Soldati nelle strade e identificazioni indiscriminate: cronaca da una Milano in stato d’assedio

Dal blog https://www.lindipendente.online/

25 Ottobre 2026 Dario Lucisano

Ieri Milano si è trasformata in un immenso presidio militare. La tensione in vista della manifestazione del Movimento 17/10 era altissima e, per prevenire saccheggi e possibili disordini, è stato predisposto un imponente dispositivo di sicurezza, concentrato nelle aree più sensibili della città. Si parla di circa un migliaio di agenti delle forze dell’ordine, decine di auto e camionette, un elicottero e 500 paracadutisti della Folgore.

Più di 160 persone sono state accompagnate in Questura, 41 sono state denunciate e tre arrestate, mentre le identificazioni hanno sfiorato quota 2.900, tra le quali rientra anche un giornalista de L’Indipendente.

Le persone sono state fermate in maniera completamente arbitraria, secondo criteri che, a voler pensar male, potrebbero suggerire tentativi di profilazione su base etnico-razziale. Milano era la piazza più calda del Paese, ma la manifestazione spontanea che ha preso forma ha riunito migliaia di persone, che hanno sfilato pacificamente per le vie di un centro città militarizzato e posto sotto stato d’assedio in nome dell’ordine pubblico e della sicurezza.

Alla fine, a Milano non è stata spaccata nessuna vetrina. Come nelle altre città, le piattaforme del Movimento 17/10 avrebbero dovuto comunicare alle 14.30 tre piazze in cui riunirsi, per poi indicare alle 15.30 il punto di concentramento centrale verso cui far confluire i partecipanti. Nelle ore precedenti, il presunto ideatore della pagina è stato arrestato dalle forze dell’ordine e accompagnato in Questura.

Le ipotesi di reato sono istigazione a delinquere con l’aggravante della finalità di terrorismo, e la violazione dell’articolo 420-bis del nuovo decreto-legge, relativo alla violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Non è chiaro se l’arresto abbia mandato in tilt i canali di comunicazione del gruppo; quel che è certo è che, allo scoccare dell’ora X, non è stato pubblicato alcun comunicato.

Nonostante ciò, le vie del centro di Milano brulicavano di persone intenzionate a manifestare. Attorno alle 16, in via Dante si è formato un corteo spontaneo diretto verso il Piccolo Teatro. Qui, i manifestanti si sono trovati di fronte a un ingente dispositivo di forze dell’ordine in tenuta antisommossa, che dopo averli tenuti fermi per minuti, ha autorizzato il corteo a proseguire invertendo la marcia.

I manifestanti si sono quindi diretti dal Piccolo Teatro verso piazza Leonardo da Vinci, sfilando pacificamente. Una volta raggiunta piazza della Repubblica, il corteo si è unito a una seconda manifestazione proveniente proprio da piazza Leonardo da Vinci, arrivando a coinvolgere, secondo le stime riportate, circa 10.000 partecipanti.

A fare da sfondo all’imponente manifestazione spontanea è stata una città di fatto militarizzata. Alla stazione Centrale erano dispiegati decine di agenti delle forze dell’ordine e militari, affiancati da camionette, blindati Lince e da un mezzo corazzato Puma. Nella zona di Porta Venezia e lungo corso Buenos Aires, i militari presidiavano gli ingressi dei negozi, molti dei quali avevano sbarrato le vetrine con pannelli di legno. In piazza Oberdan erano schierate diverse camionette e decine di agenti in tenuta antisommossa.

In Duomo, il dispositivo di sicurezza era imponente: una dozzina di camionette delle forze dell’ordine, con agenti in borghese e in divisa, e almeno quattro blindati Lince dell’esercito, con unità dispiegate davanti al Museo del Novecento, centro operativo della piazza. Nel piazzale gli agenti erano ovunque e si muovevano in gruppo, identificando le persone senza apparenti criteri. Decine di agenti presidiavano gli accessi alla metropolitana, sia in superficie sia nelle aree sotterranee, fermando e identificando passanti e curiosi.

Due ragazze sottoposte a identificazione, hanno spiegato a L’Indipendente di essere state identificate dopo essersi fermate a osservare le forze dell’ordine che prelevavano un bambino di origini straniere: «Avrà avuto nove anni», ha detto una.

Immagine di Dario Lucisano

Dario Lucisano

Si occupa di politica estera e sicurezza internazionale con particolare attenzione all’Asia Occidentale. Affianca all’attività giornalistica la consulenza in ambito geopolitico e ha partecipato a incontri sulla questione palestinese. Scrive per L’Indipendente dal 2023

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