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18 Agosto 2026 Stefano Baudino
Il credito al consumo cambia progressivamente volto e non serve più soltanto ad acquistare elettrodomestici, automobili o a finanziare lavori in casa: sempre più italiani, infatti, lo utilizzano per sostenere anche spese quotidiane, sanitarie, formative e legate allo stile di vita, comprese vacanze e viaggi. È una delle tendenze che emergono dalla lettura dei dati per il primo semestre 2026 di Assofi, l’associazione che riunisce i principali operatori bancari e finanziari del credito alla famiglia.
Nel primo semestre del 2026, mentre il valore complessivo dei finanziamenti è cresciuto del 4,9% su base annua, aumenta anche la varietà delle finalità dichiarate dai consumatori. Le rate vengono così utilizzate per distribuire nel tempo sia costi necessari sia acquisti ed esperienze che molte famiglie non riescono più a sostenere in un’unica soluzione.
La parte più consistente resta legata ai beni durevoli. Nelle rilevazioni Ipsos Doxa per Assofin, elettrodomestici ed elettronica raccolgono insieme il 51% delle indicazioni, le auto nuove e usate il 35%, mentre mobili, ristrutturazioni e altri interventi sulla casa arrivano complessivamente al 34%. Le percentuali non rappresentano quote del denaro erogato: agli intervistati era consentito segnalare più impieghi dello stesso finanziamento. Il confronto con il 2022 mostra comunque un arretramento delle destinazioni tradizionali, come elettrodomestici, elettronica e auto nuove.
A guadagnare terreno sono innanzitutto alcune necessità difficilmente rinviabili.
La quota di chi ha impiegato il credito per spese mediche o dentistiche è salita dal 12 al 14%, mentre quella relativa all’acquisto di un’auto usata è passata dal 10 al 14%. La formazione raggiunge l’8%. Non mancano poi new entry assolute: come sottolineato dal rapporto, sebbene con un peso limitato al 2%, emerge una quota di consumatori che utilizza i finanziamenti per “aver liquidità da trasferire a figli/nipoti”.
Parallelamente aumentano le finalità legate al tempo libero: viaggi e vacanze avanzano dal 7 al 10%, le cerimonie dal 5 al 7% e l’hobbistica dal 4 al 6%. Si ricorre dunque alle rate tanto per affrontare bisogni essenziali quanto per mantenere abitudini e progetti personali.
Particolarmente interessanti risultano i dati riferiti a coloro che hanno utilizzato il credito per le ferie. Nel 2022 solo sette soggetti finanziati su 100 indicavano di utilizzare le somme ricevute a tale scopo, mentre nel 2026 si è passati al 10%.
A sostenere la domanda è anche il costo delle ferie: considerando esclusivamente trasporto e alloggio, la spesa media prevista per l’estate 2026 è di 939 euro a persona, spingendo molti a richiedere prestiti. Secondo i dati di Facile.it, nei primi sei mesi dell’anno sono stati erogati circa 225 milioni di euro in finanziamenti destinati a viaggi e vacanze, con un aumento del 32% rispetto al 2019.
A cambiare le modalità è anche il Buy Now, Pay Later, sistema che consente di acquistare immediatamente e rimandare il pagamento: una ricerca di Confcooperative ha svelato che circa due italiani su dieci avrebbero utilizzato questa formula per finanziare le proprie ferie.

Stefano Baudino
Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.