“Questo verbale raccoglie sintesi, ma anche molte proposte e azioni sui territori che sono poi la vera rappresentanza di una attività contro ogni guerra e a sostegno della Palestina (ma non solo) Mi pare che sia da segnalare l’uscita da una strada di semplice solidarietà Propal per attraversare una opposizione dentro al sistema del capitalismo con radici territoriali.E’ stato fatto in relazione al collegamento con tante piazze italiane in accordo con Francesca Albanese“
Andrea da Milano (che coordina questo incontro con l’importante supporto tecnico di Vania da Cagliari) apre la riunione presentando gli obiettivi. Mancano in questo verbale alcuni interventi in chat ma troverete le segnalazioni o link utili in calce a questo verbale.
L’obiettivo di questa rete è individuare momenti, azioni, iniziative da poter replicare in tutti i luoghi dove agiamo per dargli più forza. Alcune azioni saranno più facili da replicare, altre lo saranno meno; per esempio chi è vicino a un porto o a una fabbrica d’armi farà iniziative specifiche, ma può essere supportato dalla rete
Si parlerà man mano di argomenti specifici (boicottaggio, questione armi/militarizzazione, porti, prigionieri palestinesi in Israele e in Italia, scuole) e ci si scambieranno pratiche, esperienze, iniziative.
L’idea è creare da stasera gruppi di lavoro con referenti
Boicottaggio/ BDS
Quali campagne del BDS potrebbe appoggiare la rete?
Jalna, da Milano, rappresenta in questo incontro BDS. BDS attiva una serie di campagne, poche e mirate per raggiungere più efficacemente gli obiettivi. Alcune più facili per il grande pubblico, azioni che chiunque può mettere in atto (come la scelta negli acquisti), altre più specifiche e rivolte a gruppi più ristretti di persone, per esempio il boicottaggio accademico e culturale
Il sito BDSITALIA.org contiene molto materiale e informazioni utili.
La campagna contro la farmaceutica TEVA, è stata lanciata da Fabrizio Bianchetti di Sanitari per Gaza, raccolta e messa in atto da BDS è sostenuta anche da DigiunoGaza. Si chiede ai singoli di rifiutare i farmaci TEVA in farmacia e di dichiarane il motivo al momento del rifiuto.
(BDS propone anche di scrivere alle aziende boicottate per dichiarare la propria scelta, su sito e volantini reso molto facile da presenza di QR Code)
Campagna “No Room for Genocide” contro le piattaforme turistiche Air b&b, Booking, Expedia.
SPLAI Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliano, rivolto ad associazioni, centri culturali, ritrovi. Aderiscono per esempio tutti i circoli ARCi di Milano), spazi fisici che si impegnano a non sostenere la politica genocida non ospitando eventi o promuovendone altri e mettendo a disposizione materiale informativo.
Esperienze:
Miriam, Firenze: con USB, proposti boicottaggi sul luogo di lavoro ogni volta sostenendo le iniziative di BDS, per esempio in caso di bandi. Prime iniziative un po’ improvvisate ma si sta creando una rete di organizzazioni sul territorio
Maria Grazia, Aqui Terme: Utilizzo di adesivi, cartelli, volantini “TEVA NO GRAZIE”, discussioni nelle farmacie, ma ancora la sensazione di un impatto limitato.
Vorrebbe invece affrontare la questione di Leonardo, colosso bellico che si insinua anche nelle scuole. Sarebbe bene poter entrare nelle scuole per contrastare certe narrazioni, ma è estremamente difficile. Sempre a proposito di Leonardo: i supermercati del biologico NaturaSì sono entrati in società con Bonifiche Ferraresi, a loro volta in partenariato con Leonardo per droni ad uso agricolo. Come azione invita a parlarne ai lavoratori dei negozi.
Anche la piattaforma Zoom che stiamo utilizzando sarebbe da boicottare, in futuro se possibile trovarne un’altra.
Dalla chat arriva il suggerimento di usare Jitsi Meet al posto di Zoom.
