Dal blog https://www.labottegadelbarbieri.org
LA NOSTRA POSIZIONE CONTRO LA MOBILITÀ MILITARE
IN QUESTO DOCUMENTO mostreremo, dopo un importante lavoro di ricerca e citando le fonti, il quadro preoccupante che il Parlamento Europeo – insieme agli stati nazionali e alla Federazione europea dei sindacati ETF – ha delineato sulla mobilità militare europea.
LE ORIGINI DEL NOSTRO COLLETTIVO
Ci formiamo a valle dell’accordo Leonardo-RFI del 15 aprile 2024 per esprimere la nostra posizione contro la guerra (e tutte le guerre), contro l’economia di guerra; per rispondere all’arroganza con cui si vuole normalizzare i concetti di guerra e di dual-use;
per opporci ai traffici di guerra sui binari;
per il diritto all’obiezione di coscienza contro le lavorazioni connesse alle guerre.

Al fine di portare avanti queste istanze pubblichiamo i Bollettini dei Ferrovieri/e contro la guerra che si possono liberamente consultare sul nostro canale Telegram https://t.me/Ferroviericontrolaguerra o sul sito della rivista Cub Rai.
Promuoviamo volantinaggi anche insieme alle realtà antimilitariste e collettività, aderiamo agli scioperi contro la guerra e sensibilizziamo i colleghi sul tema umano-solidale contro i treni militarizzati e sull’aspetto economico, laddove le risorse per
migliorare le condizioni di lavoro vengono dirottate nello sforzo bellico.
Partecipiamo ad iniziative antimilitariste contro il genocidio palestinese ma anche contro la mobilità militare.

ACCORDO LEONARDO-RFI 15/04/2024
Il progetto dell’accordo Leonardo-RFI sposa la Military Mobility europea ed è «finalizzato ad aumentare le capacità infrastrutturali e digitali esistenti, per assicurare la movimentazione di risorse militari, all’interno e all’esterno dell’Europa, anche con breve preavviso e su larga scala, garantendo capacità di trasporto sicure, sostenibili e resilienti in situazioni ordinarie e straordinarie per il trasporto di materiale militare attraverso infrastrutture dual-use». Leonardo è una SpA a controllo pubblico che, come sappiamo, costruisce e vende armi e sistemi d’arma che vengono utilizzati in Palestina, nei teatri di guerra di tutto il mondo e che ha come maggiore azionista l Stato italiano (30,2% Ministero dell’economia e delle finanze). Quindi vi è un diretto coinvolgimento governativo su quanto accade in Palestina ma non solo in Palestina.
Leonardo infatti è al centro della mobilità militare europea come ben testimonia l’accordo del 15/04/2024 con RFI.
RFI è la società del gruppo FSI che controlla l’infrastruttura ferroviaria italiana (binari e stazioni), nonché la regolazione della circolazione dei treni e la manutenzione. L’accordo è stato siglato in linea con la mobilità militare europea, avviata nel 2009 e nel 2017 con il progetto PESCO (cooperazione strutturata permanente), proseguita con gli ACTION PLAN del 2018 e 2022 e finalizzata lo scorso anno con i testi approvati il 17/12/2025, e che sta di fatto tessendo la tela della preparazione alla guerra in Europa.
CONCETTO «DUAL-USE»
L’uso duale dell’infrastruttura ferroviaria è un paravento a vantaggio della guerra. Il testo approvato della Military mobility cita infatti che «la priorità degli investimenti nelle infrastrutture di trasporto sarà a vantaggio dei movimenti militari, dell’ accelerazione delle autorizzazioni dei movimenti transfrontalieri e del rafforzamento della cooperazione UE-NATO».
Il dual-use riguarda inoltre ogni settore lavorativo (porti, navi, scuole, aerei,) ed è infine un metodo concettuale di introduzione di tecnologie militari nella società civile quali strumenti di controllo e oppressione, esportando il modello Gaza in tutto il mondo rendendo “normale” le prigioni a cielo aperto. In aggiunta, come cita Leonardo, «per affrontare la transizione dalla difesa tradizionale alla sicurezza globale, i suoi prodotti e servizi saranno a duplice uso»: la nuova “normalità”.
