Dal blog https://www.labottegadelbarbieri.org
Libano
Le trattative dirette tra israeliani e libanesi si sono concluse, secondo un comunicato della Casa Bianca, con il prolungamento del cessate-il-fuoco (che non c’è mai stato) per altri 45 giorni. Le trattative politiche continueranno il 2 e 3 giugno anticipate da un coordinamento di delegazioni militari e della sicurezza.
Il comunicato di Washington parla a vanvera di riconoscimento reciproco e relazioni diplomatiche e relazioni commerciali, senza affrontare la drammatica aggressione israeliana e i continui bombardamenti.
L’esercito israeliano ha comunicato che il prolungamento del cessate il fuoco non metterà fine alle operazioni militari contro Hezbollah. Anche ieri e stamattina, nel sud Libano ci sono stati bombardamenti che hanno causato decine di vittime.
Il governo di Beirut continua a chiedere garanzie USA per l’integrità territoriale e il ritiro dell’esercito israeliano da tutto il Libano, ma Washington non sente da quell’orecchio.
Hezbollah ha lanciato droni esplosivi a fibra ottica che stanno creando difficoltà ai soldati invasori. L’esercito israeliano ha annunciato ieri l’uccisione di un soldato e il ferimento di altri 6, a causa di questi droni non rintracciabili e non disturbabili, perché sono comandati da segnali che viaggiano su fili e non con onde elettromagnetiche.
Cisgiordania

L’insegnante Nureddine Fayyadh, 34 anni, è stato assassinato dalle truppe israeliane che occupano il campo profughi di Jenin, mentre stava recandosi all’interno del capo. È stato colpito con una pallottola di guerra e sono stati impediti i soccorsi per diverse ore.
Le truppe militari israeliane hanno fatto incursioni a Qalqilia, Toubas, _El-Khalil, Betlemme con arresti e devastazioni. Nelle oltre 41 incursioni militari israeliane di ieri in villaggi e città palestinesi sono stati arrestati e fermati 89 persone.
I coloni ebrei israeliani hanno attaccato diverse realtà produttive poalestinesi, agricole, pastorizie e artigianali. L’obiettivo è quello di distruggere l’economia per costringere la popolazione autoctona alla deportazione. A Turmus Ayya, coloni armati hanno attaccato un’azienda agricola distruggendo le serre e prima di scappare hanno scritto frasi, in ebraico, razziste e di minaccia ai proprietari: “Andatevene! Questa terra è nostra. È il dono di dio, destinato a noi”. I soldati che hanno assistito all’attacco, non hanno compiuto nessun arresto e si sono limitati a scortare i coloni violenti durante la loro ritirata, lanciando lacrimogeni contri i palestinesi accorsi a lanciare pietre, per allontanare gli aggressori e salvaguardare l’azienda.
Gerusalemme
Continua la provocazione ebraica di profanazione dei luoghi di culto musulmani a Gerusalemme. Migliaia di coloni hanno invaso la spianata delle moschee, alzando bandiere israeliane, svolgendo preghiere ebraiche, cantando e ballando. Nelle manifestazioni svolte ieri nella città vecchia ci sono stati anche atti di violenza contro i residenti palestinesi, documentati da video pubblicati sui social.
Congresso Al-Fatah
Il presidente della ANP, Abbas, è stato eletto presidente di Fatah all’unanimità. In questo modo, Abbas detiene tre incarichi apicali: presidente di Fatah, di OLP e di ANP. Oggi, ultimo giorno del Congresso del movimento, saranno eletti i membri del Comitato centrale (esecutivo di 18 membri) e il Consiglio Rivoluzionario (parlamentino di 80 membri). Il presidente Abbas ha 90 anni, e non si parla ancora della successione. Voci di corridoio all’interno del Congresso insinuano che tra i candidati all’esecutivo ci sarà Yasser Abbas, figlio del presidente, 63 anni, imprenditore milionario residente in Canada, da dove dirige attività imprenditoriali in Cisgiordania in collaborazione con israeliani. Non è stata mai chiarita l’origine di questo arricchimento improvviso e i maligni sostengono che potrebbero essere state drenate risorse pubbliche. È stato notato negli ultimi due anni il suo coinvolgimento in incarichi e missioni fuori dalle istituzioni palestinesi rappresentative, ma su indicazione del padre. Ha accompagnato il padre in visita a Mosca e il Cairo, dove si è incontrato con Putin e Al-sisi, e nel 2025 è stato nominato, sempre da suo padre, a coordinatore in Libano il disarmo dei palestinesi nei campi profughi.