Barbara, Alessandria: hanno scritto a tutti i medici e i farmacisti iscritti agli ordini della provincia per invitarli al boicottaggio di TEVA.
Jalna di BDS: è diverso avere a che fare con farmacie private (richiesta diretta) farnacie comunali (agire sul consiglio comunale) e sulla Regione, che fornisce le aziende ospedaliere, più difficile ottenere dati e molto difficile l’azione.
Alternative a Booking e simili? Bds non suggerisce nomi, occorrebbe un’indagine accurata. Le piattaforme grandi hanno poco controllo sugli ospiti. Agli israeliani si potrebbe chiedere una dichiarzione di dissociazione dalle politiche del proprio paese. Inoltre queste piattaforme propongono soluzioni abitative nei territori occupati.
Si sente però di fare il nome di EcoB&b, attiva e attenta agli aspetti etici, che aderisce alla campagna SPLAI
Dalla chat arrivano anche i suggerimenti “Vacanze costituzionali” e “AITR Associazione per il Turismo Responsabile”
Sempre dalla chat la proposta di fare delle azioni collettive, si potrà fare un calendario di queste iniziative mirate. Per ora raccogliamo stimoli e idee.
Barbara, Alessandria: lettera a farmacisti e medici della provincia informando e invitando a boicottare TEVA, diffusa anche alla stampa.
Alberto, Brescia: insieme a Sanitari per Gaza e Medicina Democratica hanno raccolto firme per una petizione popolare per boicottare TEVA Inviata lettera anche a tutti i medici e le farmacie della Provincia. Il 6 luglio interverranno in consiglio comunale per illustrarla.
Nel comune (con giunta di centro sinistra ma resistenze interne nel PD che impediscono di schierarsi nettamente) occorrerà capire come andranno gli equilibri politici.
Domenico, Val Vibrata, Teramo: aderisce con entusiasmo come acquirente ma ha un dilemma morale perchè TEVA Italia ha annunciato licenziamenti in una succursale. Contento se è indice di efficacia della campagna, ma rammaricato per i lavoratori. Rispondono Jalna e Mariagrazia: le azioni non violente hanno comunque conseguenze. Ma in questo caso i licenziamenti sono legati ad altri motivi, delocalizzazione e riconversione della produzione. Giovanni esorta a non sentirsi in colpa e a non cadere nella trappola del ricatto.
Amer da Pordenone ricorda di fare attenzione a non acquistare dalle collegate DOROM, RATIOPHARM, CEFALON e alle strategie per proporli come alternative a TEVA. Per esperienza lavorativa sa che TEVA
fornisce i farmaci alle farmacia con grandi sconti e incentivi
ARMI
Andrea invita a parlare di Leonardo iniziando da coloro che hanno sedi nella loro zona.
Alessandra, Forlì: a Forlì non ci sono sedi, ma già acquistato il terreno per un progetto di immenso tecnopolo di Leonardo e una società francese analoga, per produrre sistemi satellitari Dual Use (civile e militare) propagandato come grande opportunità di sviluppo e occupazione.
Stanno preparando dei sit in e raccolto moltissime firme per chiedere alla regione di interrompere tutti i rapporti di collaborazione con Israele.
(testo della petizione non trovato nella chat)
Stefano, Varese: come Comitato cittadino per la Palestina hanno intrapreso un’azione rivolta alla giunta Comunale di Varese che ha ratificato un protocollo di intesa con la Fondazione Leonardo per la riqualificazione della ex Aermacchi, posta quasi nel centro della città. In fondo alla lettera aperta al Sindaco c’è un link per poter firmare, e possono firmare anche i non varesini.
(non reperita lettera in chat)
Insieme a loro agisce anche il gruppo “Una tenda per la Palestina contro le armi” nato circa un anno fa
Fondazione Leonardo vuole fare una valorizzazione storica dell’industria armiera sua “antenata” parlandone solo in chiave di sviluppo economico della società varesina, omettendo tutto ciò che è scomodo, tra cui la collaborazione con Israele, ecc
Andrea chiede se esiste una mappa dei luoghi di produzione e uffici della Leonardo e se c’è una rete tra coloro che hanno come “vicino di casa“ la Leonardo.
