Antimafia sulla Massoneria: Logge e criminalità organizzata

Relazione dell’Antimafia sulla massoneria: “193 iscritti a logge sono coinvolti in inchieste sulla criminalità organizzata”. Mesi di audizioni, indagini e ispezioni.
-“Esiste un interesse delle associazioni mafiose verso la massoneria fino a lasciare ritenere a taluno che le due entità siano divenute una cosa sola. Ciò non significa criminalizzare le obbedienze”

Sotto il cappuccio chi?

Centonovantatrè persone i cui nomi compaiono in procedimenti penali sulla criminalità organizzata, fanno parte della massoneria. Un po’ troppo per essere un caso. Ed è consistente il numero di soggetti che, pur non indagati, imputati o condannati per delitti di natura mafiosa, hanno collegamenti diretti con esponenti della mafia e possono costituire un anello di collegamento tra mafia e massoneria.
Lo scrive Rosy Bindi, nella relazione della commissione Antimafia sulla massoneria presentata a Palazzo San Macuto. Mesi di audizioni, indagini e ispezioni culminate con il sequestro degli elenchi delle logge, per scrivere oggi che “esiste un interesse delle associazioni mafiose verso la massoneria fino a lasciare ritenere a taluno che le due entità siano divenute una cosa sola”.

Tra riservatezza ed omertà

Ciò non significa criminalizzare le obbedienze, prova ad alleggerire l’Antimafia, che si chiede però se le logge siano “dotate di anticorpi“. Non solo. “Mancano degli elenchi effettivi degli iscritti, forse neanche esistono, e se ci sono c’è un’alta percentuale di iscritti occulti grazie a generalità incomplete, inconsistenti o generiche». Tra modello P2 e omertà mafiosa.
«Il vincolo di solidarietà tra fratelli consente il dialogo tra esponenti mafiosi e chi amministra la giustizia, legittima richieste di intervento per mutare il corso dei processi e impone il silenzio” come emerge “in un caso di estrema gravità“».

Arrendevolezza verso la mafia

Il tema del rapporto tra mafia e massoneria, spiega la relazione, “affiora in modo ricorrente nelle inchieste giudiziarie degli ultimi decenni, in connessione sia con vicende criminali tipicamente mafiose, soprattutto in Sicilia e in Calabria, sia con vicende legate a fenomeni di condizionamento dei pubblici poteri a sfondo di corruzione”.
“Cosa Nostra siciliana e la ‘ndrangheta calabrese da tempo immemorabile e costantemente fino ai nostri giorni nutrono e coltivano un accentuato interesse nei confronti della massoneria. Da parte delle associazioni massoniche si è registrata una sorta di arrendevolezza nei confronti della mafia. Sono i casi, certamente i più ricorrenti, in cui si riscontra una forma di mera tolleranza che si rivelano i più preoccupanti”.

Castelvetrano 4 assessori su 5 massoni

L’argomento è emerso con particolare rilevanza in occasione della missione effettuata a Palermo e a Trapani dalla Commissione nel luglio 2016. “In quell’occasione è stato affrontato il tema del rapporto tra Cosa nostra e la massoneria in Sicilia anche in relazione alla vicenda dell’appartenenza a logge massoniche di alcuni assessori del comune di Castelvetrano (Tp), luogo di origine del noto latitante Matteo Messina Denaro”.
Nel documento si ricorda che attualmente nel trapanese sono presenti 200 “fine pena” già detenuti per reati di mafia e di traffico di stupefacenti che, scontata la pena, ora sono in libertà. Nel comune di Castelvetrano esistono 6 logge massoniche su 19 che operano nell’intera provincia di Trapani e nell’amministrazione comunale della cittadina, nel 2016, 4 su 5 assessori erano iscritti alla massoneria e 7 su 30 tra i consiglieri.

Dalle logge informazioni alla mafia

Nella relazione, anche le dichiarazione di un pentito eccellente di Cosa nostra siciliana: Francesco Campanella, originario di Villabate, in provincia di Palermo, già consigliere comunale vicino a uomini come Salvatore Cuffaro e Clemente Mastella. Campanella è l’uomo che aiutò a falsificare la carta d’identità del boss Bernardo Provenzano, poi usata dal superlatitante per andare in Francia e sottoporsi a un’operazione chirurgica.
“C’erano persone importanti come pubblici funzionari, avvocati, notai, magistrati. La massoneria aveva importanza nella città di Palermo in termini di potere economico, politico, decisionale, quindi aveva senso che io stessi anche all’interno di questa organizzazione”, ha detto il collaboratore di giustizia nel verbale riportato nella relazione conclusiva.

Doppia affiliazione

“Campanella sin da giovane si era dedicato alla politica, alla massoneria, aderendo alla loggia palermitana del Goi Triquetra, ma anche alla mafia, ponendosi al servizio del noto capomafia Nicola Mandala il quale, per un certo periodo, curò la latitanza di Bernardo Provenzano. La contemporanea adesione alle due diverse associazioni, non era osteggiata né dall’una né dell’altra parte. Mandala, infatti aveva ritenuto che potesse essere una cosa interessante e che … sarebbe potuta tornare utile in qualche maniera”.
“Attraverso i fratelli a lui più vicini, infatti, aveva acquisto informazioni utili dai Monopoli di Stato per la gestione delle sale Bingo nel momento più delicato in cui era avvenuto l’arresto di Mandala, e si temeva che tali esercizi potessero essere sequestrati”. La conferma, conclude l’Antimafia, che l’appartenenza alla massoneria crea un vincolo esclusivo e permanente che, “come avviene in Cosa nostra, si dissolve solo con la morte”.

Riformare la legge Anselmi

Alla fine della relazione la commissione di Palazzo San Macuto, l’Antimafia suggerisce di estendere ad alcune categorie -magistrati, militari di carriera in servizio attivo, funzionari ed agenti di polizia, rappresentanti consolari all’estero- oltre all’iscrizione ai partiti politici, già previsto, anche “il divieto ad aderire ad associazioni che richiedano, per l’adesione, la prestazione di un giuramento che contrasti con i doveri d’ufficio o impongano vincoli di subordinazione”, cosa che si oppone alla fedeltà assoluta alle istituzioni repubblicane.
L’Antimafia denuncia inoltre la non applicazione della legge che dovrebbe punire “chiunque promuove o dirige un’associazione segreta”. Carcere e interdizione dai pubblici uffici, pene mai applicate.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...