I soldati diventati sicari: la nascita dei Los Zetas

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Luca Muzi

Cosa succede quando lo Stato addestra i propri soldati migliori a uccidere con precisione chirurgica, e poi quegli stessi soldati decidono di vendere quella competenza al miglior offerente? È la domanda che attraversa tutta la storia dei Los Zetas, il gruppo armato che ha trasformato il narcotraffico messicano in una guerra a bassa intensità, con tattiche militari, esecuzioni di massa e un livello di crudeltà che ha ridefinito lo standard della violenza criminale in America Latina.

Dalle forze speciali al cartello del Golfo

Los Zetas nascono da un tradimento. Il Gruppo Aeromobile delle Forze Speciali (GAFE) era un’unità d’élite dell’esercito messicano, addestrata per operazioni controinsurrezionali e antinarcotici. Alcuni militari delle forze speciali messicane ricevettero inoltre addestramento negli Stati Uniti, nell’ambito dei programmi di cooperazione militare tra i due Paesi. Nel 1997 Arturo Guzmán Decena, noto come “Z-1”, disertò dall’esercito e si mise al servizio del Cartello del Golfo, guidato da Osiel Cárdenas Guillén. Negli anni successivi altri militari seguirono la stessa strada, contribuendo alla nascita di una struttura armata sempre più organizzata al servizio del cartello.
Non erano semplici guardie del corpo: portavano con sé anni di addestramento in guerriglia, comunicazioni criptate, logistica militare. Il crimine organizzato messicano iniziò così ad assorbire tecniche, disciplina e strutture operative tipiche delle forze militari, aumentando enormemente la propria capacità offensiva.

La guerra che ha insanguinato il Messico

Quando Cárdenas fu arrestato nel 2003 e successivamente estradato negli Stati Uniti nel 2007, i Los Zetas non si sciolsero: si emanciparono progressivamente dal Cartello del Golfo. Fu l’inizio di quella che i cronisti locali hanno chiamato “il grande divorzio”, una spirale di violenza senza precedenti nel nord-est del Messico.
Dopo l’insediamento di Felipe Calderón nel 2006, il governo messicano intensificò la cosiddetta guerra ai cartelli, affidando un ruolo sempre più centrale alle forze armate. L’offensiva colpì duramente i vertici delle organizzazioni criminali, ma contribuì anche a frammentarle, aprendo nuovi fronti di conflitto tra gruppi rivali.

I massacri di San Fernando: il volto delle vittime

Se c’è un luogo che racconta più di ogni altro cosa siano stati i Los Zetas, è San Fernando, nello stato di Tamaulipas. Il 24 agosto 2010 i militari messicani rinvennero i corpi di 72 migranti centroamericani e sudamericani (58 uomini e 14 donne), in gran parte diretti verso gli Stati Uniti. Secondo la ricostruzione degli investigatori e la testimonianza di uno dei pochi sopravvissuti, i sequestratori uccisero i migranti dopo che questi si erano rifiutati di collaborare o di pagare un riscatto.

Meno di un anno dopo, nel 2011, nella stessa municipalità gli investigatori scoprirono 47 fosse clandestine contenenti i resti di 193 persone: i criminali avevano sequestrato le vittime, prelevandone molte direttamente dagli autobus di linea diretti verso il nord del Paese.

Molti dei corpi presentavano segni compatibili con torture e violenze. Le successive indagini evidenziarono inoltre il coinvolgimento di elementi della polizia locale, accusati di aver agevolato i sequestri e di aver collaborato con i criminali in cambio di denaro o sotto minaccia. Le condanne arrivate negli anni hanno riguardato alcuni degli esecutori e dei membri della struttura criminale, ma molte responsabilità e soprattutto il possibile coinvolgimento di funzionari pubblici restano ancora controverse.

L’alleanza con il crimine europeo

L’espansione dei Los Zetas non si fermò ai confini messicani. I contatti con reti criminali internazionali permisero al gruppo di inserirsi nelle rotte del narcotraffico transnazionale, collegando il Messico ai mercati della droga di altri continenti. Nel corso degli anni, investigatori e autorità giudiziarie hanno documentato rapporti tra organizzazioni criminali messicane e intermediari della criminalità organizzata internazionale, mostrando quanto fosse ormai estesa la rete costruita attorno al traffico di stupefacenti.


