Il governo Meloni vara il decreto per aumentare le trivelle alla ricerca di petrolio e gas

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14 Settembre 2026 Dario Lucisano

Il Consiglio dei ministri ha approvato un provvedimento per accelerare le autorizzazioni alla ricerca e all’estrazione di idrocarburi, sia sulla terraferma sia in mare. La misura è contenuta nel decreto che proroga di una settimana il taglio delle accise sul gasolio. Il provvedimento consente al governo di nominare un commissario per sbloccare le procedure relative al rilascio di permessi e concessioni per la ricerca, l’esplorazione e l’estrazione di idrocarburi nei casi di stallo prolungato con le Regioni.

Secondo la premier Giorgia Meloni, l’aumento della produzione nazionale potrebbe ridurre la dipendenza dalle importazioni e i costi per famiglie e imprese, oltre a generare occupazione e maggiori entrate per i territori. Dopo l’annuncio, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha dichiarato che nelle aree già esplorate le estrazioni potrebbero partire entro pochi mesi.

La misura del governo, approvata la scorsa settimana, si articola in due interventi: da una parte, stabilisce un’ulteriore proroga del taglio delle accise sui carburanti, in vigore fino al 17 settembre; dall’altra, considerata la «straordinaria necessità e urgenza di adottare misure di accelerazione dei procedimenti concernenti infrastrutture e attività energetiche strategiche», introduce un meccanismo per velocizzare l’iter di approvazione delle attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi.

Secondo il provvedimento, una volta avviato un procedimento relativo a queste attività, la Regione ha 45 giorni di tempo per esprimersi sull’intesa con lo Stato. Se il termine scade senza che la Regione abbia espresso l’intesa, il governo può, su proposta del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, assegnarle un ulteriore termine di 60 giorni, ridotto a 30 in determinati procedimenti.

Se anche questo termine scade senza che la Regione si sia espressa, il Consiglio dei ministri può nominare un commissario ad acta, che ha il potere di rendere l’intesa in sostituzione della Regione.

Il testo del provvedimento fa riferimento ai casi di «procedimenti amministrativi per lo svolgimento di attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi su terraferma» e non menziona le attività offshore, ossia al largo delle coste italiane. Secondo Pichetto Fratin, il vantaggio dell’intervento sarebbe duplice: da una parte, la produzione interna porterebbe benefici ai territori; dall’altra, permetterebbe di ridurre i costi in bolletta.

Riguardo al primo punto, tra i territori che otterrebbero benefici vi sarebbe la Basilicata, per cui il ministro ha menzionato il giacimento di Gorgoglione. Proprio in Basilicata si è acceso il dibattito politico: secondo le opposizioni, la nomina di un commissario si configurerebbe come un tentativo di scavalcare le Regioni e le loro amministrazioni.

«Si tratterebbe», si legge in un comunicato del PD Basilicata, «di un vero e proprio commissariamento della Basilicata, di un esproprio del diritto dei lucani a decidere sul proprio futuro».

Sulla riduzione dei prezzi, nel corso di una intervista a Presa Diretta, lo stesso ministro ha ammesso che, per quanto riguarda i costi della materia, e dunque l’effettiva possibilità di risparmiare, «la partita si gioca su quelli che sono i prezzi internazionali», più che sulla produzione interna: «Avere il petrolio o il gas nazionale non garantisce che costi di meno, perché le compagnie che fanno le estrazioni lo vendono sul mercato internazionale al prezzo di mercato, cioè lo danno a quei 4/5 trader che poi fanno salire il prezzo di gas e petrolio alle stelle a seconda della situazione internazionale», ha infatti osservato il conduttore.

Il vantaggio della produzione interna, sostiene Pichetto Fratin sarebbe piuttosto quello di consentire, «qualora l’estrazione avvenga da parte di compagnie nazionali», come nel caso di ENI, di siglare «contrattazioni specifiche e dirette con prezzi completamente diversi».

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Dario Lucisano

Si occupa di politica estera e sicurezza internazionale con particolare attenzione all’Asia Occidentale. Affianca all’attività giornalistica la consulenza in ambito geopolitico e ha partecipato a incontri sulla questione palestinese. Scrive per L’Indipendente dal 2023.

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