Stefano: sempre a Varese il gruppo “una Tenda per la Palestina e contro le armi” è composto da varie associazioni, tra cui “Abbasso la guerra”, e tra i suoi componenti c’è Elio Pagani, probabilmente noto a molti, che ha fatto studi approfonditi sull’argomento. Ha lavorato per Aermacchi e ha scritto un libro in proposito. C’è molto materiale che si potrebbe diffondere tramite questo gruppo. Il libro di Elio “Varese la provincia con le ali” contiene una mappatura dell’indotto che Leonardo ha sul territorio e nel vicino Piemonte, su entrambe le sponde del Lago Maggiore.
Melania (presidio Libere Cittadine, Montecitorio, Roma): ha visto l’insegna di Leonardo su un albergo storico di Roma e chiede se l’azienda stia aprendo o incorporando alberghi.
Stefano di Varese non lo sa ma si informerà, è possibile che qualcuno del suo gruppo abbia una risposta.
Andrea propone di pensare a una giornata di campagna contro Leonardo da fare in molti luoghi contemporaneamente, trascorsa l’estate.
Alberto, Brescia: Leonardo ha ben 38 stabilimenti in Italia, di cui uno a Brescia. Periodicamente le” Donne in cammino” fanno presidi davanti agli stabilimenti.
Azioni più indirette anche contro le Banche che appoggiano Leonardo, le cosidette”Banche armate” facendo riferimento alla legge 185/90. Fondazione Finanza Etica e la Rete Italiana Pace e Disarmo hanno fatto il report “Zero Armi”, per spiegare quali banche finanziano Leonardo.
Andrea: Banche tema cruciale! Valutare se fare una giornata di azioni contro Leonardo e banche insieme o dedicarne una a Leonardo e una alle banche.
Carla Biavati, Merate: sul sito BDS è disponibile dossier completo e approfondito sulla Leonardo, fatto da Rossana De Simone.
Filippo, Varese: la fabbrica Aermacchi è un luogo altamente simbolico.Tutta l’aeronautica italiana (anche civile) è nata a Varese. Lo stabilmento è stato poi spostato 30 anni fa a Venegono superiore. Oltre ai morti causati dagli aerei con le loro azioni di guerra, ricorda i morti per il bombardamento alleato del 1944.
Gli aerei Aermacchi, insieme a quelli di altre ditte italiane come la Marchetti, hanno partecipato alla distruzione di Guernica, hanno gettato l’iprite sull’Etiopia. Dopo la guerra, diventata Finmeccanica e successivamente Leonardo, ha fornito aerei al Sudafrica dell’apartheid, poi a Israele nel 2012 in un continuum terrificante.
Esprime la sua rabbia contro il comune di Varese che vuole fare di questa area un “campo della pace”.
Un’altra idea sarebbe quella di organizzare una grossa manifestazione a Varese.
Verdiana, Palermo: due sedi Leonardo a Palermo e Catania. Fincantieri e Leonardo sono partecipate statali. Si presentano come il fiore all’occhiello dell’ingegneristica italiana, sono pervasive rispetto alle scuole e occupano ruoli importanti. Invita a leggere le loro pubblicazioni di presentazione.
Anni fa un’azione dimostrativa con fumogeni in una sede Leonardo è terminata con arrresti per terrorismo, accusa poi caduta in Cassazione.
Parlare di Leonardo oggi è pericoloso, si cerca di mettere tutto sotto silenzio.
Si presenta come motore di sviluppo economico in una regione con problemi occupazionali. Ricordarsi invece che avere una fabbrica di armi fa diventare bersagli in caso di conflitto. Il 1° luglio faranno una manifestazione.
Insieme alla questione Leonardo prestare tenere d’occhio al Memorandum Italia-Israele, che si rinnova in automatico.
Michele Cremaschi, Equipaggio di Terra, Bergamo. Propne di ribattezzare questo gruppo di lavoro “Non solo Leonardo”ma fabbriche di armi in generale (ne esistono altre, tra cui Battagion)
Per i gruppi lombardi: invito a partecipare all’incontro mensile a Calolzio corte. Riferimento CarloTombola di The Weapon Watch, massimi esperti in materia e che ha risposte su molte delle domande espresse in precedenza.
