Taranto: 400 milioni per i Giochi del Mediterraneo, mentre il futuro dell’Ilva resta incerto

dal blog https://www.lindipendente.online

22 Agosto 2026 Stefano Baudino

Hanno preso il via ieri a Taranto, in Puglia, i XX Giochi del Mediterraneo, la manifestazione multisportiva che coinvolge i Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum e alcune nazioni legate all’area. L’evento, che si protrarrà fino al 3 settembre, vedrà la partecipazione di 26 nazioni e quasi 4mila atleti suddivisi in 33 discipline, numeri che ne fanno l’edizione più grande di sempre. La cerimonia di apertura, avvenuta allo stadio Erasmo Iacovone, ha visto la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Quest’ultima, quando è stata inquadrata, è stata a più riprese fischiata dal pubblico, mentre alcuni cittadini si sono seduti sugli spalti indossando magliette con la scritta “Ilva is Killer” (“L’Ilva è assassina”). Sulla manifestazione, che si propone di ridare lustro alla città di Taranto dopo anni di difficoltà legate alla crisi dell’Ilva, sono inoltre piovute critiche a causa dei costi destinati all’organizzazione e alle opere connesse, che complessivamente ammontano a circa 400 milioni di euro.

L’idea dei Giochi del Mediterraneo nacque nel 1948 dall’egiziano Mohamed Taher Pacha, vicepresidente del Comitato Olimpico Internazionale. Il progetto, presentato nel 1948, mirava a favorire attraverso lo sport l’incontro fra popoli divisi da tensioni politiche e conflitti. La prima edizione si disputò nel 1951 ad Alessandria d’Egitto, con 734 atleti provenienti da dieci Paesi. Nel 1967 sono state introdotte le gare femminili e nel 1975 si sono per la prima volta superati i duemila partecipanti.

Oggi, il Comitato internazionale dei Giochi del Mediterraneo, con sede ad Atene, riunisce 26 Comitati olimpici. Il simbolo della manifestazione riprende quello olimpico, ma presenta tre cerchi, corrispondenti ai continenti che si affacciano sul Mediterraneo: Europa, Asia e Africa. Ai Giochi hanno partecipato campioni come Livio Berruti, Pietro Mennea, Sara Simeoni, Novella Calligaris, Jury Chechi e Federica Pellegrini.

Nelle ultime edizioni il peso sportivo è più limitato: Olimpiadi, Mondiali ed Europei restano prioritari e diverse federazioni schierano giovani o seconde linee, soprattutto quando i calendari si sovrappongono.

A Taranto l’Italia presenta la delegazione più numerosa, con 497 atleti. I portabandiera sono il velocista Filippo Tortu e la pugile Irma Testa. Tra i nomi di rilievo figurano anche gli ori olimpici Diana Bacosi e Gabriele Rossetti nel tiro a volo; è atteso inoltre Gianmarco Tamberi, simbolo del salto in alto. Il programma dei Giochi di Taranto è fitto e variegato. Oltre agli sport olimpici come atletica, nuoto e scherma, sono presenti discipline meno convenzionali come le bocce, il padel, il nuoto pinnato e la maratona di pattinaggio.

Le gare si terranno in quattordici città della Puglia, con la maggior parte degli impianti concentrati nell’area di Taranto, Bari, Brindisi e Lecce. Gli atleti, tra cui spiccano i portabandiera azzurri Filippo Tortu e Irma Testa, alloggeranno su due navi ormeggiate nella base navale della Marina Militare.

L’organizzazione dell’evento è stata, tuttavia, un percorso tortuoso. Assegnati alla città nel 2019, i lavori sono rimasti fermi per anni, per poi accelerare nel 2024 con la nomina del commissario straordinario. La mobilitazione complessiva di risorse si avvicina ai 400 milioni di euro: 281,5 milioni sono destinati alle infrastrutture e alle opere connesse, mentre circa 100 milioni riguardano l’organizzazione.

Una cifra che ha alimentato interrogativi sul ritorno sportivo e mediatico di una manifestazione alla quale diverse federazioni partecipano con formazioni sperimentali o seconde linee, impegnando i propri atleti principali in appuntamenti più prestigiosi. Fra le opere principali figurano il rinnovamento dello Iacovone, il nuovo stadio del nuoto e il PalaRicciardi. Resta ora da capire, una volta spenti i riflettori, quale sarà l’eredità concreta per Taranto, una città segnata, ancora oggi, dalla crisi dell’Ilva.

Nel frattempo, come hanno ricordato gli attivisti durante la cerimonia di apertura dei Giochi, l’ex impianto continua a mietere vittime. Dopo la denuncia sporta da un gruppo di cittadini contro il ministro delle Imprese Adolfo Urso, basata sull’incidente mortale che ha coinvolto l’operaio Loris Costantino, sulle emissioni inquinanti registrate a febbraio dagli altiforni e sui dati allarmanti sulla presenza di diossina nel Mar Piccolo, a fine luglio la Corte d’Appello di Milano ha imposto lo stop alla produzione dell’area a caldo, a meno che non si provveda alla bonifica dell’amianto ancora presente negli impianti e alla riduzione delle emissioni di polveri sottili.

Intanto, negli scorsi giorni, Federacciai e altre 14 aziende associate hanno presentato una manifestazione di interesse per gli impianti dell’ex Ilva, attualmente gestiti da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Una partecipazione italiana al futuro dell’azienda era già stata ventilata nel corso di un incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove il ministro Urso aveva incontrato rappresentanti delle aziende, di Confindustria e di Federmeccanica. Si tratta della prima offerta organica da parte degli acciaieri italiani – che fino ad ora si erano interessati agli specifici impianti.

«Comprendo perfettamente le ragioni di chi, qui a Taranto, esprime il proprio dissenso», ha dichiarato intanto la Meloni, per rispondere alle critiche di chi ieri ha contestato la sua presenza e l’inazione del governo di fronte a una crisi che da anni coinvolge l’intera città. E assicura: «sull’ex Ilva il governo sta facendo e continuerà a fare tutto quello che è in suo potere».

Credito foto di copertina: Taranto 2026

Avatar photo

Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.