InvestiRE SGR è un problema in comune

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Gruppo di Lavoro “Pisa Depredata” 28 Agosto 2026

Foto SPIN TIME LABS

A Pisa conoscono bene Investire SGR, proprietario dell’immobile abbandonato e recuperato da Spin time, a Roma, oggi sgomberato. Sanno bene che, come tutti i fondi immobiliari speculativi, impoverisce i quartieri. Investire SGR, in realtà, è noto anche a Milano, Firenze, Torino, Treviso. Qualche riflessione sulle analogie tra il caso di Spin Time e l’esperienza di Distretto 42 a Pisa e sul modello predatorio dei Fondi di Investimento Pubblici


Anche a Pisa seguiamo con profonda preoccupazione e indignazione la vicenda dello Spin Time Labs di Roma, un’esperienza sociale ed abitativa straordinaria dove centinaia di persone e famiglie hanno trovato casa, cultura e comunità, oggi messe a rischio dall’inerzia delle amministrazioni e dalla fame della finanza immobiliare.

Il comunicato con cui InvestiRE SGR ha tentato di giustificare la propria condotta per conto del Fondo Immobili Pubblici (FIP) rivela la natura predatoria di un soggetto che a Pisa conosciamo da tempo. L’inchiesta Pisa Depredata ha già documentato come i meccanismi di svalutazione del patrimonio collettivo vengano usati per fabbricare asset speculativi.

Nel 2014 il “Municipio dei Beni Comuni” liberò dall’abbandono l’ex Distretto Militare di Leva in via Giordano Bruno, dando vita all’esperienza del Distretto 42. Quell’edificio venne celermente sgomberato per essere alienato e, nel 2017, insieme alla Caserma Artale, un compendio dal valore stimato tra i 22 e i 40 milioni di euro è passato dal Demanio al fondo gestito da Cassa Depositi e Prestiti e operato da InvestiRE SGR per la cifra stracciata di soli 8,4 milioni di euro.

Oggi, su quelle ceneri, la SGR sta completando l’operazione di social housing “Borgo San Martino”.

Cos’è una SGR: la tutela del risparmio non è la garanzia del profitto

Per smontare la narrazione di InvestiRE SGR occorre comprendere come funzionano questi intermediari. Nate ufficialmente nel 1998 con il Testo Unico della Finanza (la “Legge Draghi”), le Società di Gestione del Risparmio hanno il compito di gestire patrimoni collettivi attraverso una rigida segregazione patrimoniale.

La legge prevede che il denaro versato nei fondi costituisca un patrimonio autonomo e separato sia da quello della SGR stessa, sia da quello della banca depositaria. In questo modo, se la SGR o la banca dovessero fallire, i creditori non possono toccare i soldi degli investitori.

Nel caso del Fondo Immobili Pubblici (FIP), le quote di capitale sono state acquistate da investitori istituzionali e dalle Casse di previdenza dei liberi professionisti: i contributi dei Medici e Odontoiatri (ENPAM), dei Giornalisti (INPGI), degli Psicologi (ENPAP) e dei Geometri (CIPAG) sono stati canalizzati nel mattone pubblico.

La SGR si scherma dietro il dovere di tutelare i pensionati per rifiutare qualsiasi trattativa sociale.

Tuttavia, la tutela del risparmiatore garantita dalla legge riguarda la separazione dei beni dal fallimento dell’intermediario, non la garanzia del profitto. I regolamenti finanziari stabiliscono espressamente che chi investe in un fondo immobiliare chiuso si assume il pieno rischio di mercato. Proteggere i contributi previdenziali non significa obbligare lo Stato o le città a garantire rendimenti speculativi o ad evitare minusvalenze a veicoli finanziari in scadenza.

Profitti di rischio e “De Core”: l’incompatibilità dei tempi finanziari

InvestiRE SGR — controllata dalla finanza privata romana della famiglia Nattino (Banca Finnat Euramerica) insieme alla famiglia Benetton, Casse professionali e Fondazioni bancarie — gestisce un portafoglio di 7 miliardi di euro distribuito su 60 fondi suddivisi nelle macro-categorie Abitare, Infrastrutture Sociali, Uffici e Commerciale, e Ospitalità.

Questi strumenti si muovono lungo una scala rigida di profili di rischio finanziario: dal Core (basso rischio e rendimenti stabili) al Core Plus, fino al Value-Add (rischio medio-alto che richiede interventi di riqualificazione) e all’Opportunistic (massimo rischio speculativo).

