe chiesto e ottenuto l’integrazione per dipendenti che non avevano smesso di lavorare) ed è indagata per bancarotta fraudolenta nel fallimento del gruppo Bioera, che avrebbe accumulato un buco di circa 8 milioni di euro. L’ex ministra, che ha sempre proclamato la propria innocenza, ha lasciato l’incarico dopo la richiesta pubblica di Giorgia Meloni in seguito alla sconfitta del governo al referendum sulla magistratura. 

Andrea Delmastro e Arianna Meloni. Tra le posizioni da chiarire anche quella di Delmastro, condannato in primo grado per rivelazione di segreto d’ufficio e citato in relazione all’inchiesta su “Le 5 Forchette”

C’è poi il caso di Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia fino al marzo 2026 (anche lui si è dimesso subito dopo la vittoria del NO al referendum costituzionale), il quale è già stato condannato in primo e secondo grado a otto mesi di reclusione – pena sospesa – per rivelazione di segreto d’ufficio nel caso dell’anarchico Alfredo Cospito. Durante un dibattito alla Camera, il deputato Giovanni Donzelli aveva riferito conversazioni riservate tra Cospito e membri della criminalità organizzata, informazioni che Delmastro avrebbe illecitamente diffuso. La vicenda più esplosiva che lo riguarda, sebbene ad oggi non sia indagato, è però l’inchiesta della Dda di Roma su “Le 5 Forchette”, società da lui fondata insieme a Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva dalla Cassazione per mafia (Delmastro vendette le quote dopo la sentenza degli ermellini). Altri nomi che sono finiti sotto la lente della magistratura sono quelli di Carlo Fidanza (europarlamentare) e Giangiacomo Calovini (deputato), i quali hanno patteggiato a giugno 2023 una pena di un anno e quattro mesi per corruzione. L’accusa riguardava uno scambio illecito di “poltrone”: Fidanza avrebbe favorito l’ingresso in consiglio comunale di Brescia nel 2021 di Calovini, dietro promessa di assumere in Europa il figlio del dimissionario Giovanni Acri, anche lui di FDI. Il patteggiamento prevede la sospensione della pena e l’esclusione di pene accessorie, consentendo a entrambi di mantenere il mandato elettorale. Il Parlamento europeo ha chiesto a Fidanza la restituzione di 16mila euro a seguito del patteggiamento. 

Guai anche per un altro deputato, Salvatore Caiata, rinviato a giudizio insieme ad altre 9 persone a Siena nell’inchiesta “Hidden Partner”, avviata nel 2014 e sviluppata nel 2021, incentrata sugli investimenti in Italia del magnate kazako Igor Bidilo, ritenuti frutto di evasione fiscale. Gli imputati devono rispondere di reati come infedeltà patrimoniale, appropriazione indebita, frode fiscale e autoriciclaggio. Si è poi recentemente avuta notizia dell’inchiesta che ha investito un altro deputato di FDI, Calogero Pisano, per un caso di presunta truffa aggravata insieme all’ad della società ‘Dmo Valle dei Templi’ Fabrizio La Gaipa, al direttore della Fondazione Teatro Pirandello Salvatore Prestia (che si è dimesso), alla moglie Laura Cozzo e altri. A Pisano, Prestia e sua moglie è contestato il reato di finanziamento illecito ai partiti. Secondo i magistrati, Prestia e consorte avrebbero infatti consegnato al deputato 30 mila euro come “prestito personale”, ma in realtà la dazione sarebbe stata legata alle elezioni politiche. 

Le Regioni 

L’assessora al Turismo in Sicilia, Elvira Amata

In Sicilia, l’assessora al turismo Elvira Amata ha subito una richiesta di rinvio a giudizio per corruzione. Secondo i pm, infatti, si sarebbe fatta promettere dall’imprenditrice Marcella Cannariato, legale rappresentante della A&C Broker srl ed ex moglie del patron di Sicily by Car Tommaso Dragotto, l’assunzione del nipote Tommaso Paolucci nella sua società e il pagamento delle sue spese di alloggio in un bed and breakfast di Palermo da settembre 2023 a marzo 2024, in cambio di un contributo pubblico pari a 30 mila euro alla fondazione Marisa Bellisario (di cui Cannariato era rappresentante regionale) per l’organizzazione di un evento. Nella medesima cornice, va a processo per corruzione il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) e membro di Fratelli d’Italia Gaetano Galvagno, con accuse pesanti per presunti illeciti nell’uso di fondi pubblici e dell’auto di servizio. Nello specifico, si ipotizza che Galvagno abbia concesso oltre 220 mila euro di finanziamenti pubblici per favorire Cannariato. Secondo l’accusa, in cambio di favori sarebbero stati concessi incarichi e nomine a persone a lui vicine: una consulenza per Martina Galvagno, sua cugina, un posto nel cda di Sicily by Car per il compagno della sua ex portavoce Sabrina De Capitani e altri incarichi legati alla Fondazione Dragotto. Galvagno risponde anche insieme al suo autista per l’uso improprio dell’auto blu: sarebbero circa sessanta i viaggi contestati, durante i quali avrebbero usufruito del mezzo anche amici, parenti ed esponenti politici; inoltre, l’autista sarebbe spesso andato a ritirare cibo o a sbrigare faccende per conto di Galvagno.