MILITARY MOBILITY
Il testo finale sulla Military mobility (che include ferrovie, navi, porti, aerei e aeroporti) approvato il 17 dicembre 2025 dal parlamento UE a larga maggioranza (493 sì, 127 no, 38 astenuti) non menziona l’aspetto civile di binari e treni inteso come ruolo fondamentale del settore per promuovere l’aspetto sociale del trasporto ma diversamente si indica la ferrovia e il personale ferroviario come strumenti in cui investire unicamente per lo scoppio e il mantenimento del conflitto.
Al personale viene riconosciuto il «ruolo cruciale nella mobilità militare per agevolare le catene di approvvigionamento e si rende pertanto necessario investire nella manodopera nel settore dei trasporti, nonché a migliorare le condizioni di lavoro, le opportunità di formazione per dotare i lavoratori delle competenze necessarie per la mobilità militare e l’attrattiva del settore». Le ferrovie invece vengono pensate solo come «la spina dorsale del sistema di mobilità terrestre per spostare grandi quantitativi di mezzi militari sovradimensionati, pesanti e pericolosi» dove vi è la necessità «di affrontare con urgenza la mancanza di un parco materiale rotabile in tutte le organizzazioni ferroviarie europee».
Il piano operativo ReArm Europe prevede l’impiego di 800 miliardi di euro e il pacchetto di mobilità militare del novembre 2025 (MCE) prevede di decuplicare il bilancio per la prossima tranche (2028–2034) di spese militari fino a 17 miliardi di euro. Nello stesso pacchetto si parla di 500 nuovi progetti individuati con un fabbisogno complessivo stimato intorno ai 100 miliardi di euro. In Italia quasi 42 milioni di euro sono infatti stati stanziati dall’UE per l’estensione dei binari nelle stazioni di Genova Sampierdarena, Pontedera, Palmanova, La Spezia Marittima, allo scopo di ricevere treni lunghi fino a 750 metri e consentire la prontezza degli spostamenti di mezzi, truppe e munizioni. Quindi investimenti sul personale e nelle ferrovie solo per alimentare il conflitto, mentre la sicurezza “ordinaria”, le assunzioni, il miglioramento del servizio e delle condizioni di lavoro in tempo di pace non interessano il Parlamento europeo.
RETE TRANSEUROPEA DEI TRASPORTI (TEN-T) E CORRIDOI EUROPEI
La rete TEN-T è costituita dall’infrastruttura per il trasporto ferroviario, il trasporto per vie navigabili interne, il trasporto marittimo, il trasporto stradale, il trasporto aereo e il trasporto multimodale, anche presso i nodi urbani. Il progetto alla base della sua costituzione era rafforzare la coesione sociale, economica e territoriale dell’ Unione attraverso lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti.
Con la revisione del progetto avvenuta nel 2024 la rete TEN-T assume carattere prevalentemente militare in quanto, dopo le consultazioni con la NATO, è stato previsto l’ampliamento dell’ambito di applicazione dei requisiti militari. Vengono qui compresi i seguenti punti: i) i poli logistici; ii) l’infrastruttura della catena di approvvigionamento per i carburanti; iii) gli insegnamenti tratti dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina; e iv) i criteri militari per la valutazione delle proposte di progetti infrastrutturali a duplice uso.
I corridoi europei che sono all’interno della rete TEN-T sono nove: 1) Corridoio Atlantico 2) Corridoio Mar Baltico-Mar Nero-Mar Egeo 3) Corridoio Mar Baltico-Mar Adriatico 4) Corridoio Mediterraneo 5) Corridoio Mare del Nord-Reno-Mediterraneo 6) Corridoio Mare del Nord-Baltico 7) Corridoio Reno-Danubio 8) Corridoio Scandinavo-Mediterraneo 9) Corridoio Balcani occidentali-Mediterraneo orientale.
L’Italia è attraversata da 4 corridoi: Reno-Alpi, Baltico-Adriatico, Scandinavo-Mediterraneo, Mediterraneo E-O e nello specifico le stazioni di La Spezia Marittima, Genova Sampierdarena, Pontedera e Palmanova (che fanno parte dei predetti 4 corridoi) sono state già oggetto di lavori infrastrutturali o sono in fase di definizione (come La Spezia Marittima e Genova Sampierdarena).