Se venisse messa in pratica questa tendenza, sarebbe una brutta copia delle dinastie arabe monarco- repubblicane alla Saddam Hossein, Gheddafi e Assad.
Global Sumud flotilla
L’esercito di Tel Aviv – scrive la stampa israeliana – sarebbe pronto a un nuovo attacco contro gli attivisti che di notte continuano ad avvistare decine di droni.
La missione prosegue faticosamente – in primis, per il maltempo. Il viaggio della Global Sumud Flotilla in direzione Gaza ha subito un rallentamento. Salpate giovedì dal porto turco di Marmaris, le 50 barche hanno dovuto effettuare una pausa tecnica lungo le coste di Adalia, 150 miglia più ad est. Nelle prime 24 ore, il mare grosso e il forte vento hanno messo a dura prova diversi scafi costringendo a optare per un rapido stop. «L’idea – dicono i portavoce – è ripartire al più presto, puntando direttamente verso la Palestina».
Genocidio a Gaza – 15 maggio
Stamattina, tre palestinesi sono rimasti feriti e sono stati trasportati all’ospedale Nasser a seguito di un attacco israeliano con droni che ha preso di mira un gruppo di sfollati a est di Khan Yunis.
Ieri, secondo il rapporto del ministero della sanità, sono stati uccisi due civili e feriti altri 24.
Spari dei cecchini, missili dei droni e cannoneggiamenti di artiglieria hanno riguardato tutte le aree della Striscia di Gaza.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Cisgiordania
Tre villaggi a sud di Nablus sono stati ieri oggetto di incursioni militari israeliane. Aqrabah, Awarta e Al-Lubban Al-Sharqiyah sono state invase dalle truppe con sparatorie e devastazioni delle infrastrutture urbanistiche. Un attacco militare senza motivo, se non quello di imporre il dominio e garantirsi la sottomissione della popolazione alla volontà dell’occupazione militare. Non ci sono stati arresti e nessuna perquisizione. Soltanto una dimostrazione di onnipotenza.
Un gruppo di coloni ha attaccato il villaggio di Beit Iksa, a nord-ovest di Gerusalemme, aggredendo gli abitanti palestinesi, ferendo una persona. Negli ultimi mesi, il villaggio di Beit Iksa è stato oggetto di una continua escalation di attacchi da parte dei coloni, tra cui aggressioni agli agricoltori e impedimenti all’accesso alle loro terre, oltre alla costruzione di avamposti coloniali nelle vicinanze del villaggio. L’obiettivo è la cacciata dei nativi per il possesso delle loro terre.
Gerusalemme

Ieri, la moschea di Al-Aqsa è stata teatro di una serie di incursioni da parte di coloni ebrei israeliani, durante le quali hanno recitato preghiere talmudiche, ballato in modo provocatorio e intonato slogan razzisti. Ministri e membri della Knesset israeliani, insieme a rabbini, hanno partecipato alle profanazioni del luogo di culto islamico. L’operazione provocatoria precede la “Marcia delle Bandiere”, in commemorazione dell’occupazione di Gerusalemme Est avvenuta nel 1967. Le truppe dell’occupazione hanno impedito ai fedeli musulmani di raggiungere il luogo di culto, per permettere l’ingresso dei fanatici. La città vecchia di Gerusalemme è stata completamente chiusa ai palestinesi. Apartheid temporale a ore.
Congresso Al-Fatah
Si è aperto ieri l’ottavo congresso di Fatah, l’organizzazione del presidente Abbas. Un cammino irto di trappole e difficoltà, che richiede un coraggio politico che manca all’attuale guida dell’ANP. Nel suo discorso di apertura, il presidente Abbas si è limitato ad una narrazione descrittiva dell’attuale situazione palestinese, senza una prospettiva di una misura strategica, per la riunificazione del movimento politico palestinese. L’interesse maggiore è stato rivolto a rassicurare i partner internazionali che sorreggono la macchina amministrativa di Ramallah: riforma dell’ANP e elezioni. Abbas ha in particolare espresso il suo attaccamento agli accordi di Oslo, che hanno permesso ad Israele di gestire l’occupazione secondo i suoi piani di annessione, Apartheid e deportazione. Accordi che Israele, per bocca dei suoi ministri, ha dichiarato morti e sepolti.
Global Sumud flotilla
La flottiglia è ripartita dal porto turco di Marmaris. Alla vigilia della giornata della Nakba palestinese (15 maggio, la cacciata del popolo palestinese dalla sua terra, per impiantare lo Stato di Israele nel cuore del mondo arabo). L’operazione segue il precedente assalto delle truppe speciali israeliane contro le barche della GSF in acque europee, nel silenzio totale e complice delle diplomazie, che rafforza il senso di impunità nel governo di Tel Aviv.