Jalna: denunciare non è più sufficiente, occorre agire in modo non solo simbolico. Trovare luoghi in cui convergere in molti, sia per l’impatto maggiore sia per non rischiare di diventare bersagli dei nuovi “decreti sicurezza”.
Nicoletta e Agnese di Officina Sociale Colleferro (Roma): il loro territorio è da molto tempo sede di industrie chimiche e belliche. Sono impegnate da sempre nelle lotte contro il riarmo e la tutela dell’ambiente.
Nella loro zona KNDS, partner di Leonardo, cerca di riconvertire stabilimenti chimici alla produzione di nitrogelatina.
Anche qui si usa il ricatto occupazionale. Da loro esistono molti gruppi di difesa del territorio, hanno grossi problemi di inquinamento.
Colleferro può essere un luogo simbolico (esplosioni e morti sul lavoro, inquinamento, produzione bellica..) per una manifestazione al Centro, come Varese per il Nord.
Fabbriche rischiose, vicine a luoghi dove possono causare molte vittime in caso di incidente. Sono in pochi, è necessario il sostegno di molti!
Andrea: il terzo luogo simbolico per il Sud potrebbe essere Palermo. Invita tutti a inviargli articoli sulle proprie esperienze di lotta per pubblicarli su “Pressenza”.
Romina, Pescara: Monte San Cosimo, vicino a Sulmona citato anche da Gheddafi come bersaglio militare, quindi sensibile. E’ uno dei più grandi depositi di armi sebbene il governo neghi o minimizzi.
Hanno fatto un “Due giugno di pace” davanti a questo luogo. Potremmo fare sia manifestazioni di massa, ma anche tante azioni simboliche contemporaneamente davanti alle sedi Leonardo avrebbero certamente un impatto mediatico.
Pierangelo, Ivrea: a proposito di fabbriche di armi ricorda che la sede centrale di Leonardo è a Torino, che sta diventando un polo aeronautico. Sa che ci sono attivisti, anche se oggi, qui, non collegati. Tenere in considerazione anche Cameri, dove si fabbricano gli F35.
Al Fayed, Spoleto: anche da loro presenti fabbriche di armi. Hanno cominciato con le raccolte di firme: più firme, più forza! Ne stanno facendo anche insieme alle regioni vicine. Per quanto riguarda la causa palestinese, ora c’è più che mai bisogno di lavoro. Aiutare anche quelli che si trovano qui in Italia. Ora nulla degli aiuti riesce ad entrare a Gaza, fino all’anno scorso sono riusciti a far arrivare qualcosa.
Jalna: importante per chi lavorerà su questo argomento creare delle connessioni (che in parte già esistono) con i lavoratori di Leonardo. Non sono in molti, ma alcuni hanno ringraziato per essere stati resi consapevoli che i prodotti Dual Use possono avere impieghi bellici.
Angelo, da Genova: pensare ad un’iniziativa per il 4 novembre.
PORTI
Andrea siamo in contatto con i portuali di Genova, ma nessuno ha potuto essere in collegamento stasera.
Miriam, Firenze: pensare alla logistica di produzione e trasporto delle merci belliche. I portuali CALP di Genova hanno iniziato a bloccare i porti (in nome della legge 185/90 che disciplina transito, importazione e esportazione dei materiali da armamento) già dal 2019, anche se negli ultimi anni hanno acquistato più visibilità. Cita molti porti e aeroporti dove sono state condotte azioni e mobilitazioni per bloccare la logistica.
Elenca una serie di azioni (manifestazioni e non solo) in 35 porti europei, ci girerà dei materiali
In preparazione una giornata internazionale ad ottobre 26 che coinvolgerà 60 porti con diverse pratiche di mobilitazione.
Presa di coscienza dei lavoratori: non vogliono essere pedine.
