Reddito di inclusione : quale progetto dietro ?

Il problema della competenza nell’esercizio istituzionale della politica è molto importante ,ma…ci sono condizioni che vanno rispettate con un lavoro utile a monte, indispensabile .
Qual’è la concezione che sta dietro al bonus bebè, oggi alla ribalta elettorale di Gentiloni-Renzi , cosa sta dietro alla stabilizzazione degli 80 euro per chi già ha un lavoro, cosa sta all’origine del “reddito minimo di inclusione” ?
Può essere solo una cosa : una mancanza di sviluppo sociale ed economico proiettato nel tempo a medio/lungo termine , è il progetto sociale di chi lo propone con vista sui propri piedi non oltre . In sintesi uno spot elettorale nulla più , che rischia anche sul piano generale di essere più dannoso che utile . Vediamo perchè …da incompetente .
< Reddito di inclusione approvato, ecco come funziona
Approvato in via definitiva il decreto che introduce il reddito di inclusione (Rei). Fino a 485 euro al mese per contrastare la povertà. Il Consiglio dei ministri ha approvato il Reddito di inclusione (Rei), strumento unico per contrastare la povertà e che andrà a sostituire, dal prossimo primo gennaio quando entrerà in vigore, sia il Sostegno all’inclusione attiva (Sia) sia l’Assegno di disoccupazione (Asdi).Un aiuto alle famiglie più deboli per un periodo massimo di 18 mesi che va da 190 euro a 485 euro per quelle più numerose. Per riattivare il Rei alla scadenza, sarà necessario attendere almeno 6 mesi. Potranno beneficiarne quei nuclei famigliari con un Isee di 6mila euro al massimo, con un patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa, di 20mila euro al massimo e con un patrimonio mobiliare che non supera i 6mila o i 10mila euro a seconda del numero dei membri della famiglia. La priorità viene data ai nuclei con figli minorenni o disabili, donne in stato interessante o disoccupati che hanno più di 55 anni. In una seconda fase non è escluso che il Rei venga esteso anche ad altre fasce meno abbienti. Chi beneficia del sussidio deve partecipare a un programma di reinserimento sociale e professionale.Un sostegno che può anche affiancare il reddito percepito da un’attività lavorativa ma che non verrà erogato a quei nuclei famigliari in cui almeno un membro beneficia di un qualsiasi sussidio per la disoccupazione. >
Dunque quali sono i cambiamenti ?Ad una quota di persone verranno elargite opere di beneficienza che adesso non c’è !

Sia chiaro, chi è in difficoltà per mille motivi (le statistiche al di là di chi vede la luce in fondo al tunnel e la ripresa , dicono che è una quota esorbitante in Italia come in Europa di milioni di persone in aumento costante ) non sta a fare commenti, prende e usa quel poco e ciò è comunque a mio avviso positivo. Questa è liquidità che entra subito in circolo comunque nell’economia sociale ( si pagano alcune bollette , affitti , un pò di spesa o altro) .
Questo reddito è vincolato a imposizioni di lavoro proposto e qui comincia l’aspetto distorto, non conseguente .
Se non hai nel contempo riavviato l’economia complessiva con investimenti pubblici indispensabili che trascinano anche il privato sul mercato e quindi ricreato compensazioni per le fabbriche , per i lavori che spariscono…dove inserisci i disoccupati, (in aumento) dato che ricerche universitarie, stimano in 6 milioni i posti persi nei prossimi 10 anni ? Tutti a fare il/la badante ? Tutti a corsi da falegname, operatore ecologico o turistico  ?
Siamo al colmo, in un momento in cui la stessa struttura universitaria risponde ad una domanda sempre più effimera con una offerta strabordante dove migliaia di architetti      (ma potremmo dire ingegneri, medici, ecc) preparati ogni anno vengono sfornati ed immessi su un mercato sempre più esiguo e preda di pochi intrallazzati con relazioni familistiche nei partiti e poco più, dove c’è reale riscontro delle possibilità che questo ciclo non sia chiuso su se stesso e quindi imploda nel tempo poichè chi ancora lavora ha le spalle sempre più pesanti ?
La finanza è la prima “ruspa” che draga risorse e crea il vuoto produttivo , non solo attraverso l’accesso al credito delle banche limitato di cui ha quasi l’esclusiva, ma anche con la borsa che ha creato disastri in aziende sane come produttività e distrutte con l’ingresso quotato di conseguenza preda del mercato speculativo.
La tecnologia incontrastata che spazza reddito togliendo lavoro e anzi auspicata, è un controsenso sociale, perché non libera affatto il lavoro dalla fatica, ma peggiora le condizioni generali di vita nel risultato finale . Ogni efficientamento non è investito in una diversa distribuzione delle risorse “guadagnate”, ad es. diminuendo le ore di lavoro reali , ma tutto è sacrificato per la competitività.