Cinquecento attivisti da 40 Paesi diversi e 54 imbarcazioni. La missione è partita dalla Turchia sud occidentale in direzione Gaza.
A bordo c’è anche il deputato di M5S, Dario Carotenuto. “Con la mia presenza voglio non solo testimoniare il pieno sostegno a una missione umanitaria e politica che ridà dignità a un Occidente vergognosamente schierato con un governo criminale e genocida, ma anche offrire alla missione unagaranzia istituzionale di protezionedi fronte agli attacchi criminali e agli abusi delle forze armate israeliane”.
A Roma, l’opposizione chiede un’informativa al ministro degli Esteri Antonio Tajani sul tema della sicurezza dei partecipanti alla missione.
Genocidio a Gaza – 14 maggio
La calma sul fronte iraniano e la quasi crisi di governo in Israele stanno alimentando le incursioni militari israeliane a Gaza. Dal cessate il fuoco nel golfo, gli attacchi israeliani su Gaza sono aumentati del 30%. In contemporanea con l’incontro tra il ricercato per crimini di guerra, Netanyahu e l’inviato del Consiglio d’affari, Maldinov, sono stati compiute da parte dell’esercito israeliano 30 violazioni del falso cessate il fuoco.
Ecco un rapporto sulle violazioni di ieri:
Sono trascorsi 216 giorni dalla dichiarazione di Sharm Sheikh sul falso cessate il fuoco a Gaza, eppure le violazioni israeliane continuano.
– Un palestinese è deceduto a causa delle ferite riportate in un precedente raid aereo israeliano su Gaza città.
– Un palestinese è rimasto ferito dal fuoco israeliano nel campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza.
– Diverse persone sono rimaste ferite quando un drone israeliano ha sganciato una bomba sul campo profughi di Jabalia.
– Le operazioni di demolizione continuano a est di Gaza città.
– Veicoli militari israeliani hanno aperto il fuoco intensamente nelle zone settentrionali di Beit Lahia, conducendo al contempo operazioni di scavo e demolizione con bulldozer nelle zone orientali del campo profughi di Jabalia.
– Veicoli militari israeliani di stanza nelle zone orientali di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, hanno continuato a sparare per tutto il giorno.
– Sono stati osservati droni israeliani sorvolare intensamente diverse zone della Striscia di Gaza.
Il totale delle vittime dall’11 ottobre è di 858 uccisi.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Cisgiordania

Ieri, coloni israeliani mascherati sotto la protezione dell’esercito israeliano hanno attaccato il villaggio di Jiljilya in Cisgiordania, rubato un gregge di pecore e assassinato un bambino palestinese, Yousef Kaabneh, di 16 anni. Nessun arresto e non è stata riportata ai proprietari la refurtiva. I soldati, invece, hanno ferito 4 palestinesi. guarda il video
Stamattina, le truppe dell’esercito di occupazione hanno invaso Nablus, Salfit, Betlemme e molte altre località, in un quadro di violenza coloniale senza precedenti. Le città e villaggi aggrediti ieri dall’esercito sono state 31, con 83 arresti e fermati, secondo un resoconto dell’agenzia palestinese Wafa.
Oltre gli attacchi dell’esercito, si inaspriscono quelli dei coloni arrivati da ogni dove che compiono furto di bestiame, sparano contro i civili palestinesi, incendiano i raccolti e sradicano alberi produttivi. I palestinesi uccisi per mano dei coloni sono stati 17, dall’inizio dell’anno.
Global Sumud flotilla
Oggi si riparte dalla Turchia. Gli attivisti della Global Sumud Flotilla hanno ultimato i preparativi per salpare dalla costa della Turchia e tentare di nuovo di raggiungere con aiuti umanitari la Striscia di Gaza. La data fissata è oggi, 14 maggio. I 300 attivisti a bordo delle trenta imbarcazioni viaggeranno senza il supporto dell’Europa. Le istituzioni di Bruxelles non hanno dato alcuna risposta alla richiesta fatta dalla GSF nei giorni scorsi di attivare un’ispezione indipendente nel porto turco di Marmais e dissipare così ogni dubbio sulla natura civile della missione. La complicità dell’Unione Europea con il criminale governo israeliane è palese sotto gli occhi di tutti. Nessuna condanna infatti è stata espressa per l’attacco contro le imbarcazioni in acque territoriali europee alla fine di aprile.