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17 Agosto 2026 rem
Parte delle 780mila armi donate all’Ucraina finite nelle mani di milizie e malavita organizzata. Armi, perse o trafugate, dal valore centinaia di milioni di euro su cui hanno allungato le mani le organizzazioni criminali internazionali, inclusa Cosa Nostra, secondo il Procuratore Capo di Palermo Maurizio De Lucia, in Commissione Antimafia.
La mafia si arma con i droni
«Sappiamo di un interesse della mafia verso armi più sofisticate: quelle ad esempio del mercato nero nato con la guerra russa-ucraina. Abbiamo segnali di acquisto di droni lanciamine, armi da cui non siamo preparati a difenderci», ha avvertito De Lucia. Si tratta di droni modificati in modo da trasportare e sganciare esplosivi, ormai diventati protagonisti indiscussi e determinanti nel conflitto. ¥Non sappiamo a che scopo e in che modo le mafie, in particolare Cosa nostra, possano adoperare questi droni killer». Sappiamo però che esiste un interessamento, scrive la rivista Antimafia
‘Compro drone lanciamine’
Salvatore Verga, braccio armato della cosca della costiera palermitana, che cerca di comprare un drone lanciamine. Per conto di chi e per farne cosa? Si tratta di un retroscena inquietante che avvalora la previsione da Europol ed Eurojust sulle armi che avrebbero gonfiato il mercato nero con la nascita del conflitto. Secondo i dati del ministero degli Interni ucraino, dal 2022 sono state perse o rubate circa 800mila armi. Di queste, quasi un quarto solo nei primi mesi di quest’anno. La maggior parte è scomparsa nelle zone di Mykolaiv, Kiev e Donetsk.
Militari arrestati
Arrestati militari ed ex militari accusati di aver cercato di vendere munizioni, mine, fucili d’assalto e lanciagranate sottratti al fronte. Problema non da poco la difficoltà nel rintracciare le origini degli armamenti. Gli Stati Ue, Italia in primis, mantengono il massimo riserbo sulla quantità e sul tipo di armi che vengono inviate al fronte. Secondo il rapporto Weapons Compass: Ukraine di Small Arms Survey, tra il 2022 e il 2024 le autorità ucraine hanno sequestrato 10.875 tra granate, lanciagranate e mine, contro le 4.293 del triennio precedente (+153%). Le munizioni confiscate sono passate da 518.251 a 1.522.832 (+194%).
Finita la guerra?
«Una volta finita la guerra, la domanda da parte degli apparati militari crollerà. Questo produrrà un surplus di offerta e molte opportunità che i gruppi criminali proveranno a sfruttare». Analisi Difesa si è occupata dei traffici di armi ucraine verso organizzazioni malavitose e gruppi armati fin dal 2022 con diversi articoli. In Ucraina, secondo Rachel Stohl, vicepresidente dello Stimson Center – “è semplicemente impossibile tenere traccia non solo di dove vanno tutti questi equipaggiamenti e chi li userà, ma anche come vengono usati”. Il quotidiano statunitense ha del resto ricordato che l’Ucraina è sempre stata, fin dalla sua indipendenza post-sovietica, il paradiso del traffico e dei trafficanti di armi grazie anche alla corruzione endemica e dilagante.
Allarme Interpol da subito
Nel giugno 2022 il segretario generale dell’Interpol, Juergen Stock sollecitò i Paesi donatori di armi a Kiev al monitoraggio degli armamenti, spiegando che «l’elevata disponibilità di armi durante l’attuale conflitto comporterà la proliferazione di armi illecite nella fase post-bellica». I gruppi criminali organizzati saranno potenziati dalla disponibilità di armi, aveva avvertito. «Anche le armi usate dai militari, le armi pesanti, saranno disponibili sul mercato criminale» – avvertì Stock – «i criminali di cui sto parlando operano a livello globale, quindi queste armi verranno scambiate tra i continenti». Negli ultimi mesi del 2022 emerse la presenza di armi dall’Ucraina in mano alle milizie jihadiste di Boko Haram nel Sahel, ma anche della malavita organizzata finlandese.
Narcos di tutto il mondo
Financial Times: «organizzazioni legate al narcotraffico colombiano starebbero cercando di inviare combattenti in Ucraina per acquisire competenze avanzate nell’impiego dei droni e trasferirle successivamente nel conflitto interno». «Ex paramilitari, ex guerriglieri ed ex soldati combattono e imparano insieme qui a pilotare i droni», ha dichiarato un operatore umanitario colombiano in Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Bogotà, tra il 2024 e il 2025 i gruppi illegali hanno condotto 264 attacchi con velivoli senza pilota, utilizzando soprattutto droni commerciali modificati per sganciare esplosivi. I gruppi armati starebbero inoltre tentando di acquisire droni guidati tramite fibra ottica, meno vulnerabili ai sistemi di guerra elettronica.