Qual è il programma di Alternative für Deutschland?

Dal blog https://www.lindipendente.online

8 Settembre 2026 Dario Lucisano

Note di redaz-(G.G.)- “conoscere i programmi serve non tanto per vedere poi alla luce dei fatti quanto se ne discosterà nel momento (se succederà) concreto della salita al comando, ma soprattutto da quello che si intuisce, l’AFD, che certamente ha un anima fascista ideologicamente, da le sue risposte alle paure della gente partendo a dettagliare( classi separate, niente sostegno ai diversi, non accesso a prestiti, ecc) una serie di misure atte a determinare sovranismo elitario contro le migrazioni che sono poi ormai insiti nei dubbi dei cittadini, convinti che dai migranti vengano le cause della crisi di sistema. Non si pongono dentro un ottica globale per capire quale sono appunto queste cause che hanno creato le ragioni di una migrazione che con ( se succederài massacri israeliani, americani e in altre regioni hanno spinto a fuggire da casa. Questi sono anche dubbi irrisolti di casa nostra in parallelo come hub di arrivo e dell’intera EU. Poi sulle altre formule da campagna elettorale scivolano un pò nelle indicazioni( ritorno alla Russia come fornitore energetico, ma rilancio di carbone e nucleare). In una Germania che ha preso nel tempo 2-3 milioni della stessa ex DDR, 5 milioni di turchi, 1 milione di Siriani, e centinaia di italiani, albanesi, rumeni e arabi, quindi numeri più alti di tutta l’Europa. E’ certamente un costo ed un problema sociale per gli effetti oggettivi sui tedeschi stessi. Il capitalismo ha usato aprendo indiscriminatamente le frontiere in momenti favorevoli, per usarli come leva contro pretese di salari e condizioni migliori dei residenti ed ora invece di cambiare politica sociale crea restrizioni ad un fenomeno globale creando ostacoli e l’AFD ne approfitta”

All’indomani della schiacciante vittoria di Alternativa per la Germania nelle elezioni statali in Sassonia, i titoli dei giornali e i commenti dei principali esponenti politici lontani dagli ambienti della destra hanno descritto uno scenario senza precedenti: stando alle reazioni a caldo, parrebbe quasi che lo Stato federato tedesco stia ripiombando nel nazismo.

AfD è, effettivamente, uno dei partiti più radicali della destra europea, specie in materia di immigrazione e politica interna. Andando però un po’ più a fondo, si può notare che non è isolata nel panorama continentale, né rappresenta un unicum per l’avanzamento o l’implementazione delle proprie politiche: sebbene per certi aspetti più radicale di alcuni dei maggiori partiti della destra estrema europei, altre forze appartenenti a quest’area hanno già governato a livello nazionale, traducendo in parte le proprie proposte in politiche concrete.

Altre, invece, pur non avendo mai guidato un governo nazionale, hanno avuto esperienze di governo a livello locale o regionale e continuano a promuovere programmi in parte analoghi a quello di AfD.

Il programma di AfD

Alice Weidel, co-segretaria di Alternativa per la Germania (AfD)

Alternativa per la Germania ha vinto le elezioni in Sassonia con un denso programma incentrato su una politica di stampo nazionalista. I primi due punti del documento, che ha preso il nome di Manifesto di Brandeburgo, il manifesto elettorale per le elezioni in Sassonia, mostrano chiaramente le priorità del partito di estrema destra tedesco: famiglia e immigrazione; o, in una sola parola, remigrazione.

Come già trattato da L’Indipendente in un focus dedicato, la remigrazione è un insieme di politiche che non si esaurisce nelle sole misure di rimpatrio, ma combina una generale stretta sugli accessi e sulla permanenza delle persone straniere con politiche demografiche di stampo etnonazionalista.

AfD fa proprie alcune delle proposte tipiche della remigrazione, promuovendo incentivi alla natalità, bonus una tantum per le famiglie numerose e forme di sostegno alle famiglie etero-genitoriali, come l’accesso privilegiato a mutui e assicurazioni.

Sul fronte delle politiche migratorie, AfD propone un massiccio aumento dei controlli alle frontiere fino ad avanzare una revisione dell’accordo di Schengen, e una riscrittura dei piani di accoglienza nazionali e sovranazionali. Il programma prevede inoltre la costruzione di un maggior numero di CPR, l’introduzione di criteri più stringenti per l’ottenimento dello status di rifugiato e, in casi estremi, il congelamento del sistema di accoglienza.

AfD propone inoltre di abolire «il diritto fondamentale all’asilo attualmente applicabile e trasformarlo in un diritto di clemenza concesso dallo Stato», centralizzare la distribuzione dei migranti, tagliare loro l’accesso a finanziamenti in denaro, sequestrare i loro beni per finanziarne la permanenza in Germania, e introdurre incentivi al ritorno per i rifugiati ucraini. Parallelamente, assumono un ruolo centrale l’educazione alla cultura patriottica e tedesca e il rafforzamento dei dispositivi di sicurezza interna, anche all’interno delle scuole.

Nei temi di sicurezza interna e immigrazione, il programma di AfD per la Sassonia non si discosta da quello nazionale; in generale, il partito tedesco propone una Germania maggiormente incentrata su valori nazionalisti, meno accogliente per i migranti, e dotata di un impianto di sicurezza più solido e capillare.

In campo estero, invece, AfD si contraddistingue per un forte euroscetticismo e una posizione conciliarista verso la Russia. Il partito rivendica la vicinanza storica della Germania – e in particolare della Germania dell’Est, in cui rientra la stessa Sassonia, con Mosca, chiede senza mezzi termini un annullamento delle sanzioni verso Russia, Bielorussia e Iran, e la riattivazione dei gasdotti Nord Stream.

