Guerrafondai da salotto e armi di distrazione di massa

Dal blog https://www.lafionda.org

21 Lug , 2026|Matteo Masi | 2026

L’ultimo articolo di Nathalie Tocci pubblicato sull’Economist (Https://www.economist.com/by-invitation/2026/07/16/would-europeans-fight-if-it-came-to-that ) è l’ennesimo, preoccupante manifesto di un’élite europea profondamente guerrafondaia.

Leggere sulla stampa internazionale che l’invio di soldati europei sul campo “potrebbe non aiutare l’Ucraina, ma potrebbe aiutare l’Europa a trovare lo stomaco per la guerra” non è solo un’analisi cinica, è un’affermazione agghiacciante.

Davanti a questa teorizzazione del massacro a scopo “pedagogico”, la domanda sorge spontanea: la dottoressa Tocci avrebbe lo stomaco per imbracciare un fucile e andare a combattere in trincea? O questo “stomaco” per la guerra devono trovarlo sempre e solo i cittadini comuni, destinati a fare da carne da cannone per le strategie geopolitiche altrui?

Ciò che è altrettanto grave, però, è l’assordante silenzio o, peggio, la complicità del nostro panorama mediatico e politico. Mentre in Europa si sdogana l’idea di un conflitto diretto, in Italia i media e la politica — sia di destra che di sinistra — hanno trovato la perfetta arma di distrazione di massa.

Passano le giornate a polarizzare l’opinione pubblica su casi di sicurezza interna, in maniera falsa, feroce e strumentale: dal caso del gioielliere Roggero fino all’ultimo tragico episodio di cronaca a Bologna con la morte di Fakir.

Ci spingono a scannarci quotidianamente, dividendo il Paese in tifoserie sulla cronaca nera, con il solo scopo di nascondere il loro intento: la traiettoria irrimediabilmente guerrafondaia che l’Occidente ha ormai intrapreso. Stiamo scivolando verso il baratro di una guerra su larga scala, ma i nostri politici e i nostri media si stanno assicurando che ci arriviamo guardando rigorosamente dall’altra parte. Di: Matteo Masi

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