Campagna italiana d’Africa nel Sahel sulla strada dei migranti

Campagna d’Africa a fare cosa? Paolo Gentiloni: “L’esercito italiano sarà impegnato in Sahel contro il terrorismo”. Ma la frase che spiega veramente viene dopo,”Partiremo con un’operazione bilaterale con il Niger che naturalmente ha un interesse specifico anche per quanto riguarda i flussi migratori dalla Libia”.

Singolare assenza di reazioni all’annuncio del premier Gentiloni, di una nuova missione militare italiana in Africa. soldati italiani nel Sahel, antiterrorismo e migranti.
«L’esercito italiano sarà impegnato in Sahel contro il terrorismo», e siamo al titolo ufficiale che gli europei hanno deciso di dare alle loro preoccupazioni africane.
Ma la frase che spiega veramente viene dopo:
«Partiremo con un’operazione bilaterale con il Niger che naturalmente ha un interesse specifico anche per quanto riguarda i flussi migratori dalla Libia».

 

Flussi migratori dalla Libia via Sahel

Sahel capisci cosa sia se lo leggi in arabo, Sahil, “bordo del deserto”, la fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana, la fascia che attraversa l’Africa da Est a Ovest, Oceano Atlantico e Mar Rosso, quei territori e Stati tra i deserti e le savane, detta alla Wikipedia.
Tra l’Africa Mediterranea che si affaccia all’Europa -la Libia, per esempio- e l’Africa nera e sovrappopolata che nella migrazione cerca salvezza e speranze di futuro.

Il Sahel, da ovest a est comprende il Gambia, il Senegal, la parte sud della Mauritania, il centro del Mali, Burkina Faso, la parte sud dell’Algeria e del Niger, la parte nord della Nigeria e del Camerun, la parte centrale del Ciad, il sud del Sudan, il nord del Sud Sudan e l’Eritrea.

L’Italia pare abbia svelto il Niger, per le poche notizie finora circolate. Troppo Natale e troppa fine legislatura. Sempre dalle poche parole del Presidente del consiglio, sappiamo del reimpiego di almeno una parte dei circa 1000 uomini attualmente impegnati come istruttori militari in Iraq nella campagna anti Isis e sue successive evoluzioni terroristiche.

Terrorismo o migranti?

«L’impegno italiano in Sahel sarà collegato all’andamento di diverse campagne militari internazionali, come quella dell’Iraq, dove sono presenti circa 1000 militari ed è possibile che una parte di queste forze non siano più indispensabili nel prossimo periodo».
Frammenti di Gentiloni al termine della riunione del G5 Sahel a La Celle Saint-Cloud, alle porte di Parigi.
Tutto ovviamente dopo l’approvazione in Parlamento, e solo per l’addestramento, a facvorire la stabilità. Stabilità dei Paesi, che vuol dire anche controllo delle loro frontiere.
«Partiremo con un’operazione bilaterale con il Niger che naturalmente ha un interesse specifico anche per quanto riguarda i flussi migratori dalla Libia verso il Mediterraneo».
E alla fine Gentiloni le cose se non le può dire apertamente, almeno la fa capire.

G5 Sahel

Gentiloni con Angela Merkel e Emmanuel Macron a Celle Saint-Cloud, quasi Parigi, con i capi di Stato e di governo di questi paesi dell’Africa occidentale, Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger, ed ecco il G5 Sahel.
Aiuti, sicurezza e rapporti economici, la «rete» italiana preannunciata ad agosto in quei Paesi.
Per adesso Francia, Germania, Unione Europea, Unione Africana e G5 Sahel hanno messo sul piatto 110 milioni, ma per sviluppare un’armata di almeno 10mila uomini non bastano. Ne servono almeno 500.
A febbraio l’Italia ha aperto una rappresentanza diplomatica a Niamey, la capitale del Niger. Una nota di allora della Farnesina spiegava che l’apertura di questa ambasciata «assicura all’Italia un rilevante vantaggio operativo, alla luce delle dinamiche che interessano il Sahel, con ripercussioni sotto il profilo della sicurezza in Italia e in Europa».

L’Africa americana

Recrudescenza del terrorismo nell’area, AQIM, al Qaeda nel Magreb islamico e Boko Haram, assieme al crollo di Isis in Medio Oriente, cambia lo scenario nell’area. E la presidenza Trump aggiunge il suo. Ad esempio, i cittadini del Ciad sono finiti nella lista delle persone soggette a restrizioni di viaggio. Trump si è anche opposto ai finanziamenti multinazionali, comprese le missioni di peacekeeping Onu. Mentre il segretario alla Difesa Mattis ha annunciato più operazioni anti-terrorismo in Sahel e con maggiore autonomia.
La conferma dalla notizia della uccisione di 4 ‘operatori’ Usa (soldati, contractors?) in Niger durante una missione con le forze locali. Il segretario di Stato Rex Tillerson ha annunciato un finanziamento fino a 60 milioni di dollari alla G5 Sahel Joint Force.

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