USB ha coniato lo slogan “NEMMENO UN BULLONE ARRIVERA’ AD ISRAELE”! Ma sono andati incontro a molta repressione e a molte multe da commissione di garanzia e prefetture. USB organizza, ma è importantissimo l’aiuto di tutti, ed è fiduciosa di trovarlo in questa rete. Fondamentale imparare a lavorare insieme su questi obiettivi comuni
Andrea fa l’esempio del gruppo presente quotidianamente in piazza del Duomo a Milano: si è creata una comunità tale che si va a sostenere momenti di lotta più allargata. Crede che questra rete abbia anche questa funzione.
Jalna: il CALP di Genova sta lavorando sull’obiezione di coscienza in caso di coinvolgimento in guerra e filiera bellica, collaborano con Weapon Watch.
Giorgio Riva, ci parla da Venezia ma vive a Londra da 40 anni. Anche lui parla dell’obiezione di coscienza dei portuali nata da una conversazione dei portuali con F. Albanese.
Non è ebreo, ma partecipa al picchetto settimanale al venerdì degli ebrei antisionisti davanti all’ambasciata di Israele.
Ha contatti con i Refusenik, non solo Israeliani ma anche in altri paesi come Germania, Regno Unito e USA.
Va esplorato questo collegamento in maniera profonda e a livello internazionale.
PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI
Andrea: è necessario parlare dei prigionieri palestinesi in Israele, delle loro condizioni infernali, e anche dii prigionieri in Italia accusati di sostegno ad Hamas. Vi sono poi campagne specifiche per Barghouti e il dottor Abu Safiya. I nomi dei 10mila prigionieri sono disponibili solo in parte. Ci saranno iniziative a Milano con una installazione/Flash mob con delle strisce di stoffa su cui sono stati scritti i nomi di 1500 di loro. Potrà poi essere fatta girare come è stato fatto con il Sudario di Carnia per la Pace. Stasera non è presente ma è da poco entrata nel broadcast anche Luisa Morgantini, sarà un aiuto prezioso anche su questo tema
Ilaria da Campobasso ci parla di Anad Salem, giunto per caso a Campobasso come rifugiato. Accusato di sostegno al terrorismo e condannato a cinque anni, è seguito da loro con presidi ad ogni udienza.
Situazione surreale nella loro piccola città, militarizzata e blindata in occasione dell’ultima udienza per timore di disordini.
Andrea: le scritte con le lettere giganti che componiamo davanti al Duomo servono per mandare sostegno alle persone in carcere, per dire che non sono dimenticate.
Amer di Pordenone ritiene più efficace per i prigionieri palestinesi la raccolta di firme cartacee rispetto a quelle digitali. Ci sono iniziative di ASSOPACE. Hanno già fatto attività di questo tipo. In occasione di “Pordenone legge” (organizzato da Confindustrìa) intendono fare un gazebo “Palestina Legge” e stanno preparando un modulo per la raccolta di firme per la liberazione dei prigionieri.
Stefano di Anagni ricorda la campagna di “Combatants for peace”. https://www.cfpeace.org/no-to-death-penalty e altre loro campagne (guardare il sito)
Filippo, Varese: Italia colonia USA dal 1945 e ora colonizzata da Israele in parecchie regioni (Sardegna Puglia Piemonte Sicilia) con appropriazione di terra.
Colonizzazione della magistratura che si è messa agli ordini dei sionisti per perseguitare i palestinesi in Italia. Primi fra tutti i vertici dell’Associazione Palestinesi in Italia a Milano, che dal 7 ottobre tutti i sabati organizzano manifestazioni molto partecipate.
Oggi ANPI Crescenzago intende lanciare campagna di solidarietà con questo slogan “Se la solidarietà è un reato allora siamo tutti colpevoli”. Una campagna di autodenuncia facile da estendere.
Giorgio, Londra: ricordiamoci delle donne in carcere e del loro stupro. La sua organizzazione PayDay lavora da moltissimo con “Women against rape” Hanno prodotto una lettera aperta che lui ha tradotto e cercato di far circolare il più possibile. La lettera denuncia lo stupro delle donne nelle carceri israeliane, stupro che è difficile rivelare per ostracismo sociale.