Passando alla situazione di FDI nelle Marche, si evidenzia come il capogruppo del partito meloniano in Consiglio regionale Andrea Putzu sia invece indagato per falso ideologico: nel 2020, quando si candidò, avrebbe infatti omesso di dichiarare una condanna definitiva – che lo avrebbe reso incandidabile – in un procedimento per alcune firme false raccolte nella campagna elettorale delle politiche del 2013. Putzu parla di «accuse infondate». Nel Lazio c’è poi il caso di Enrico Tiero, consigliere regionale di Fratelli d’Italia (sospeso), il quale allo scorso ottobre fino a metà maggio è stato ristretto agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione: secondo gli inquirenti, si sarebbe adoperato per aumentare i posti letto nei reparti di lungodegenza e medicina generale dell’ospedale Icot di Latina e per rivedere il budget destinato alla struttura per gli esami diagnostici su pazienti oncologici, ottenendo in cambio un’assunzione a tempo indeterminato per la figlia; inoltre, avrebbe favorito l’imprenditore dei rifiuti Francesco Traversa in cambio di posti di lavoro e tessere di FDI. A marzo, il gip ha accolto le richieste della Procura di Latina e ha stabilito per lui il giudizio immediato, con la prima udienza che è fissata per il prossimo 3 giugno. Nel quadro della medesima inchiesta è indagato l’assessore regionale Fabrizio Ghera, sempre di Fratelli D’Italia.

Gli enti locali 

Alzando lo sguardo sull’ambito degli enti locali, partiamo da Terracina (Latina), dove, nel 2022, l’allora sindaca FDI Roberta Tintari è stata arrestata insieme ad altre sei persone tra amministratori e tecnici comunali, nell’ambito di un’inchiesta per corruzione. Tra i destinatari dei provvedimenti cautelari figurava anche l’ex vicesindaco Pierpaolo Marcuzzi, che già nel gennaio dello stesso anno era stato coinvolto in un’altra indagine con una misura restrittiva (sospeso da FDI). Nel mese di agosto 2022 Tintari, che si era dimessa il giorno successivo all’arresto, ottenne la scarcerazione con obbligo di firma.  A marzo 2024 la procura di Latina ha chiesto il rinvio a giudizio per gli indagati. Per quanto concerne Marcuzzi, è in corso il processo che lo vede alla sbarra insieme a 14 altri imputati, per i quali si ipotizzano a vario titolo reati quali tentata estorsione, istigazione alla corruzione, falso ideologicoin atto pubblico, tentata truffa aggravata e turbativa d’asta. L’indagine da cui è scaturito il procedimento, denominata “Feronia”, ha fatto luce su un contesto di malcostume nel territorio di Terracina.

Francesco Ventola, capogruppo di Fratelli d’Italia dal 2022 al 2024, quando è stato eletto al Parlamento europeo

Nel maggio 2024 è emersa la notizia che anche Francesco Ventola, allora capogruppo in Puglia e candidato alle Europee – e successivamente eletto a Bruxelles – è sotto inchiesta per presunta corruzione elettorale. L’indagine, avviata dalla Procura di Trani, è diventata pubblica dopo le dichiarazioni dell’ex assessore pugliese Andrea Silvestri (+Europa). Passando a Genova, si evidenzia come Sergio Gambino, ex assessore alla Sicurezza, sia indagato per rivelazione di segreto d’ufficio e corruzione: avrebbe orchestrato la diffusione di atti coperti da segreto per danneggiare la campagna elettorale della sindaca Silvia Salis. Gambino si è autosospeso da FdI. La situazione è calda anche a Prato, dove Tommaso Cocci, avvocato ed ex capogruppo di FdI nel Comune Toscano, è risultato vittima di un presunto ricatto con foto hard diffuse anonimamente. La Procura ha indagato Claudio Belgiorno (ex consigliere comunale FdI) e Andrea Poggianti (vicepresidente del consiglio comunale di Empoli, fuoriuscito da FDI nel febbraio 2024) per diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite (revenge porn) e diffamazione. Le indagini hanno anche attestato come Cocci ricopra il ruolo di segretario di una loggia massonica.

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Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.

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