Questi lavori hanno il fine di estendere i binari fino a 750 metri per permettere un trasporto efficiente e continuo di personale militare, mezzi e forniture, nonché un regolare movimento sia delle unità ferroviarie militari internazionali sia del trasporto merci commerciale, «da e verso il porto di La Spezia (…) per il potenziale miglioramento del collegamento ferroviario dell’ultimo miglio verso il porto (..) il progetto assicurerà la prontezza difensiva del porto di La Spezia, (…) interventi nel porto strategico di Genova, in particolare nel bacino portuale di Sampierdarena, nell’area del Parco Fuori Muro garantendo così la circolazione di traffico a duplice uso, civile e militare».
PACCHETTO OMNIBUS, EMERS, DEROGHE ORARIO DI LAVORO
Nel pacchetto Omnibus la «Commissione chiarisce che per quanto riguarda la produzione industriale e la fornitura di servizi connessi nel settore della difesa, le deroghe previste dalla Direttiva 2003/88/CE negli articoli 17-18 possono essere utilizzate in presenza di un aumento dell’attività, anche ai fini della prontezza della difesa, e invita gli Stati membri a fornire chiarezza giuridica e a garantire certezza del diritto nella loro applicazione».
Parimenti con la Comunicazione congiunta al Parlamento europeo e al Consiglio e il sistema EMERS (Quadro di Emergenza per la Risposta Rapida) si punta alla «creazione di un’area di mobilità militare che a livello europeo non è più un’opzione, ma una necessità» e che «tutte le operazioni di trasporto militare, sia effettuate dalle forze armate sia dai loro appaltatori civili, avranno accesso prioritario alle reti di trasporto, alle infrastrutture e ai servizi correlati a livello dell’UE. Inoltre, saranno previste deroghe relative alle norme sul cabotaggio, agli orari di guida e ai periodi di riposo per i trasporti militari effettuati da operatori civili».
L’UE lavora quindi per creare un quadro di emergenza (EMERS), cioè la guerra, e allo stesso tempo già prepara la coscrizione dei lavoratori civili. Le categorie ferroviarie e le reti ferroviarie che già sono state arruolate senza consenso con la Military mobility nel trasporto, regolazione della circolazione, formazione e manovra dei treni militarizzati e nella costruzione-modifica degli scali in funzione dual-use, adesso potrebbero subire ulteriori peggioramenti delle condizioni di lavoro in quanto personale direttamente fornitore di prestazioni lavorative connesse al settore della difesa (“defense related”).
QUADRO SINDACALE EUROPEO E ITALIANO
The European Transport Workers’ Federation è un’organizzazione sindacale pan-europea che riunisce i sindacati dei trasporti dell’Unione europea. Cgil, Cisl e Uil sono affiliate a questa federazione. Nel luglio 2025 ETF invia la propria posizione sulla mobilità militare ed è una posizione che avalla e sostiene l’impiego dei lavoratori civili dei trasporti nel conflitto europeo quale contributo alla «preparazione e risposta alla crisi» e dato che «nessuna forma di mobilità è possibile senza i lavoratori dei trasporti».
Secondo ETF i lavoratori dei trasporti, al fine di garantire l’incolumità dei lavoratori stessi come la sicurezza del materiale trasportato e della collettività, dovranno essere dotati dei più elevati standard di formazione e qualificazione professionale, anche in considerazione del fatto che «la mobilità militare comporterà con ogni probabilità operazioni di trasporto non ordinarie e particolarmente complesse, quali il trasporto di merci pericolose o lo svolgimento delle attività in condizioni di elevato rischio».
Non per ultimo ETF parla anche di legittima coscrizione/requisizione di lavoratori e mezzi. In tal senso auspica che venga sviluppato «un quadro normativo dell’Unione europea in materia di requisizione dei mezzi e delle risorse del settore dei trasporti», anche perché «il solo personale militare non sarebbe sufficiente a garantire una efficace mobilità, sia per finalità militari sia per esigenze civili».
Se il quadro ETF e affiliati spinge per il coinvolgimento dei lavoratori dei trasporti nella mobilità militare ed è quindi d’accordo per il piano di riarmo europeo a scapito della pace e della prosperità, diversamente (e per fortuna) esiste il mondo del sindacalismo di base (almeno in Italia) il quale, nonostante fratture e incomprensioni, favorisce la lotta contro guerre, oppressione e sfruttamento.

CONCLUSIONI
Il messaggio della mobilità militare che emerge dai lavori europei non può che rimandare a un concetto di disumanità e di pazzia. Gli ingenti investimenti di denaro pubblico che vengono riversati nel panorama militare sono la dimostrazione di come non c’è mai stata volontà di migliorare il benessere, la sicurezza e la salute della collettività.
