Andare a scuola nell’antica Grecia

Sabato 9 settembre 2023
Annalisa Palumbo Annalisa Palumbo Coordinatrice editoriale Storica National Geographic
Andare a scuola nell’antica Grecia
In questi primi giorni di settembre migliaia di studenti e di studentesse sono tornati (o torneranno a breve) tra i banchi di scuola, per imparare, crescere e formarsi come persone e come cittadini che sono parte integrante di una società. Questo stesso processo di crescita e formazione nell’antica Grecia era noto come paideia, un periodo in cui prendevano forma i futuri cittadini, persone informate e coscienti di quanto le loro scelte e le loro azioni avrebbero influito sulla collettività. 
L’obiettivo ideale della paideia era conseguire l’aretè, un’eccellenza pubblicamente riconosciuta sotto diversi aspetti, soprattutto la forma fisica e il perfezionamento dello spirito. D’altra parte va detto che probabilmente questo processo di formazione non era democraticamente esteso a tutti, ma era riservato ai giovani fanciulli (e secondo alcuni anche alle fanciulle) figli dei membri più in vista della società. 
Sebbene fino ai sette anni i bambini venissero educati in casa e trascorressero il proprio tempo libero insieme alle donne e al nonno paterno, a partire da questa età gli studenti iniziavano a frequentare la scuola.
Già dai primi passi fuori casa iniziava l’educazione del fanciullo, accompagnato dal paidagogos, un servo che lo attendeva fino all’ora del ritorno. Questi insegnava al suo discepolo le buone maniere, come camminare per strada o come indossare il mantello.
A scuola il didaskalos (maestro) impartiva lezioni di lettere, musica e sport, grammatica e geometria.
A diciotto anni l’adolescente diventava ephebos (giovane) e riceveva l’addestramento militare necessario a diventare hoplites (soldato).
Questa formazione durava fino al compimento dei 21 anni, che segnavano l’ingresso nell’età adulta.  Nonostante l’educazione avesse come obiettivo la formazione dei cittadini, di solito non era finanziata dalle poleis, tranne nel caso di Sparta, e spesso il fattore determinante per poter studiare era potere d’acquisto delle famiglie.
Si sa che le scuole più dispendiose fossero quelle dei sofisti, intellettuali stranieri sapienti di professione.
Le lezioni non erano seguite da esami, ma si tenevano continue competizioni tra studenti per fomentare lo spirito agonistico e la lotta. I due pilastri attorno ai quali si strutturava la formazione dei giovani erano la mente e il corpo.
Mantenere sano il proprio fisico era considerato un aspetto fondamentale per conservare una mente attenta e in grado di servire gli interessi della polis e, di conseguenza, di tutta la società. 

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