dimenticare #Bardonecchia

31 marzo 2018 di bortocal15 dal blog cor-pus 15

a me piace documentarmi, se posso, prima di esprimere un giudizio; e se non posso, non giudico.
consiglierei a tutti quelli che mi leggono, piu` o meno volentieri, di fare altrettanto, e di collegare il cervello ai fatti, prima di por mano al blog.
certo, se dei doganieri francesi entrano armati in Italia, senza autorizzazione, i conti non tornano.
ma e` davvero cosi`?
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leggo quindi prima di tutto il comunicato francese, del ministro francese dei Conti pubblici, resposabile della gestione dei doganieri, o quello che la nostra stampa rende noto:
Gli agenti – francesi – hanno sospettato di un viaggiatore di nazionalità nigeriana e residente in Italia in merito a un eventuale detenzione corporea di stupefacenti. In applicazione dell’articolo 60bis del codice delle dogane gli agenti hanno chiesto alla persona il permesso di procedere a un test delle urine e la persona ha accettato per iscritto.
Gli agenti hanno quindi atteso l’arrivo del treno per utilizzare i locali attinenti alla stazione di Bardonecchia messi a disposizione della dogana francese in applicazione degli accordi del 1990 degli uffici transfrontalieri. (…) Il controllo si è rivelato negativo».
«I doganieri francesi possono intervenire sul territorio italiano in base a un accordo sugli uffici di confine del 1990 in condizione di rispetto della legge e delle persone. Al fine di evitare nuovi incidenti nel futuro le autorità francesi sono a disposizione di quelle italiane per chiarire il contesto giuridico e operativo nel quale i doganieri francesi son intervenuti sul suolo italiano».

. . .
si deve partire dalla Legge 30 giugno 1965, n. 824, Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra l’Italia e la Francia relativa agli uffici a controlli nazionali abbinati ed ai controlli in corso di viaggio, con Protocollo finale, conclusa a Roma l’11 ottobre 1963.
questa prevede all’art. 2 che:
1. In vista di semplificare e di accelerare le formalita’ relative al passaggio della loro frontiera comune, le parti contraenti possono, nel quadro della presente Convenzione, istituire:
a) uffici dislocati, sia da una parte e dall’altra, sia da una sola parte della frontiera;
b) controlli nei veicoli in corso di viaggio, su percorsi determinati, autorizzando, di conseguenza, gli agenti di uno dei due Stati a esercitare le loro funzioni sul territorio dell’altro Stato.
2. L’istituzione, il trasferimento, la modifica o la soppressione: a) degli uffici; b) dei percorsi sui quali possono essere effettuati controlli in corso di viaggio, saranno stabiliti di comune accordo fra le autorita’ competenti dei due Stati.
fino a qui si parla soltanto di controlli delle persone sui veicoli.
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ma, in base agli articoli 40 e 41 del trattato di Schengen un inseguimento nel paese straniero è possibile, si dice, così come un’operazione di polizia, ma è necessario avvisare il paese e – se non è stato possibile avvisare prima per il carattere urgente dell’operazione – è obbligatorio richiedere l’intervento della polizia italiana.
allora l’azione francese e` stata abusiva?
aggiungerei che gli articoli di Schengen (riportati in fondo) parlano soltanto di intervento nel caso di flagranza di reato.
e qui non sembra il caso.