Oggi un investimento di circa 450 milioni di euro(soldi pubblici in concessione a privati) da lavoro a circa 450 persone ( Piattaforma Maersk di Vado L. ), cioè circa un milione a posto !!!! Quanto valore c’è in quella cifra, comprensivo delle necessità di vita delle persone e quanto ne deriverebbe dalla stessa spesa fatta diversamente in modo locale !
Le scelte di grandi opere, le imposizioni dell’Unione Europea, sono semplicemente sciocchezze sulla testa della gente , spinte da lobby forti non da vere analisi delle necessità reali . Non c’è una reale programmazione sui territori per la loro riqualificazione , per ridare al rapporto ambiente / uomo una validità nel tempo (vedi assetto idrogeologico, energia come sovranità di grandi aziende , valorizzazione delle risorse di zona,ecc ).

Qual’è il piano programmatico che rende unificato lo sviluppo su tutte le regioni d’Italia pur con aspetti specifici locali ?
Non c’è nessuna logica che muova in direzione del reddito minimo per usarlo nel tempo socialmente rispetto al mercato dell’insieme  della fiscalità, oggi di tipo “punitivo ” . E’ il riconoscimento di una crisi oggettiva a cui contribuire con forme …caritatevoli … Il carico di questo reddito è distribuito in parte ad esempio sull’aumento dell’età pensionabile di chi un lavoro ce l’ha ancora, su tagli alla spesa pubblica , sul degrado della sanità trasversale , ecc.

Qui c’è un problema di sopravvivenza che deve diventare FUTURO SOSTENIBILE !
Non si può cambiare una condizione sociale di milioni di persone in modo stabile se non si modifica tutta l’architettura dello stato in primis e delle infrastrutture legate ad esso, compresi i meccanismi burocratici e le relazioni fra la cittadinanza . Questo vuol dire un piano nazionale di opere e piccole/grandi cambiamenti in tutta la spesa pubblica e nella sua gestione , attraverso banca pubblica di investimenti mirati, con anche vera lotta alla corruzione ed all’evasione fiscale .
Un concetto per tutti : non puoi volere davvero eliminare corruzione , mafia e dare più sicurezza se in concreto tagli le risorse destinate a combatterle alle forze preposte , modificando anche pian piano regolamenti, leggi e strettoie burocratiche , tipo l’ultima legge sulle intercettazioni , è una ovvietà!
Le risposte corte di questi economisti della domenica il cui fronte va dal PD a FI passando per la Lega( nonostante Borghi dica anche cose intelligenti) e tutti i partiti che attualmente sostengono questo modo infame e senza qualità di prospettiva , vedendo nel liberismo di mercato l’unica vera giustificazione . E’ il ribaltamento di una concezione di sviluppo mettere al centro la società invece del mercato
Nell’epoca della concentrazione economica e della globalizzazione, questo modo di attuare “reddito di inclusione ” è da una parte miopia politica , dall’altra costruzione di una bolla immensa di fake news, spargendo l’idea di un cambiamento di rotta che invece non c’è.
Così si spiega anche la “parzialità ” del reddito di inclusione come prospettato: elargito solo a 1,8 mln contro la necessità reale di almeno 6/7 mln di persone, in Italia( quindi senza adeguate coperture ) . Non vanno a fondo , non vogliono davvero eliminare la povertà, ma farla diventare endemica e sacralizzata nel contesto, usata come calmierazione economica e socialedifendono le direttive di pareggio di bilancio della U.E.
Chi oggi ha un reddito da lavoro è chiuso in una prospettiva cieca, che in prospettiva potrà solo essere l’inizio di una guerra fra poveri …ma dislocato nel tempo, dopo legislature ormai passate dai partiti che adesso la propongono.
Questa parte , per quanto mi riguarda, è poco oggetto di confronto nel web, data per scontata o delegata ad un “poi”  sempre rinviato ,come nella società reale, anzi diventa un tema ideologico e poco serio anche da parte di chi se lo pone onestamente, come obiettivo. Essendo oggi in opposizione, ma poi non sviluppando l’analisi , la ricerca e la sua definizione come concretamente potrebbe avvenire “SE” governasse, non cercando di formare una nuova “schiera” di persone di struttura amministrativa pubblica competenti, da cui attingere come parte importante di governo della nazione, compresa una politica progettata nei rapporti con l’Europa e la sovranità monetaria madre di tutte le determinazioni .

Così diventa uno dei moventi della non credibilità e della disaffezione al voto, inficiando quella poca opposizione sociale esistente ad oggi  .C’è molto da lavorare in proposito .

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