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21 Agosto 2026 Ennio Remondino
Il presidente ucraino vive un momento di estrema difficoltà. Incalzato dall’inchiesta corruzione e dall’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov. L’inchiesta anticorruzione si allarga, il presidente ucraino rimane estraneo ai fatti, ma politicamente la nuova inchiesta è un danno non da poco, l’analisi ISPI, l’Istituto studi di politica internazionale di Milano.
A che punto è la guerra?
Sul terreno il Donbass praticamente perduto, la guerra nota si svolge per aria. La Russia è tornata a colpire con i missili balistici e per gli ucraini, proteggersi da questi attacchi è sempre più difficile. Sola risposta la campagna di attacchi a lungo raggio contro infrastrutture che ‘alimentano la guerra del Cremlino’. La carenza ucraina di sistemi missilistici di difesa, a cominciare dagli intercettori Patriot, rimane il problema più grande. Al momento Washington non è più in grado di fornirli, visto che anche gli americani ne sono a corto a causa della guerra all’Iran. Per il Center for Strategic and International Studies, da febbraio le scorte del Pentagono sono passate da 2.300 Patriot a circa 800. Un problema per gli Usa e, di riflesso, anche per l’Ucraina.
Dopo Re Mida, Forrest Gump
Nel frattempo la guerra della Corruzione diffusa di mangia l’Ucraina, più e meglio di Mosca. In Ucraina solita storia: politica e finanza insieme per rubare la sintesi di Fulvio Scaglione. «Nella battaglia senza fine che, in Ucraina, oppone i corrotti ai cacciatori di corrotti, va almeno notata la fantasia con cui l’Ufficio nazionale anti-corruzione e la Procura speciale anti-corruzione trovano i nomi per le loro inchieste.
Quella che portò al siluramento del secondo uomo più potente del Paese, il capo dell’amministrazione presidenziale Andrij Jermak, era l’Operazione Mida, dal nome dell’antico re che trasformava in oro tutto ciò che toccava. Quella in corso, che ha già visto in manette la vice-capo dell’amministrazione presidenziale Irina Mudraya, si chiama invece Operazione Forrest Gump, chissà perché: forze perché a Kiev c’è un sacco di finti tonti, chissà».
Ironia a parte, situazione drammatica
L’Operazione Midas aveva rivelato un network di malaffare tra amici e soci del presidente Zelensky, ministri in carica, ex ministri e alti funzionari delle industrie strategiche di Stato. La Forrest Gump non è da meno: oltre Irina Mudraya nei guai con lei c’è anche Viktor Dubovyk, dal 2024 capo dell’ufficio legale dell’amministrazione presidenziale. Triste ironia totale, a dividersi la torta c’era anche, secondo gli investigatori del NABU, Olena Ferens, vice-ministra della Giustizia. Queste le figure politiche più importanti.
Ma non meno rilevanti sono, i personaggi della finanza e il mondo degli affari coinvolti nel malaffare. La ‘ Sense Bank’, nazionalizzata nel 2023. L’inchiesta ha travolto il presidente del consiglio di sorveglianza della banca, e il presidente del Consiglio d’amministrazione. Erano loro, a quanto pare, a garantire la circolazione delle somme frutto di speculazioni edilizie di alto bordo.
Il potente nero modello Gelli
Nell’inchiesta Forrest Gump, come sempre, il regista del mistero’, uomo di amicizie occulte, personaggio modello Gelli per memoria italiana. Qui è l’imprenditore Vasyl Astion. Astion è all’estero, vive a Vienna, fuori della portata di NABU e SAP. Arrestati e indagati per ora tacciono. Resta quanto dichiarato da Mykhailo Tkach, il giornalista investigativo della Ukrainska Pravda che ha seguito tutti gli scandali di questi anni e vanta ottimi contatti con i reparti dell’anticorruzione: «È ovvio che tutte queste persone non avrebbero potuto svolgere questo compito senza un segnale, una richiesta e un ordine da parte della leadership del Paese».
Il che parrebbe confermare la sensazione che ormai da tempo è inevitabile nutrire: la corruzione, in Ucraina, non è un problema di persone disoneste ma di un sistema che della corruzione ha bisogno per funzionare.
Europa finanziatrice e sostenitrice?
A questo punto, dopo la “strage” di politici ladroni che è stata particolarmente ampia nel settore della Difesa, sarà salutare ammettere che l’Ucraina ha un problema strutturale di corruzione. Non si tratta di questo o quell’individuo disonesto ma piuttosto di un sistema in cui la corruzione è un ingranaggio fondamentale e ineliminabile. Questo ovviamente è una responsabilità politica per Zelensky…
Ma c’è anche una grande responsabilità politica per la grande sostenitrice di Zelensky, ovvero l’Unione Europea. La UE, finora, ha versato all’Ucraina più di 200 miliardi in aiuti militari, umanitari e finanziari. L’ultimo finanziamento è stato il prestito di 90 miliardi stanziato pochi mesi fa, di cui 30 già versati.
Chi controlla dove finiscono questi soldi? Come vengono spesi? Da chi vengono spesi?…
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