Ottocento miliardi di euro che, invece di essere sottratti e sperperati nel ReArm Europe, avrebbero dovuto essere investiti nel sistema sociale: sanità, istruzione, ambiente, trasporti, abbattimento della povertà, diritto alla casa. Ovviamente non regge il ritornello “investiamo nelle armi per proteggerci dal nemico”.
Siamo infatti di fronte nuovamente al concetto di guerra preventiva, ovvero minaccia permanente di guerra che può essere scatenata quando uno Stato giudica che qualcuno è in grado di minacciarlo.
Due guerre mondiali e la guerra dei Balcani sono pietre miliari della storia europea che ci insegnano come il “nemico” sia nelle patrie stesse. La difesa della patria, tanto cara ai nazionalisti, deve avvenire all’interno dei confini combattendo governi e stati di polizia. Garantendo gli investimenti nella sicurezza nei trasporti, nelle scuole, negli ospedali e non nelle tecnologie dual-use.
Non è corretto dire che “non abbiamo imparato dalla storia”. In primo luogo perché non possiamo mettere un noi: non c’è un noi che accomuna sfruttatori e sfruttati. In secondo luogo perché sia gli sfruttatori, che gli sfruttati, hanno imparato benissimo la lezione. Solo che i primi usano le vecchie guerre per correggere gli errori che secondo loro li svantaggiano, i secondi non vogliono che riaccadono altre guerre che provocano morte devastazione e miseria. Infatti lottano, battagliano, prendono multe, denunce, vengono arrestati, muoiono.
I decreti sicurezza, la criminalizzazione del dissenso sociale ci stanno dimostrando come il nemico sia in casa: gli Stati inseguono solo i loro interessi e usano noi ferrovieri, le ferrovie, a tale scopo bellico. Migliori condizioni di lavoro e di infrastrutture sono adesso ricercate solo per avere una risposta pronta e una pronta movimentazione di truppe, munizioni, mezzi. Non è un caso che gli scioperi in ferrovia firmati dalla base autoconvocata e autorganizzata per avere quelle migliori condizioni di lavoro e di icurezza vengono ostacolati dal governo, e che i contratti sono blindati da aziende e sindacati compiacenti.
Se ci fosse stata tutta questa attenzione alle condizioni della ferrovia non sarebbe avvenuto, ad esempio, il deragliamento del treno merci 50325 (tratta Trecate-Gricignano) nella stazione di Viareggio causando 32 morti e la distruzione di in quartiere.
Come FCG siamo qui per avere una ferrovia migliore e per evitare una preparazione alla guerra. Per dire che dobbiamo stare attenti ai “capitani di ventura” che si aggirano nelle iniziative antimilitariste spacciandosi per pacifisti, ma instillando sotto traccia la paura che serve ai potenti per avere il consenso popolare, ovvero la guerra interna mossa dai governanti per non avere ostacoli di dominio.
Collettivo Ferrovieri/e contro la guerra – ferroviericg@protonmail.com
24/07/2026

FONTI
• RELAZIONE sulla mobilità militare (2025/2090(INI)) A10-0242/2025 del 25.11.2025
https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-10-2025-0242_IT.html
• Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2025 sulla mobilità militare P10_TA(2025)0335 (2025/2090(INI)) del 17.12.2025
https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-10-2025-0335_IT.html
• Elenco dei cognomi degli europarlamentari che hanno votato la Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2025 sulla mobilità militare (il significato dei simboli utilizzati indica con il + i favorevoli; con il – i contrari; con lo 0 gli astenuti)
Fai clic per accedere a PV-10-2025-12-17-RCV_IT.pdf
• ETF position on Military Mobility July 2025 https://www.etf-europe.org/etf-calls-for-strong-worker-protections-as-commission-launches-new-military-mobility-initiative/
• DOSSIER Piovono euro sull’industria “necessaria” di Crosetto e Leonardo S.p.A. Le relazioni con Israele. Rossana De Simone BDS Italia
https://bdsitalia.org/images/stories/640/embargo BDS_Italia_Dossier_Leonardo_SPA_2025_web.pdf
• Comunicato stampa Accordo Leonardo-RFI https://www.rfi.it/it/news-e-media/comunicati-stampa-e-news/2024/4/15/leonardo-e-rete-ferroviaria-italiana-sottoscrivono-un-accordo- su.html
• https://commission.europa.eu/topics/defence/future-european-defence_it
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