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un momento: ci sono delle convenzioni, si dice, dell’Agenzia delle Dogane francesi con le Ferrovie dello Stato italiane, per la fruibilità di locali al confine per le azioni della polizia straniera.
e, se questo e` vero,​ qui siamo al punto: l’accordo del 1990 sugli uffici di controlli transfrontalieri dove erano indicati anche i locali di Bardonecchia in cui sono entrati i francesi.
lo dicono i francesi: Il locale della stazione di Bardonecchia in cui è stato compiuto da parte degli agenti francesi il test delle urine a un cittadino nigeriano è “a disposizione della dogana francese in applicazione degli accordi del 1990 del Bureau à contrôles nationaux juxtaposés (BCNJ)”.
ma da qualche tempo le Ferrovie dello Stato italiane hanno affidato ad una associazione umanitaria i locali che erano in precedenza disponibili per le azioni di polizia francesi e hanno avvisato i francesi del fatto.
comunque i francesi aggiungono che “dal momento che da qualche mese questo locale è stato anche messo a disposizione di un’associazione per l’aiuto ai migranti, gli agenti hanno chiesto la possibilità di accedere ai sanitari, che è stata concessa loro”.
tutto legato ad un anche, allora!
probabilmente qualche difetto nella comunicazione, oppure un semplice riflesso condizionato, ed ecco che i francesi si sono comportati come se questa comunicazione non fosse mai arrivata, o come se non avesse comunque tolto loro la possibilita` di fare uso di quei locali; il che probabilmente e` comprensibile, se la comunicazione e` arrivata loro da una istituzione che non aveva la competenza per farlo oppure era poco chiara.
. . .
anche se il quadro rimane abbastanza confuso in base alle comunicazioni della stampa, allora e` una tempesta in un bicchier d’acqua?
direi di si`, e per accertarlo occorre una mezzora circa di ricerche in internet.
ma adesso, ecco una antologia delle reazioni dei nostri politici sciamannati, che NON studiano e non collegano il cervello alla bocca prima di parlare.
il migliore e` Salvini: “Altro che espellere i diplomatici russi, qui bisogna allontanare i diplomatici francesi! Con noi al governo l’Italia rialzerà la testa in Europa, da Macron e Merkel non abbiamo lezioni da prendere, e i nostri confini ce li controlleremo noi”.
spassoso sentire Salvini che protesta perche` i doganieri francesi hanno fatto un controllo ad un extra-comunitario in un locale che credevano di avere ancora a disposizione.
Daniele Viotti (Partito Democratico): “Il comportamento degli agenti francesi a Bardonecchia è stato gravissimo. L’Italia chiami Macron (!!) e gli ricordi che qui nessun agente straniero può venire a far valere la propria autorità. Siamo un Paese sovrano non una provincia della Francia. I campioni delle urine li prendano nei bagni francesi o ne segnalino la necessità alle nostre forze dell’ordine. Esiste un piano politico che deve prevalere e che va oltre qualsiasi accordo tra Italia e Francia che gli agenti francesi possano richiamare come giustificazione. – ah si`? – La costante aggressività della polizia francese (che ha avuto il picco ieri, ma è ormai un dato) ha una evidente copertura da parte del proprio governo che, a parole, si dichiara solidale con l’Italia nell’affrontare la questione migranti e profughi, mentre, di fatto, costruisce muri, come Ungheria, Polonia e Slovacchia”.
Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana e deputato di Liberi e Uguali: “Non ho ancora letto la notizia della protesta del ministro Minniti e del ministro Alfano nei confronti del governo francese. Che un nucleo di poliziotti francesi intervenga in territorio italiano, in spregio a tutti gli accordi tra i due Paesi (??), faccia irruzione in un centro di solidarietà gestito da un comune italiano è un fatto gravissimo. Macron e il suo governo se pensa che siamo una colonia sbaglia in pieno. E se il governo francese non ha la decenza di rispettare il buon senso e l’umanità, almeno rispetti le leggi internazionali. Suvvia gentili ministri Minniti e Alfano almeno per una volta mostrate la schiena diritta verso un potente e non come sempre verso i più deboli e inermi…”.
Giuseppe Civati di Possibile: “Il governo ha il dovere di protestare contro il blitz degli agenti francesi nella sede di Bardonecchia della Rainbow4Africa. Si tratta di un’azione molto grave nei confronti di un Paese confinante. Ma soprattutto è un’intollerabile intimidazione verso chi offre assistenza ai migranti. Il rispetto dei diritti umani è stato calpestato oltre ogni immaginazione. E questo è inaccettabile”.