AfD ha un atteggiamento critico verso la NATO, pur osservandone la rilevanza strategica, e si oppone alla sua – e dell’UE – espansione verso est, Ucraina inclusa; per quanto accetti l’idea di cooperare maggiormente con i partner europei in fatto di difesa, si oppone tanto al piano di riarmo dell’UE quanto alla costituzione di un esercito comune, privilegiando il rafforzamento militare domestico.

In termini economici, infine, predica l’uscita dall’eurozona, l’abbandono delle politiche comunitarie in fatto di economia e ambiente (tra Green Deal e Politica Agricola Comune) ed è contrario alla transizione energetica, favorendo piuttosto il ritorno al carbone e al nucleare di vecchia e nuova generazione.

In generale, in ambito economico, AfD combina posizioni liberiste e protezioniste: il partito punta sulla sburocratizzazione, sulla riduzione della pressione fiscale e sul sostegno alle piccole e medie imprese, senza tuttavia chiudere la porta ai mercati esteri e agli investimenti stranieri, purché sottoposti a regole e compatibili con gli interessi economici nazionali.

Un raffronto con gli altri partiti di destra europei

Una grande manifestazione contro l’estremismo di destra ad Amburgo

AfD non è il primo partito della destra radicale a ottenere un risultato elettorale rilevante a livello locale in Europa. Alcuni, come la Lega e l’austriaca FPÖ, hanno inoltre partecipato a governi nazionali e sostenuto politiche in parte analoghe a quelle del partito tedesco.

Per quanto riguarda la difesa dell’identità nazionale e le politiche di remigrazione, AfD risulta senza dubbio tra le forze più radicali del Vecchio Continente, ma, per quanto estreme, le proposte di congelare l’accoglienza, inasprire i controlli, ridurre i finanziamenti e introdurre incentivi alla remigrazione hanno dei precedenti.

Tra il 2017 e il 2019 la stessa FPÖ, al governo con l’ÖVP, sostenne e contribuì a introdurre una stretta sull’immigrazione, sull’asilo e sulle prestazioni sociali per gli stranieri, in parte ridimensionata dai tribunali austriaci.

In ambito migratorio sono inoltre presenti solidi parallelismi con altri partiti della destra radicale europea: il partito spagnolo Vox propone la deportazione degli immigrati regolari che delinquono e un processo di remigrazione per gli immigrati che vivono di prestazioni sociali, oltre a una stretta sugli accessi e sulle politiche di accoglienza; nelle legislative del 2024, il francese Rassemblement National non parlava esplicitamente di remigrazione come categoria programmatica, ma avanzava proposte analoghe sul piano della restrizione dell’immigrazione, delle espulsioni e dell’accesso degli stranieri alle prestazioni sociali. In Italia, la Lega risulta più timida dei propri omologhi europei, mentre Futuro Nazionale si spinge oltre la stessa AfD, arrivando a proporre bonus una tantum come incentivo alla remigrazione.

In fatto di politica estera, i legami tra i partiti della destra europea sono più sfumati. Sebbene tutte le forze politiche menzionate condividano una forte critica all’attuale assetto dell’Unione Europea e posizioni concilianti nei confronti della Russia, la natura e l’intensità di tali orientamenti variano notevolmente.

La Lega si oppone all’adesione dell’Ucraina alla NATO e all’UE, ma si colloca su posizioni apertamente atlantiste, specie nei rapporti con gli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump; il Rassemblement National ha progressivamente mitigato le proprie posizioni euroscettiche e le precedenti aperture verso Mosca, in un processo di istituzionalizzazione per alcuni aspetti analogo a quello percorso da Fratelli d’Italia; Vox sostiene la necessità di arrivare a una soluzione negoziata con Mosca, ma ha esplicitamente condannato l’aggressione russa e riconosciuto il diritto dell’Ucraina a difendersi.

In tale quadro, AfD si colloca in una posizione intermedia tra Washington e Mosca: considera gli Stati Uniti un alleato strategico per gli interessi tedeschi, ma sostiene al tempo stesso una maggiore autonomia strategica della Germania e un rapporto meno conflittuale con la Russia. Tuttavia i legami tra ADF e i vertici del potere statunitense sono solidi e strategici, come dimostrato dall’incontro del vicepresidente americano JD Vance con i vertici del partito tedesco e l’aperto sostegno verso il partito espresso dall’oligarca Elon Musk.

È invece condivisa la posizione critica nei confronti delle politiche europee. L’opposizione al Green Deal, il sostegno all’energia nucleare e il rifiuto di un esercito sovranazionale, accompagnato dalla richiesta di rafforzare le capacità militari nazionali, costituiscono un terreno comune per diverse delle forze di destra europee.

Anche in questo caso, tuttavia, le posizioni di AfD risultano più radicali rispetto a quelle degli altri partiti, che hanno abbandonato – o non hanno mai fatto proprie – proposte come l’uscita dall’Eurozona o dall’area Schengen. Va però rimarcato che, almeno per ora, contrariamente alla Lega e al Rassemblement National, AfD non è mai stata al governo né è mai stata realmente vicina a esserlo.

Non è dunque inverosimile ipotizzare che, qualora arrivasse a governare, il partito possa andare incontro a un processo di istituzionalizzazione e a un eventuale riposizionamento su alcune questioni europee, analogo per certi aspetti a quello attraversato dal RN e da Fratelli d’Italia.

Avatar photo

Dario Lucisano

Si occupa di politica estera e sicurezza internazionale con particolare attenzione all’Asia Occidentale. Affianca all’attività giornalistica la consulenza in ambito geopolitico e ha partecipato a incontri sulla questione palestinese. Scrive per L’Indipendente dal 2023.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.