Dalla chat ricordano anche le campagne per i medici di gaza e per i minori in prigione.
Romina, Pescara: Francesca Albanese parla nel suo ultimo report dello stupro e la violenza sessuale inflitti anche ai bambini. A proposito dei detenuti in Italia il9 luglio a Pescara ci sarà un incontro di approfondimento su Hannoun e compagni, sulla criminalizzazione della solidarietà. Importante estendere anche a loro la nostra attenzione.
Andrea: il 3 luglio “1000 giorni di genocidio: Fermatevi!” manderà locandina con spazio per scrivere luogo e data della propria iniziativa.
Barbara, Alessandria: ispirandosi alla campagna contro le mine antipersona che aveva portato a una legge di messa al bando e a un trattato internazionale grazie a un azione di lobbyng politica, propone di creare un gruppo di lavoro individuando, come gruppi bersaglio, parlamentari, europarlamentari e anche le Regioni. Come obiettivi: i prigionieri palestinesi, il boicottaggio di TEVA, le collaborazioni con Israele, ecc
Il gruppo di lavoro ristretto dovrebbe avvalersi del supporto di giuristi e esperti di diritto internazionale. Fare una mappatura di quanto già fatto sull’argomento e dei parlamentari che potrebbero essere vicini. Fare un’agenda condivisa anche trasversale a molti dei punti trattati stasera. Da lì iniziare i contatti con i politici, con invio di documenti, incontri, audizioni… Può sembrare velleitario, ma si può fare. Agire a Roma ma anche sui territori dove questi politici sono stati eletti
Lella riprende il tema delle firme cartacee di Amer, come forma di dialogo e di contatto con le persone più coinvolgente. Proporranno una bozza.
Hanno particolarmente a cuore il tema dei prigionieri.
Leonardo, dal Veneto: riflette sull’esigenza che ha portato a incontrarci e a fare rete a partire da eventi. Nel Nord Est sono nati tre reti di questo genere, sebbene più piccole. A molti gruppi sta a cuore il tema dei prigionieri e l’obiezione di coscienza; nella loro eterogeneità cercano di indentificare obiettivi e strategie comuni. Si generano però delle sovrapposizioni. Identificare gli obiettivi è la prima e più semplice cosa da fare, più complesso stabilire le strategie. Racconta alcune criticità.
Riprende ciò che ha detto Jalna: fare azioni concrete, non solo simboliche/dimostrative!
Un esempio pratico: Isreale ha un bilancio simile a quello della Lombardia. Una delle voci importanti del loro introito è l’industria dei diamanti. Una serie di azioni alla Fiera dell’Oro di Vicenza ha portato alla scomparsa della sua presenza ufficiale. Necessario creare del disturbo vero. Ritiene sia efficace anche per non far venire più i militari israeliani a “decomprimersi” nelle località turistiche italiane. Più che elencare cosa abbiamo fatto in questa sede, è utile condividere idee e proposte per il futuro.
Andrea: l’idea di questo incontro era di mettere insieme chi sta nelle piazze, azione che permette di coinvolgere anche chi magari non si avvicinerebbe ad altre forme di lotta. Azione che va riconosciuta e ha i suoi meriti. Rappresenta una novità e porta linfa nuova.
Proposta di Ila: „Ciao, vorrei anche lavorare sul tema della repressione del dissenso partendo dal caso di Lince, una ragazza che il 2 ottobre 2025 a Bologna in una manifestazione a sostegno della Palestina è stata colpita da un lacrimogeno sparato ad altezza uomo. Lince non potrà mai più vedere da un occhio.
Ci sono già iniziative per il sostegno alle cure mediche e alle spese legali perché Lince ha deciso di denunciare.“
Segnalato che il 20, 21, 22 novembre si preparano nuove manifestazioni NO KINGS a livello europeo.
SCUOLE
Importanza dei gemellaggi tra scuole e delle molte difficoltà che incontrano.