Le categorie di rischio non sono meri codici contabili, ma determinano l’agire politico dei fondi e impattano direttamente sulla vita delle persone. Il FIP è nato come fondo Core perché la sua redditività era garantita in partenza dal settore pubblico: per l’immobile di Spin Time in via Santa Croce in Gerusalemme, prima di svuotarlo nel 2010, lo Stato ha versato al fondo oltre 48 milioni di euro in canoni di locazione, ripagando più di due volte il valore originario del bene. Al contrario, fondi come il Fondo Housing Toscano (FHT) operano con logiche Value-Add, muovendosi spesso dopo gli sgomberi per valorizzare l’immobile sul mercato dell’edilizia convenzionata.

Mentre la finanza incasella l’immobile romano nel profilo Core, per 13 anni è stata la comunità di Spin Time a metterci il “cuore” (de core, per dirla alla romana). Attraverso una cura quotidiana e il welfare dal basso, gli abitanti hanno garantito la manutenzione ordinaria ed evitato che un colosso di 20.000 metri quadrati marcisse nell’abbandono, preservando lo stesso valore patrimoniale di cui oggi la SGR pretende di monetizzare la vendita.

In questo ingranaggio, Cassa Depositi e Prestiti (CDP) gioca un ruolo ambiguo: fornisce la liquidità e assorbe i rischi utilizzando i libretti di risparmio postale dei cittadini, permettendo a InvestiRE SGR di operare a capitale proprio di rischio praticamente azzerato e di incassare commissioni di gestione garantite.

I tempi dell’investimento immobiliare — scansioni pluridecennali e scadenze rigide come la liquidazione del FIP fissata per il 2027 — sono strutturalmente incompatibili con le urgenze quotidiane dell’emergenza abitativa e con i bisogni primari delle persone.

Il caso di Pisa e la Costituzione

L’esperienza pisana di via Giordano Bruno dimostra il cortocircuito di questo modello. Con l’esperienza del Distretto 42, la cittadinanza aveva restituito all’ex caserma una funzione sociale immediata e gratuita. Sgomberato quel presidio, lo spazio è stato incanalato nel Fondo Housing Toscano per realizzare il complesso “Borgo San Martino”: un’operazione finanziata per oltre il 60% con risorse pubbliche e dal risparmio postale di CDP, su cui la SGR della famiglia Nattino estrae rendita e commissioni private.

L’Articolo 42 della Costituzione parla chiaro: «… La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti».

La tutela della proprietà e dei fondi d’investimento è subordinata al rispetto della funzione sociale. Non esiste alcun principio costituzionale che tuteli il margine di profitto degli investitori finanziari rispetto al diritto alla casa. Di fronte alla scadenza del 2027, la risposta deve essere netta: le istituzioni non devono cedere ad alcun ricatto e gli investitori del fondo devono farsi carico della minusvalenza di mercato.

Fermare l’estrazione di profitto sui beni comuni

Quanto accade a Roma e a Pisa dimostra come InvestiRE SGR e il modello economico finanziario che rappresenta sia una minaccia sistemica per la gestione pubblica e sociale dei territori. Questo modello si ripete in modo omogeneo in molte altre città italiane.

Firenze: dal 2018 la SGR gestisce la trasformazione dell’ex Manifattura Tabacchi, affiancando un’esigua quota di social housing a complessi residenziali di lusso e spazi commerciali. Per un’analisi dettagliata sulle alienazioni nel capoluogo toscano si veda il reportage su Firenze Alienata.

Milano: Dal 2015 attiva nei progetti di rigenerazione di Cascina Merlata e dell’area ex Trotto per la realizzazione di grandi interventi in edilizia convenzionata (“Social & Student Housing”).

Torino: Dal 2019 impegnata nella riconversione ad uso residenziale temporaneo e universitario delle palazzine dell’ex Villaggio Olimpico MOI, precedentemente interessate da un’occupazione abitativa.

Treviso: Dal 2023 opera tramite il Fondo Veneto Casa nell’intervento residenziale di via Pisa. L’intera architettura proprietaria della SGR e le sue ramificazioni sono state ricostruite nell’inchiesta dell’Associazione Caminantes pubblicata su Global Project.

In vista della Manifestazione e dell’Assemblea Nazionale il 19 e 20 settembre “Il tempo di Spin Time è ora”, rivolgiamo un invito rivolto a tutti i collettivi, ai sindacati di base e ai movimenti per il diritto all’abitare è quello di mappare capillarmente le operazioni di InvestiRE SGR nelle proprie città.

È tempo di fermare l’estrazione di profitto sui beni comuni: la priorità collettiva deve essere il benessere delle persone e la tutela della funzione sociale della proprietà, non la capitalizzazione speculativa dei risparmi. È tempo che chi governa i territori smetta di cedere ai ricatti della finanza, e trovi il coraggio di amministrare custodendo e preservando il bene comune.


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