I nuovi nazisti

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Paolo Cacciari 30 Agosto 2026

Il toro di Wall street. Foto di Daniel Lloyd Blunk-Fernández su Unsplash


Carl Amery, filosofo ecologista tedesco, scriveva, nell’affaccio al nuovo secolo in Hitler precursore. Il XXI secolo inizia con Auschwiz? (Libreria Editrice Fiorentina, 2011 [1998]), che la base del nuovo nazismo non sono quelli con la testa rasata e gli scarponi borchiati, ma il popolo comune convertito allo “spirito del tempo” del “credo neocannibalistico” della lotta darwiniana per la selezione di individui e nazioni nel contesto delle leggi del mercato nell’unico grande capitalismo globale.

E ci risiamo: quel grembo è ancora fecondo (Bertldt Brecht). I principi della regolazione sociale sono tornati a essere quelli della “formula hitleriana”: la natura è “crudele regina”, le sue risorse non bastano al benessere di tutti. Sono “scarse” e bisogna conquistarle e massimizzarne l’utile. L’uguaglianza, il pacifismo, le libertà individuali sono bacilli lassisti che infettano la forza dello stato.

A qualcuno viene in mente qualche riferimento precursore alla lotta delle destre contro “ideologia woke”? La supremazia spetta ai più forti e si realizza con l’esercizio costante della forza: tecnologica, economica e militare. La guerra è quindi necessaria per stabilire le gerarchie di potere tra i popoli. Così nasce la Seconda guerra mondale.

Leggete ora il “Manifesto di Palantir”, titano della sorveglianza di massa e della guerra digitale, i sermoni teocratici del suo fondatore Peter Thiel, i programmi all’ordine del giorno di Dialog, la rete di 222 miliardari della Silicon Valley, militari Nato, politici euroatlantici e comunicatori fondata dieci anni fa dallo stesso Thiel insieme all’investitore Auren Hoffman.

Uno. “Orientarsi in una Terza guerra mondiale”, ovvero come gestire i mercati e le infrastrutture in mezzo a una catastrofe umanitaria, ecologica, bellica senza precedenti.

Due. “Battlefield Technologies”, ovvero quali sono le migliori tecnologie integrate da usare nel campo di battaglia: Intelligenza Artificiale, droni autonomi e potenza di calcolo nei sistemi d’arma, intelligence.

Tre. “Bring Back Nuclear”, ovvero rilanciare il nucleare come l’unica fonte energetica capace di soddisfare i mostruosi consumi di elettricità delle nuove tecnologie informatiche (data center, motori elettrici, ecc.).

Quattro. “It’s Fun to Be in Charge”, letteralmente: “È divertente stare al comando”, ovvero: come transitare tutto il potere ai vertici delle imprese tecnologiche. Il loro modello di stato sono le tecnoautarchie di Singapore o Dubai.

Cinque. “Build-a-Cult”, ovvero fondare sette religiose apocalittiche con culti capaci di introiettare nelle popolazioni la fine del mondo, ma non quella della fine del capitalismo (come disse il filosofo Fredric Jameson).

Sembra che nell’ultimo Forum di Dialog che avrebbe dovuto svolgersi questo agosto vicino a Dublino – rovinato dall’hacktivista svizzera Maia Arson Crime, che ha violato la segretezza dell’evento – fosse prevista anche una sessione dedicata all’”amore”. Per un momento avevamo sperato nell’emergere di qualche sentimento umano tra i padroni del mondo, ma non si tratterebbe di niente di diverso di un sito di incontri sentimentali esclusivo per miliardari single. Questi signori dispongono di risorse finanziarie, apparati di comunicazione e di sorveglianza di massa, relazioni personali con le élite politiche tali da rendere quanto mai “realistiche” le distopie immaginate da Aldous Huxley e George Orwell.

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