Il governo presenta la manovra a Bruxelles: alle armi il doppio dei soldi della sanità

Dal blog https://www.lindipendente.online

16 Ottobre 2026 Dario Lucisano

Ventitré miliardi e mezzo di euro per il 2027: è questo il valore della manovra di bilancio in preparazione da parte del governo Meloni. Ieri, il governo ha inviato a Bruxelles il Documento programmatico di bilancio (DPB), che contiene le tabelle con le risorse previste per i diversi interventi della prossima legge di Bilancio.

Nel complesso, la manovra destinerà circa 4,5 miliardi di euro alla difesa, contro i 2,4 miliardi previsti per la sanità. La voce relativa alla difesa è la seconda più onerosa, dopo quella destinata al sostegno delle famiglie e alla spesa sociale, pari a circa 5 miliardi di euro. Per finanziare gli interventi, il governo farà ricorso a misure a carico del settore finanziario, alla revisione della spesa dei ministeri e a interventi in materia di giochi.

Dei 23,5 miliardi di euro complessivi, tuttavia, la quota maggiore sarà finanziata attraverso un maggiore indebitamento, reso possibile dall’attivazione della clausola di salvaguardia concessa dall’Unione Europea per finanziare le misure in materia di energia e riarmo.

Il DPB è stato pubblicato ieri, due giorni dopo la sua approvazione in Parlamento. Il documento illustra le principali misure previste dalla legge di Bilancio, gli obiettivi di finanza pubblica e il loro impatto sui conti pubblici, indicando le voci di spesa e le risorse destinate a finanziarle.

Va rimarcato che il DPB non indica l’intera spesa pubblica: il documento presenta, piuttosto, le misure aggiuntive introdotte dal governo con la legge di Bilancio per l’anno successivo. Il valore complessivo delle misure previste per il 2027 è di circa 23,52 miliardi di euro.

Considerando alcune delle principali voci di spesa e un PIL nominale stimato in circa 2.400 miliardi di euro, le risorse corrispondono allo 0,21% del PIL per le politiche per la famiglia e la spesa sociale, allo 0,10% per la sanità, allo 0,14% per il sostegno alle imprese, allo 0,13% per le infrastrutture, allo 0,01% per gli enti territoriali e allo 0,19% per la difesa.

Tradotto in termini assoluti, si tratta di circa 5 miliardi di euro per le politiche per la famiglia e la spesa sociale, 2,4 miliardi per la sanità, 3,36 miliardi per il sostegno alle imprese, 3,12 miliardi per le infrastrutture, 240 milioni per gli enti territoriali e 4,56 miliardi per la difesa.

Per quanto riguarda le coperture finanziarie, le tabelle del DPB indicano che circa 5 miliardi di euro (lo 0,21% del PIL) proverrebbero da misure a carico del settore finanziario, 1,2 miliardi (lo 0,05%) dalla revisione della spesa dei ministeri e 720 milioni (lo 0,03%) da misure in materia di giochi.

Il documento riporta inoltre la voce «altre entrate e coperture», per un valore di 1,68 miliardi di euro (lo 0,07% del PIL), di cui 480 milioni (lo 0,02%) derivanti da misure una tantum, e quella relativa ad «altre spese e coperture», che ammonta a ulteriori 1,68 miliardi di euro.

Si tratta di un totale di circa 10,76 miliardi di euro, 12,76 miliardi di euro in meno rispetto alle voci di spesa.

Tali risorse saranno reperite attraverso un maggiore indebitamento: a inizio mese, infatti, la Commissione Europea ha autorizzato l’attivazione della cosiddetta clausola di salvaguardia nazionale, un meccanismo che consente agli Stati membri di aumentare temporaneamente il deficit per finanziare le spese per la difesa, entro i limiti e le condizioni previsti a livello europeo. Per l’Italia, il governo ha indicato un margine potenziale di circa 29 miliardi di euro nel biennio 2027-2028, che intende destinare per metà alla difesa e per metà alla sicurezza energetica.

Immagine di Dario Lucisano

Dario Lucisano

Si occupa di politica estera e sicurezza internazionale con particolare attenzione all’Asia Occidentale. Affianca all’attività giornalistica la consulenza in ambito geopolitico e ha partecipato a incontri sulla questione palestinese. Scrive per L’Indipendente dal 2023.

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