Gli italiani spendono sempre di più in farmaci: +10 miliardi in cinque anni

Dal blog https://www.lindipendente.online

23 Agosto 2026 Stefano Baudino

La spesa farmaceutica in Italia continua a crescere a ritmi molto sostenuti, trainata da vari fattori quali l’invecchiamento della popolazione, l’arrivo di nuove terapie e l’espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per i medicinali ha infatti raggiunto i 39,3 miliardi di euro, in aumento del 6% rispetto all’anno precedente, con una spesa pubblica pari a 28,4 miliardi e una spesa direttamente sostenuta dai cittadini salita a 10,7 miliardi (+7,5%). Un’analisi dei rapporti OsMed degli ultimi anni rivela come questa crescita non sia affatto un fenomeno recente, ma un trend costante che si è consolidato a partire dal 2020.

Osservando i valori complessivi comunicati annualmente dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), emerge un quadro di crescita ininterrotta negli anni successivi alla pandemia. Nel 2020 la spesa farmaceutica totale si era attestata a 30,5 miliardi di euro. Nel 2021 è salita a 32,2 miliardi, per poi raggiungere i 34,1 miliardi nel 2022, i 36,2 miliardi nel 2023, i 37,2 miliardi nel 2024 e i 39,3 miliardi nel 2025. I dati delle singole edizioni, soggetti a periodici aggiornamenti metodologici, indicano dunque una crescita di quasi 9 miliardi di euro in cinque anni, pari a circa il 29%.

Questa crescita è stata trainata sia dalla spesa pubblica, che nel 2025 si attesta sui 28,4 miliardi di euro (+5,8% rispetto al 2024), pari al 72,2% della spesa farmaceutica complessiva e al 20% della spesa sanitaria pubblica totale, sia dalla spesa a carico dei cittadini, che ha raggiunto i 10,7 miliardi di euro, con un incremento del 7,5% trainato dall’acquisto dei farmaci di classe A acquistati privatamente (+16,2%), dei farmaci di fascia C con ricetta (+7,4%) e di quelli di automedicazione (+6,5%).

Nel 2025 sono state consumate mediamente, in regime di assistenza convenzionata, circa 18 confezioni per ciascun cittadino e 1.148,2 dosi per mille abitanti ogni giorno (+1% rispetto al 2024). Considerando l’intera assistenza territoriale, pubblica e privata, le confezioni dispensate sono state circa 1,9 miliardi. Circa 7 cittadini su 10 (66,9% degli assistiti) hanno ricevuto almeno una prescrizione di farmaci.

A incidere sul conto sono soprattutto l’invecchiamento della popolazione, l’impiego di trattamenti innovativi e lo spostamento verso terapie più costose.

Il caso più evidente riguarda i farmaci antidiabetici, la cui spesa nel 2025 è aumentata del 34,9%, raggiungendo 1,59 miliardi. Tra gli analoghi del recettore GLP-1 acquistati privatamente in fascia C, la spesa è cresciuta del 75,8% e i consumi dell’85,7%.

La tirzepatide è inoltre diventata il farmaco di classe A più acquistato direttamente dai cittadini: 225 milioni di euro, pari al 13% di questa voce di spesa. Il peso delle cure cresce soprattutto con l’età. Quasi tutti gli ultrasessantacinquenni hanno ricevuto almeno una prescrizione e la politerapia cronica, cioè l’assunzione di 5 farmaci diversi per almeno 6 mesi nel corso di un anno, interessa il 33,2% degli anziani.

Un capitolo del report riguarda la popolazione pediatrica, che evidenzia l’aumento del consumo di farmaci per il sistema nervoso centrale, principalmente di antiepilettici e psicofarmaci.

Nel 2025, la prevalenza d’uso tra bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni ha raggiunto lo 0,64%, con una crescita del +12,1% nell’ultimo anno (circa 6,4 bambini su 1.000), confermando un trend che vede i consumi triplicati dal 2016. Gli incrementi più marcati riguardano i trattamenti per l’ADHD come il metilfenidato (+28,9%), gli antipsicotici atipici come aripiprazolo (+14,6%) e risperidone (+13,3%) e gli antidepressivi come la sertralina (+9,6%).

Il rapporto propone anche un confronto tra l’assistenza farmaceutica italiana e quella di altri Paesi europei. La spesa farmaceutica totale italiana, comprensiva della spesa territoriale pubblica e privata e della spesa ospedaliera, con un valore di 750 euro pro capite, è inferiore rispetto a quella registrata in Germania (779 euro) e Austria (795 euro) e lievemente superiore a quella di Belgio (738 euro) e Spagna (727 euro); risulta, invece, nettamente superiore a quella di Polonia (388 euro), Svezia (536 euro), Portogallo (541 euro) e Gran Bretagna (575 euro).

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Stefano Baudino

Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalità mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e università con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L’Indipendente scrive di attualità, politica e mafia.

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