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27 Agosto 2026 Salvatore Toscano
Continua negli USA la moderna caccia alle streghe dell’amministrazione Trump. Il Dipartimento di Stato ha infatti aggiornato la lista delle entità terroristiche, inserendo al suo interno anche il collettivo italiano Autistici Inventati (A/I), da anni impegnato nel garantire una comunicazione più libera contro l’oligopolio delle Big Tech.
Accusato di fornire supporto digitale ai gruppi Antifa e ad altre sigle dell’estrema sinistra sparse nel mondo, Autistici Inventati (A/I) è stato bollato come “terrorista globale appositamente designato”. La decisione comporta il congelamento di tutti i beni dell’organizzazione soggetti alla giurisdizione USA e il divieto, per cittadini e soggetti giuridici statunitensi, di effettuare transazioni verso di essa, sul modello delle sanzioni comminate di recente alla Relatrice Speciale dell’ONU Francesca Albanese.
Pochi giorni dopo l’attentato dell’11 settembre, l’allora presidente americano George W. Bush firmò il decreto esecutivo n. 13224, dotando il governo di un nuovo strumento «per impedire il finanziamento del terrorismo». In base a quel decreto, le varie amministrazioni che si sono succedute alla Casa Bianca dal 2001 hanno aggiornato la lista delle organizzazioni ritenute terroristiche, prevedendo blocchi e sanzioni, oltre a un’importante espansione dei poteri di sorveglianza.
Soltanto nel febbraio dello scorso anno, a pochi giorni dall’inizio del suo secondo mandato, il presidente Donald Trump ha inserito otto nuove organizzazioni all’interno dell’elenco. A novembre è toccato anche a una delle sigle della galassia internazionalista Antifa, la Antifa Ost, attiva in Germania. Preludio della nuova Strategia Nazionale di Controterrorismo, dove movimenti definiti “anti-americani”, “anarchici”, “anti-fascisti” e “radicalmente pro-transgender” sono stati formalmente inseriti nell’elenco delle minacce terroristiche.
È in questo contesto che si inserisce l’aggiunta del collettivo italiano Autistici Inventati (A/I) nella lista delle entità terroristiche, per il presunto supporto a organizzazioni bollate come nemiche dalla Casa Bianca, anche se espressione di mero dissenso interno, sale di quella democrazia di cui gli USA si dicono essere massima espressione.
Secondo il Dipartimento di Stato, il collettivo fornirebbe strumenti digitali — come chat, email e blog — per comunicare in anonimato. Un intento di cui non fa mistero la stessa organizzazione, nata nel 2001 durante le proteste no global «dall’incontro di individualità e collettivi provenienti dal mondo antagonista e anticapitalista, impegnati a lavorare con le tecnologie e attivi nella lotta per i diritti digitali.
Crediamo che questo non sia affatto il migliore dei mondi possibili. La nostra risposta è offrire ad attivisti, gruppi e collettivi piattaforme per una comunicazione più libera», sfidando dunque il cartello delle Big Tech.
Secondo Washington, questi servizi sarebbero «specificamente progettati per sostenere le operazioni delle reti terroristiche di estrema sinistra». Contro questa presunta minaccia, gli Stati Uniti, su iniziativa del Segretario di Stato Marco Rubio, hanno addirittura organizzato un vertice internazionale, a cui anche l’Italia ha partecipato con una delegazione.
Il taglio politico dell’evento punta a mettere Washington, alle prese con una congiuntura storica non proprio favorevole, a guida di un neo-maccartismo capace di neutralizzare il dissenso, equiparando proteste ambientaliste o contro la violenza della polizia al terrorismo internazionale, sinonimo, fino a qualche anno fa, di jihadismo.
A suggellare questo cambio di rotta storico è un’altra decisione proveniente in queste ore dalla Casa Bianca, che dopo 47 anni ha rimosso dai Paesi sponsor del terrorismo la Siria dell’ex tagliagole al-Jolani.
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DICHIARAZIONE DEL COLLETTIVO A/I SULLE SANZIONI DISPOSTE DAL GOVERNO USA NEI SUOI CONFRONTI – A STATEMENT BY A/I COLLECTIVE ABOUT US SANCTIONS
Oggi abbiamo appreso che il governo degli Stati Uniti ha deciso di inserire un piccolo collettivo di volontari e attivisti digitali italiani nell’elenco delle organizzazioni terroristiche mondiali meritevoli di sanzioni, come si può leggere nelle dichiarazioni del Dipartimento del Tesoro, in quelle del Dipartimento di Stato e nel relativo Ordine Esecutivo emesso.
Noi respingiamo al mittente tutte le accuse presentate in tali dichiarazioni e allo stesso tempo riaffermiamo con forza il nostro impegno nel fornire una piattaforma di strumenti di auto-difesa digitale per permettere ad attivist*, singole persone, gruppi e associazioni di comunicare liberamente.
Non ci fermeremo e continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, opponendoci in ogni modo alle accuse false costruite da un’amministrazione politicamente disperata che ha il solo scopo di distrarre le persone e i media dalla propria violenza e dal proprio desiderio di guerra.
L’antifascismo e l’anticapitalismo non sono terrorismo. Protestare non è terrorismo. E tutti hanno il diritto di prendere parola e di lottare per tutta l’umanità.
Collettivo Autistici / Inventati — “Socializzare saperi senza fondare poteri”
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Salvatore Toscano
Laureato in Scienze della Politica con una tesi sui beni comuni, per L’Indipendente si occupa di politica, diritti e movimenti. Si dedica al giornalismo dopo aver compreso l’importanza della penna come strumento di denuncia sociale.