Roberta, Roma: il dibattito nelle scuole ha generato tensioni e censure, nonostante ciò, stanno maturando esperienze che resistono e i gemellaggi si fanno.
Cita circolari e ispezioni in Lazio per scoraggiare che si parli dell’argomento, annullate assemblee e webinar con la scusa della mancanza di contradditorio.
Chiara, Mantova: da loro realizzati gemellaggi ufficiali in molte scuole da quelle dell’infanzia alle superiori .
I gemellaggi delle scuole sono un’azione molto potente!
Nelle scuole superiori arrivano proposte subdole per convincere i giovani ad arruolarsi.
Segnala “Appunti resistenti per la libertà di insegnamento”, vademecum utilissimo per gli insegnanti redatto dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole. Modulistica utilizzabile per chiedere che ai nostri figli e nipoti non vengano proposte queste cose. Roberta, Roma: SOS GAZA ha fatto una call for artist, esposizione proprio il 3 luglio al Parco Schuster, la sua scuola partecipa con una piccola opera.
Andrea: per il 3 luglio che ognuno che crede compia un’azione che dica “MILLE GIORNI DI GENOCIDIO: FERMATEVI!” Diffonderla e segnalargliela.
Si farà un comunicato stampa, con l’elenco presidi impegnati quel giorno.
Giorgio, Venezia/Londra: sottolinea come il ruolo delle donne sia fondamentale e la resistenza cominci dalla resistenza delle donne palestinesi.
Si può restare in contatto con il picchetto settimanale davanti all’ambasciata israeliana di Londra tramite lui. Scrivetegli:
Osserva che l’incontro ha fatto parlare persone di tutta l’Italia condividendo iniziative molto pratiche e proposte importanti, un modo a suo parere nuovo.
Con queste parole incoraggianti di Giorgio si conclude l’incontro.
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Di seguito i link ricavati dalla chat . Alcuni materiali annunciati durante il dialogo non sono riuscita a reperirli ma immagino potranno essere recuperati in un secondo tempo. Per altre cose mancanti credo non sarà difficile trovarle con una ricerca usando i riferimenti.
Giorgio Riva payday@paydaynet.org a Londra
https://osservatorionomilscuola.com/2026/06/02/leonardo-mondadori-libri-testo/ https://leonardoglobalsolutions.com/it/dove-siamo https://actionnetwork.org/petitions/battaggionspa?source=direct_link&
https://www.weaponwatch.net/ Monte San Cosimo: https://www.facebook.com/61585367940408/videos/1034446605813553 https://www.facebook.com/61585367940408/videos/1034446605813553https://www.facebook.com/IlCentroQuotidiano/photos/domani-a-sulmona-le-associazioni-del-coordinament https://paceinmovimento.it/ sul sito di un ponte per https://unponteper.it/it/progetti-multimediali/
Tantura (2022) è un documentario del regista israeliano Alon Schwarz che indaga sulle accuse di un massacro di civili palestinesi avvenuto nel villaggio di Tantura nel maggio 1948
Prima parte
https://youtu.be/QfYUhhvUw5o?si=-a1cQs-5KUKqO0By
Seconda parte
https://youtu.be/yapFXsBTZY8?si=2hBjggWuX3BM1bF4
Tikkun, Moni Ovadia, Voci Ebraiche per la Pace, LEA, Mai Indifferenti (ebrei contro il genocidio e l’occupazione)
Libro LETTERE DEI BAMBINI AI FABBRICANTI DI ARMI, che sono state effettivamente inviate da bambini di molti teatri di guerra alle principali fabbriche di armi, Leonardo compresa
Caso di Mohammad Hannoun e dei suoi compagni https://www.facebook.com/events/1237526115027341?acontext=%7B%22event_action_history%22%3A%5B%7B%22surface%22%3A%22home%22%7D%2C%7B%22mechanism%22%3A%22surface%22%2C%22surface%22%3A%22groups_highlight_units%22%7D%5D%2C%22ref_notif_type%22%3Anull%7D
Da Pescara – Romina De Cesaris a https://www.instagram.com/voceebraicaperlapace?igsh=cGVqd2M5bG8zaXcx