EQUIVOCI E BUGIE di Joanna Cannon

Questa settimana avevo voglia di una lettura piacevole e leggera. Spulciando tra i libri in attesa di essere letti, mi è capitato sotto gli occhi questo titolo piuttosto accattivante, Equivoci e Bugie di Joanna Cannon.

La storia gira intorno alle vicende dei cittadini di un piccolo paesino inglese e alla improvvisa e misteriosa scomparsa di un membro della sua comunità: la signora Creasy. Sotto una pesante coltre di calura estiva che avvolge tutti con le sue infuocate spire, due vivaci e intraprendenti ragazzine, Grace e Tilly, decidono di impegnarsi nella ricerca della suddetta signora, che sembra  essersi dissolta nel nulla…

28763271_208699126538862_1960492222314971136_n.jpg

Questo libro si è rivelato un’autentica sorpresa. La trama è  variegata e si dipana con leggerezza attraverso momenti  drammatici, ma anche situazioni bizzarre e piuttosto esilaranti. I personaggi principali  e quelli secondari, sono rappresentati a tutto tondo dall’autrice, la quale è in grado di renderne una descrizione fin nelle minime sfumature caratteriali tanto da restituirne un’ immagine realistica e tridimensionale.

La storia si svolge nell’anno 1976 ma si avvale anche di rimandi al 1967, anno in cui accadono  spiacevoli vicende che segnano in modo ineluttabile l’esistenza di alcuni personaggi   condizionandone  scelte e  vita futura.

Tutto il libro è pervaso dal caldo torrido, che soffoca e cristallizza i comportamenti dei protagonisti. “Non c’è modo di sfuggire alla canicola. E’ lì ogni mattina, quando si svegliano, continua e persistente, sospesa nell’aria come una discussione lasciata a metà”. Tilly e Grace, sono due ragazzine emarginate dalle altre compagne, che le percepiscono come diverse. Entrambe si fanno forza e si sostengono con la loro amicizia. Tilly, con il viso rosa pallido e lievemente fobica, è  affetta da una non ben specificata malattia del sangue che spinge la  mamma,  sola e iperprotettiva a mandarla in giro con abiti e berretti improbabili che la infagottano, nonostante il caldo afoso. Grace la sorveglia in continuazione, ispezionando la sua vita in cerca di ogni minima vibrazione di cambiamento,  nella costante preoccupazione che l’unica amica che abbia mai avuto le venga portata via. Malgrado tutto però, il loro rapporto non è sbilanciato, in quanto l’una completa l’altra. Tilly, infatti, fornisce molto spesso interessanti prospettive e pareri,  che aiutano Grace a riflettere  sulle cose attraverso la lente di un differente ed originale punto di vista.

La parte del leone in questa narrazione la fa sicuramente la cittadina dove la storia si svolge: una comunità medio-borghese, apparentemente costituita da giardini identici, vite in copia carbone, file di villette a schiera che vincolano le famiglie insieme, attraverso casi e coincidenze. A ben guardare però, magari alla luce del crepuscolo, le cose appaiono diverse e le abitazioni, in qualche modo esposte, sono come denudate del proprio travestimento. I loro proprietari, persone apparentemente normali, quasi banali nelle loro abitudini, svelano pian piano  segreti e  debolezze. Grace e Tilly, con gli occhi della loro giovane età, osservano impietosamente e traggono le loro conclusioni. Delle volte sono strampalate e strappano un sorriso, talvolta  taglienti come la lama di un coltello, quasi sempre veritiere…

 

Degna di nota la parte in cui Grace e Tilly, assistono alla messa domenicale e pregano affinché  la signora Creasy sia ritrovata sana e salva. Tutto intorno, una chiesa gremita e avvolta dal caldo e  una spessa croce dorata sull’altare che riflette su tutti: i pii e gli empi, gli opportunisti e i devoti. Ognuno con i suoi motivi per essere lì, muto e carico d’attesa. Sopraffatte  dalla sacralità del luogo, dal caldo e dai peccati, le due ragazzine ascoltano la predica, che interpretano in un modo del tutto personale. Decidono di cimentarsi nella ricerca di Dio lungo le vie del vicinato, poiché Egli è in cielo, terra e in ogni luogo e può aiutarle a ritrovare la signora scomparsa. Da questo punto in poi partono tutta una serie di situazioni divertenti, grottesche e  talvolta disperate.

chiesa-inglese-su-prato-inglese-verde-41834531

Su tutto aleggia l’ombra della scomparsa della signora Creasy, la cui personalità filtra dalle pieghe del racconto ed emerge lentamente attraverso i ricordi dei vari personaggi; una donna che usa le dicerie come una ragnatela per intrappolare l’attenzione altrui, quasi temendo di non essere abbastanza interessante da tenere vicine le persone in altro modo. Una donna attenta agli altri, sintonizzata sulle frequenze del prossimo,  che ama aggiustare  cose e situazioni.

Un romanzo con delle peculiarità comiche, a tratti drammatico, velato da una coltre di mistero. Veramente un gioiellino ben orchestrato che troverà tutti d’accordo. Consigliato agli amanti dei gialli, dei momenti divertenti e delle sorprese sorprendenti. Il finale lascerà tutti senza fiato!

Buona lettura

La Lettrice Assorta

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...