Augusta Montaruli, di Fratelli d’Italia: “Non siamo la toilette di Macron. Il comportamento degli agenti francesi a Bardonecchia è stato gravissimo. L’Italia chiami Macron e gli ricordi che qui nessun agente straniero può venire a far valere la propria autorità. Si tratta di una mancanza di rispetto inaudita verso l’Italia ed un precedente inammissibile. Siamo contrari a questa gestione del problema profughi da parte di un’Europa lavativa. Sappiamo peraltro che, dietro le richieste di asilo, c’è troppe volte il tentativo di eludere la normativa sull’immigrazione clandestina. Ma dopo il danno di essere lasciati soli, non assisteremo pure alla beffa di essere usati come la loro toilette”.
. . .
riuscite a distinguere l’uno dall’altro in questa bagarre di demagoghi ignoranti? sapreste dire dove e` la destra e dove la sinistra?
incredibile dirlo: il commento piu` equilibrato, o meno squilibrato…?
quello di Di Maio:
“Bene ha fatto la Farnesina a convocare l’ambasciatore francese. Quanto accaduto a #Bardonecchia deve essere chiarito completamente in ogni suo aspetto”.
. . .
Trattato di Schengen:
Articolo 41
1. Gli agenti di una delle Parti contraenti che, nel proprio paese, inseguono una persona colta in flagranza di commissione di uno dei reati di cui al paragrafo 4 o di partecipazione alla commissione di uno di tali reati, sono autorizzati a continuare l’inseguimento senza autorizzazione preventiva nel territorio di un’altra Parte contraente quando le autorità competenti dell’altra Parte contraente non hanno potuto essere previamente avvertite dell’ingresso in detto territorio, data la particolare urgenza, mediante uno dei mezzi di comunicazione previsti all’articolo 44, o quando tali autorità non hanno potuto recarsi sul posto in tempo per riprendere l’inseguimento.
Quanto sopra si applica anche nel caso in cui la persona inseguita, che si trovi in stato di arresto provvisorio o stia scontando una pena privativa della libertà sia evasa.
Al più tardi al momento di attraversare la frontiera gli agenti impegnati nell’inseguimento avvertono le autorità competenti della Parte contraente nel cui territorio esso avviene. L’inseguimento cessa non appena la Parte contraente nel cui territorio esso deve avvenire lo richiede. A richiesta degli agenti impegnati nell’inseguimento le autorità localmente competenti fermano la persona inseguita per verificarne l’identità o procedere al suo arresto.
2. L’inseguimento è effettuato secondo una delle seguenti modalità, quale definita con la dichiarazione di cui al paragrafo 9:
a) Gli agenti impegnati nell’inseguimento non hanno diritto di fermare la persona.
b) Se non è stata formulata alcuna richiesta di interrompere l’inseguimento e se le competenti autorità locali non possono intervenire abbastanza rapidamente, gli agenti impegnati nell’inseguimento possono fermare la persona inseguita fino a quando gli agenti della Parte contraente nel cui territorio avviene l’inseguimento, che dovranno essere informati senza ritardo, non possano verificarne l’identità o procedere al suo arresto.
3. L’inseguimento è effettuato conformemente ai paragrafi 1 e 2 secondo una delle seguenti modalità, quale definita dalla dichiarazione di cui al paragrafo 9:
a) in una zona o per un periodo di tempo dal momento del passaggio della frontiera, da stabilirsi con la dichiarazione;
b) senza limiti di spazio o di tempo.
4. Nella dichiarazione di cui al paragrafo 9 le Parti contraenti determinano i reati di cui al paragrafo 1 in base ad uno dei modi seguenti:
a) I seguenti reati:
– assassinio,
– omicidio,
– stupro,
– incendio doloso,
– moneta falsa,
– furto e ricettazione aggravati,
– estorsione,
– sequestro di persona e presa in ostaggio,
– tratta di persone,
– traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope,
– infrazioni alle normative in materia di armi e esplosivi,
– distruzione mediante esplosivi,<
– trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi,
– reato di fuga in seguito ad incidente che abbia causato morte o ferite gravi.<
b) I reati che possono dar luogo ad estradizione.