E c’è un dettaglio che dovrebbe farci riflettere: certe guerre, apparentemente lontane, hanno conseguenze che attraversano gli oceani. La violenza del narcotraffico messicano non resta confinata al territorio in cui nasce: le sue rotte arrivano in Europa e, attraverso le reti della criminalità internazionale, raggiungono anche i porti italiani.

Cosa resta dei Los Zetas nel 2026

Oggi, a distanza di quasi trent’anni dalla diserzione di Z-1, il nome Los Zetas evoca più un’eredità che un’organizzazione compatta. Gli arresti dei suoi leader storici e la morte di figure chiave hanno contribuito a frammentare la struttura originaria in numerose cellule e gruppi derivati, alcuni dei quali sono entrati in conflitto tra loro o sono stati progressivamente assorbiti da organizzazioni rivali.

Tra le principali eredità dell’organizzazione figurano diverse scissioni locali, tra cui Los Zetas Vieja Escuela, Sangre Nueva Zeta e il Cártel del Noreste, che hanno continuato a operare in diverse aree del Messico con attività e territori variabili nel tempo.
Paradossalmente, la frammentazione non ha significato la fine della violenza. La decapitazione dei vertici dei grandi cartelli ha spesso prodotto nuove divisioni, rivalità e gruppi più piccoli, rendendo il panorama criminale messicano ancora più frammentato e difficile da controllare.

Tiriamo le somme

La storia dei Los Zetas racconta una delle trasformazioni più inquietanti che la criminalità organizzata abbia conosciuto: uomini addestrati dallo Stato per combattere la violenza che hanno finito per mettere quelle stesse competenze al servizio della stessa. Ma la storia non si ferma a loro. Ogni volta che un cartello conquista territorio, ogni volta che un’arma attraversa un confine, qualcuno finisce per pagare il prezzo di quella guerra.

A San Fernando quel prezzo furono 72 migranti. In altre città furono giornalisti, poliziotti, uomini e donne sequestrati, famiglie rimaste senza risposte. E mentre i nomi dei capi finiscono nei libri, nei fascicoli giudiziari e nelle cronache internazionali, quelli delle loro vittime, quasi sempre scompaiono.

Credo che la storia dei Los Zetas sia davvero inquietante, perché non racconta soltanto come nasce un’organizzazione criminale, ma cosa può accadere quando la conoscenza della guerra entra nel mercato del crimine e quando la violenza diventa un mestiere, una strategia e persino una forma di potere. Il Messico ormai, conosce fin troppo bene il prezzo di questa trasformazione. E noi, che questa storia la leggiamo e la raccontiamo da molto lontano, possiamo almeno evitare che diventi soltanto l’ennesimo nome dimenticato tra le pagine della cronaca.Castel Viscardo 📍

Lucanellaboratoriodidexter.org

Fonti

  • U.S. Department of Justice — documentazione giudiziaria sui Los Zetas e sui principali esponenti del gruppo
  • U.S. Department of the Treasury — sanzioni e schede informative relative a Los Zetas e alle organizzazioni criminali messicane
  • Congressional Research Service (CRS) — rapporti sul narcotraffico e sulla criminalità organizzata in Messico
  • Drug Enforcement Administration (DEA) — informazioni sui cartelli messicani e sul narcotraffico transnazionale
  • Human Rights Watch — rapporti sulla violenza, le sparizioni e le violazioni dei diritti umani in Messico
  • International Crisis Group — analisi sulla criminalità organizzata e sulla guerra ai cartelli in Messico
  • United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC) — rapporti sul traffico internazionale di droga e sulla criminalità organizzata
  • Comisión Nacional de los Derechos Humanos (CNDH), Messico — documentazione sul massacro di San Fernando e sulle violazioni dei diritti umani
  • Comisión Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) — documentazione sui migranti vittime di violenza in Messico
  • BBC News — ricostruzioni sul massacro di San Fernando e sulla storia dei Los Zetas
  • Reuters — inchieste e cronaca giudiziaria sulla criminalità organizzata messicana

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