Rottamate gente, rottamate!

Di Mauro Traverso

Seconda offerta di rottamazione Cartelle Equitalia (e non solo)

Un tentativo di commento con pochi tecnicismi per offrire un minimo di informazione.

Il decreto fiscale di collegamento alla Legge di Bilancio ha riaperto la possibilità di aderire alla cosiddetta “rottamazione delle cartelle esattoriali” per i carichi affidati a Equitalia dal 2006 al settembre 2017.

Esaurita la prima rottamazione (decreto fiscale anno 2016), e viste da una parte le adesioni dall’altra casi di adesione rimasti bloccati per irregolarità formali e sostanziali, il Parlamento ha legiferato una riapertura dei termini per sanare le irregolarità e al contempo per permettere a chi non aveva aderito lo scorso di poterlo fare ora entro il 15 Maggio 2018.

Ma di cosa si tratta e conviene veramente? Inoltre, si riesce a sostenere il costo? Vediamo brevemente il tutto, cercando di fornire informazioni utili.

Gli anni di crisi oramai decennale hanno determinato anche difficoltà nel pagare a tempo debito imposte, tasse, contributi previdenziali, diritti camerali, bolli auto, multe, ecc.

Accertati i mancati versamenti, i vari enti pubblici nazionali e locali hanno iniziato a mettere in mora i contribuenti e, perdurando l’inadempimento, procedere alla riscossione coattiva normalmente affidando i loro crediti a Equitalia che ha agito come “Agente della Riscossione” emettendo cartelle esattoriali sulla base dei Ruoli (elenchi di debiti e debitori) trasmessi dagli enti creditori.

Queste cartelle se non contestate nei vari modi previsti a seconda del tipo di onere non versato, dopo 60 giorni dalla notifica divengono definitive e Equitalia ha il potere quasi automatico di agire coercitivamente con misure cautelari (iscrizione di ipoteca su immobili, fermo amministrativo su automobili) e pignoramenti presso terzi (stipendi, pensioni, conti correnti, ecc.) di proprietà del debitore per spingere al pagamento ( misure cautelari) o recuperare effettivamente (pignoramenti) il credito.

Se Equitalia non agisce entro 12 mesi dalla notifica della cartella, questa “scade” e non può più agire con le misure descritte in base alla sola cartella. Deve prima rinotificare un “avviso di intimazione” ordinando il pagamento entro 5 giorni pena l’attivazione delle misure descritte. Anche questo atto amministrativo, che in pratica “rinnova la o le cartelle (normalmente fa riferimento e contiene tutte le cartelle pendenti a carico di un soggetto – una specie di raschiamento del barile) “scade” dopo 180 giorni dalla notifica, e se non ha fatto nessuna azione deve rinotificarne uno nuovo, e così via.

Veniamo ora alla Rottamazione bis

Il Parlamento ha riaperto i giochi. Si potrà ex novo per chi non lo ha fatto a suo tempo inoltrare domanda per rottamare le sue cartelle pendenti (tutte o solo alcune) sino al settembre 2017.

Ma quanto si risparmia? In pratica si risparmiano le sanzioni a suo tempo applicate e gli interessi di mora (calcolati da Equitalia). Non si risparmiano le imposte, gli interessi per tardata iscrizione (calcolati dall’ente creditorie) e l’aggio (il compenso per il servizio Equitalia) che anzi viene ricalcolato sulle somme che restano da pagare.

Vediamo un esempio di calcolo reale, per cifre totali.

rottamate_1rottamate_2rottamate_3


Come si vede dal prospetto di calcolo, il risparmio è effettivo. Ammonta a € 1.733,77 su un debito totale all’origine di € 8.658,97 e pertanto risparmio pari al 20,02%.Si stima che il risparmio massimo possa arrivare a oltre il 40% se la cartella è molto vecchia e le sanzioni e soprattutto gli interessi di mora sono molto alti.

Vediamo ora come si può pagare.

La legge prevede per chi non ha fatto domanda precedentemente con la prima rottamazione, possa farlo ora entro il 15 maggio 2018. Riceverà una comunicazione di accettazione o diniego entro il 30 settembre 2018.Se accolta, potrà pagare il dovuto in un’unica soluzione entro il 31 ottobre 2018, oppure in tre rate (maggiorate di interessi):

Ottobre 2018 (40% del dovuto)

Novembre 2018 (40% del dovuto)

Febbraio 2019 (20% del dovuto).

Vediamo cosa succederebbe al nostro esempio.

Totale dovuto € 6.925,20

40% = € 2.770,08 a ottobre

40% = € 2.770,08 a novembre

20% = € 1.385,04 a febbraio.

Come si evidenzia le rate sono a scadenza ravvicinata e di importo rilevante. Questo poiché le entrate previste dalla rottamazione fanno parte della manovra e pertanto non possono essere diluite più di tanto.

Ciò comporta per il nostro contribuente un esborso che difficilmente potrà sostenere, se la sua situazione reddituale e patrimoniale, già in crisi nel passato, non è migliorata. Come nella stragrande maggioranza dei casi almeno personalmente conosciuti. E vi assicuro che l’esempio è un caso abbastanza piccolo. Normalmente le cifre, soprattutto di piccoli imprenditori sono molto più grandi.

So di persone che pur di poter aderire alla rottamazione hanno preso in considerazione di farsi prestare i soldi necessari da una finanziaria in modo da poter diluire in più anni l’onere a costo comunque di interessi non certo così favorevoli.

Concludendo, questa previsione così ristretta porta a considerare l’operazione rottamazione più che un concreto aiuto ai molti di mettersi nuovamente in regola, un aiuto rivolto nei fatti a chi ha disponibilità economiche e che forse le aveva anche a suo tempo quando doveva pagare regolarmente ma ha scelto di non farlo.

Insomma, ancora una volta mi sembra si possa affermare che la Rottamazione aiuti i più furbi che pagheranno ora per allora con uno sconto.

Mauro Traverso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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