5. L’inseguimento può essere effettuato soltanto alle seguenti condizioni generali:
a) Gli agenti impegnati nell’inseguimento devono attenersi alle disposizioni del presente articolo ed al diritto della Parte contraente nel cui territorio operano; devono ottemperare alle ingiunzioni delle autorità localmente competenti.
b) L’inseguimento avviene soltanto attraverso le frontiere terrestri.
c) L’ingresso nei domicili e nei luoghi non accessibili al pubblico è vietato.
d) Gli agenti impegnati nell’inseguimento sono facilmente identificabili, per l’uniforme che indossano ovvero per il bracciale che portano o per il fatto che il loro veicolo è dotato di accessori posti sopra di esso; è vietato l’uso di abiti civili combinato con l’uso di veicoli camuffati privi dei suddetti mezzi di identificazione; tali agenti devono essere in grado di provare in qualsiasi momento la loro qualifica ufficiale.
e) Gli agenti impegnati nell’inseguimento possono portare le armi di ordinanza: il loro uso è vietato salvo in caso di legittima difesa.
f) Al fine di essere condotta dinanzi alle autorità localmente competenti, la persona inseguita, che sia stata fermata conformemente al paragrafo 2, lettera b), potrà subire soltanto una perquisizione di sicurezza; durante il suo trasferimento potranno essere usate manette; gli oggetti in suo possesso potranno essere sequestrati.
g) Dopo ogni operazione di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 gli agenti impegnati nell’inseguimento si presentano dinanzi alle autorità localmente competenti della Parte contraente nel cui territorio hanno condotto le operazioni e fanno rapporto sulla loro missione; a richiesta di tali autorità, sono tenuti a rimanere a disposizione fino a quando siano state sufficientemente chiarite le circostanze della loro azione; questa condizione si applica anche qualora l’inseguimento non abbia portato all’arresto della persona inseguita.
h) Le autorità della Parte contraente cui appartengono gli agenti impegnati nell’inseguimento forniscono, se richiesto dalle autorità della Parte contraente nel cui territorio è avvenuto l’inseguimento, il loro apporto all’indagine conseguente all’operazione alla quale hanno partecipato, comprese le procedure giudiziarie.
6. La persona che, in seguito all’azione prevista al paragrafo 2 sia stata arrestata dalle competenti autorità locali può, indipendentemente dalla sua cittadinanza, essere trattenuta per essere interrogata. Sono applicabili per analogia le pertinenti norme del diritto nazionale.
Se detta persona non ha la cittadinanza della Parte contraente nel cui territorio è stata arrestata, sarà messa in libertà al più tardi entro sei ore dal suo arresto, non calcolando le ore tra mezzanotte e le ore 9.00, a meno che le competenti autorità locali abbiano preliminarmente ricevuto in qualsiasi forma una domanda di arresto provvisorio a scopo di estradizione.
7. Gli agenti di cui ai paragrafi precedenti sono: (…)
– per quanto riguarda la Repubblica francese: gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria della “police nationale” e della “gendarmerie nationale” nonché, alle condizioni fissate da accordi bilaterali appropriati di cui al paragrafo 10, i doganieri, per ciò che si riferisce alle loro attribuzioni connesse con il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, il traffico di armi ed esplosivi ed il trasporto illecito di rifiuti tossici e nocivi; (…)
Articolo 42
Nel corso delle operazioni di cui agli articoli 40 e 41, gli agenti in missione nel territorio di un’altra Parte contraente sono assimilati agli agenti di quest’ultima per quanto riguarda le infrazioni che dovessero subire o commettere.

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