Faccio seguito a questo link:
Non serve avere la piena conoscenza politica delle varie componenti dei partiti istituzionali dei movimenti interni ad essi, per farsi un idea in autonomia di come stanno preparando le elezioni del 2027.
Per cosa si caratterizza la ditta Meloni&Co nei suoi propositi di sviluppo?
Almeno tre gradi diversi ma strutturati di linee d’azione :
1) L’appoggio al riarmo Europeo, il sostegno all’Ucraina e l’appoggio logistico alle guerre USA e al taglio ai servizi sociali che la coperta corta del bilancio offre
2) La repressione complessiva che passa dal cambiamento parziale di norme e regole delle leggi e dell’uso poliziesco e della “sicurezza nazionale” (data in appalto a colossi privati e Israeliani-USA )
3) la compressione della domanda interna di salari decenti (salario giusto) per avere forme di ricatto da usare a favore delle imprese private a cui arrivano fondi parziali, nella crisi dei cittadini
4) il mantenimento delle sovvenzioni alle energie fossili, senza progetti reali di cambiamento con le privatizzazioni che stanno sfasciando la sanità nazionale consegnata a mafiosi gaudenti e finanza.
Bene in quell’intervista riassuntiva della Schlein al “FOGLIO” non scelto a caso, c’è un salto verso questa china pesante all’egemonia della destra non per fare opposizione, ma per sostituire quella banda con l’altra dei Guerrini, dei Fiano, dei Minniti e compagnia cantante.
Cioè in estrema sintesi mette davanti agli occhi uno scritto in cui dichiara di poter fare meglio della Meloni ai partner finanziari di oltreoceano e della EU sugli stessi obiettivi garantiti. La Schlei è lo speccio rotto della meloni
La mossa del cavallo è plateale e dovrà pur pensarci su la grande quantità di chi ancora pensa di “turarsi il naso “ e votarli prossimamente come esempio di “MENO PEGGIO”.
Bene che si chiariscano le direzioni! Ora la palla è di fatto nelle mani tristi di chi li aveva scelti come alleati del Campo Largo proposto dal PD, convinti di poter far cambiare loro idee ed azioni, solo perché in diversi ambiti dicevano cose critiche e contrarie alla linea del PD, pur rimanendo fedeli all’alleanza.
Ora su cosa e come abbiano intenzione di muoversi Rifondazione (che per allearsi si è spaccata a metà delle fila già esigue), di AVS (partito prettamente ad uso elettorale senza radicamento), del M5S ( che ha eletto alcuni governatori di regione che però dipendono in tutto dagli umori del PD) non è chiaro .
Mi immagino, per la ingenuità politica che questi ultimi aggregati minoritari hanno dimostrato nel tempo, si pensavano loro di diventare guida politica e di dare una scossa dicendo cose neanche lontanamente vicine al PD stesso (Ucraina, Riarmo, energia, privatizzazioni, ecc.). Pensavano di portarli sulle loro posizioni o di rubare loro elettori, ignorando la macchina da guerra mediatica e economica che questi mettono in campo in campagna elettorale ed in generale per stare attaccati al liberismo di questo “occidente guerrafondaio e finanziario”
E tutti loro (i cespugli) sono senza mezzi finanziari, ne strumenti economici o di comunicazione ( Il M5S negli anni ha buttato centinaia di milioni in beneficenza e belinate non politiche ed ora raccoglie cosa ha seminato) compreso il ritorno ironico e critico dell’ex capo Grillo sui media.
Intorno c’è un mare di reti, associazioni, gruppi civici, sindacati di base sui territori frastagliata e poco incisiva, poco dialoganti fra loro, che necessita, avendo anche buone idee, di farle arrivare nelle istituzioni, di aggredire tutte le categorie critiche spalleggiando chi si ribella e ancora lotta, ma pare proprio che l’epoca dei “portavoce” sia finita.
Sulle battaglie, sulla difesa del TAV e delle ragioni del lavoro, dello salario minimo garantito, del no alla guerra e ad ogni revamping di armi, per una ambiente sano e di cura di se e degli altri chi può trascini pubblicamente nei dibattiti, nelle piazze quei pochi militanti onesti per cambiare rotta a partire dai propri motivi di interesse territoriali o generali
Gianni Gatti , Alessandria 30/07/26