Weimar!

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La tedesca Weimar è una cittadina molto raccolta e percorrerla per intero occuperà poco più di mezza giornata. Ben maggiore sarà l’impegno richiesto nel comprenderne il significato e la grandezza che è di straordinaria misura. Il visitatore sarà in ogni caso premiato e lascerà malvolentieri il piccolo centro perché in nessun altro luogo, così brevi distanze conducono così lontano. Buona visita!

Weimar, piazza Theaterplatz

“… voglia dirci piuttosto se abbiamo molta strada per andare di qui all’Esplanade”.
“Ma no, signora, un’inezia! Da noi a Weimar non ci sono mai grandi distanze: la grandezza è tutta nello spirito”
Da Carlotta a Weimar di Thomas Mann
Goethe!
Orientarsi a Weimar è semplice, ma si deve sapere che la geografia della città è fatta più che altro di personaggi e di storie e non di vie o piazze. Da dove iniziare la visita? Chiaramente dal sommo poeta che a lungo visse nella cittadina della Turingia.
Proprio al centro della città troverete l’illustre Wolfgang von Goethe che rappresenta per tutti un sicuro riferimento. Non lo troverete da solo, ma in compagnia di Friedrich Schiller altro illustre weimarer tra i molti altri illustri weimarer. Siamo nella Theaterplatz e i due fari della cultura germanica se ne stanno immobili e elevati da un piedistallo che insieme alle loro forme bronzee costituisce il Monumento a Goethe e Schiller o Goethe-Schiller-Denkmal. Il monumento è il landmark della città, è di ottima fattura e tutti lo adorano.

Il Monumento a Goethe e Schiller di Weimar

Inaugurato nel 1857, il monumento mostra Goethe e il suo amico e collaboratore Schiller mentre sorreggono, innalzandola, una corona d’alloro. Consapevoli del ruolo di trionfanti imperatori della cultura teutonica (ed europea), i due guardano avanti, Goethe dritto a se e Schiller verso l’alto sottolineando la natura più apertamente visionaria e idealista della sua opera. L’autore del monumento si è preso la libertà di inscenare un piccolo e del tutto giustificabile inganno: Goethe appare di uguale statura del suo bronzeo compagno, mentre, nella realtà, era di trenta centimetri più basso…
A Weimar è anche possibile entrare a casa Goethe. Nella centrale Frauenplan al numero 1, si trova il palazzo in stile barocco dove il poeta visse per quasi cinquant’anni. Nel novecentesco ampliamento, inoltre, troviamo l’ambitissimo Goethe National Museum. L’abitazione ospitò il sommo poeta dal 1782 al 1832, anno della sua morte.

Se il vostro vorrà essere un itinerario marcatamente goethiano avrete la possibilità di visitare anche la Goethes Gartenhaus dove il poeta visse tra il 1775 e il 1782 prima di trasferirsi nella abitazione della Frauenplan e che mantenne come luogo di rifugio. La casa si trova nel magnifico parco Park an der Ilm che lo stesso Goethe contribuì nel trasformare in un incantevole parco all’inglese. Nella casa-giardino, Goethe scrisse alcune tra le sue principali opere come la tragedia in prosa Ifigenia in Tauride. La lunga permanenza a Weimar fu interrotta per soli due anni quando, tra il 1786 e il 1789, il trentasettenne Goethe intraprese il suo primo e più lungo viaggio in Italia…

cosa visitare a weimar

Torneremo nuovamente nel Park an der Ilm, ma prima raggiungeremo il Cimitero Storico di Weimar (Alter Friedhof) dove, all’interno della Cripta dei Principi, è conservato il sarcofago di Johann Wolfgang Goethe insieme a quello di Friedrich Schiller. In realtà, quello di Schiller è vuoto perché una ricerca effettuata nel 2008 ha dimostrato che il suo contenuto non erano le reliquie del poeta, ma quelle miste di altre ignote persone. Rimosse le ossa chissà come finite lì dentro, la tomba rimane vuota a confermare, simbolicamente, l’eterna vicinanza dei due sommi poeti. Torneremo anche nel Cimitero Storico di Weimar per scoprire un’opera monumentale dalle molte sfaccettature e il cui autore fu direttore della straordinaria scuola originata proprio a Weimar, il Bauhaus…
Walter Gropius e il Bauhaus a Weimar
L’istituto superiore per le arti creative Bauhaus, il cui nome completo era Staatliches Bauhaus, fu fondato a Weimar nel 1919 sotto la direzione dell’illustre architetto Walter Gropius. Lasciandoci alle spalle la Weimar classica, entriamo in quella moderna e proprio all’interno di uno dei centri dove la modernità fu elaborata con straordinari esiti nei suoi linguaggi architettonici, artistici e più in generale, culturali.

Mentre aspettiamo l’inaugurazione del nuovo museo dedicato all’esperienza del Bauhaus di Weimar (accadrà nel 2019 in occasione del centenario della fondazione della scuola), possiamo raggiungere il complesso che ospitò la scuola dal 1919 al 1925 anno in cui il Bauhaus venne trasferito a Deassu perché divenuto indesiderato dal nuovo governo della città. Il prestigioso istituto sorto nel primo dopo guerra prese il posto della Großherzoglich-Sächsische Kunstschule (Scuola d’arte granducale di Sassonia) la cui sezione della Scuola di artigianato artistico (nucleo del futuro Bauhaus) fu fondata e diretta dal 1907 e sino al 1914 da Henry van de Velde. De Velde fu un influente architetto e artista di origine belga che si occupò anche della progettazione dello stabile dell’istituto scolastico edificato tra il 1904 e il 1911 e tutt’oggi impiegato per i corsi universitari della Bauhaus-Universität nuovamente attiva dal 1996. Fu proprio De Velde a suggerire Gropius, al tempo giovane e promettente architetto, come suo successore…

Mentre aspettiamo l’inaugurazione del nuovo museo dedicato all’esperienza del Bauhaus di Weimar (accadrà nel 2019 in occasione del centenario della fondazione della scuola), possiamo raggiungere il complesso che ospitò la scuola dal 1919 al 1925 anno in cui il Bauhaus venne trasferito a Deassu perché divenuto indesiderato dal nuovo governo della città. Il prestigioso istituto sorto nel primo dopo guerra prese il posto della Großherzoglich-Sächsische Kunstschule (Scuola d’arte granducale di Sassonia) la cui sezione della Scuola di artigianato artistico (nucleo del futuro Bauhaus) fu fondata e diretta dal 1907 e sino al 1914 da Henry van de Velde. De Velde fu un influente architetto e artista di origine belga che si occupò anche della progettazione dello stabile dell’istituto scolastico edificato tra il 1904 e il 1911 e tutt’oggi impiegato per i corsi universitari della Bauhaus-Universität nuovamente attiva dal 1996. Fu proprio De Velde a suggerire Gropius, al tempo giovane e promettente architetto, come suo successore…visitare bauhaus a weimar

Interno del complesso della Bauhaus-Universität (CC, qfwfq78)

La storica sede del Bauhaus è in stile Jugenstil e vi potrete accedere per una breve passeggiata nei suoi corridoi insieme ai giovani studenti di design e architettura. Per entrare più direttamente a contatto con l’opera del Bauhaus, tuttavia, vi suggeriamo due mete di straordinario interesse e dalle innumerevoli implicazioni. La prima è la abitazione prototipo (o manifesto) denominata Haus am Horn (la Casa sul Corno) che si trova ai margini del Park am der Ilm a poca distanza dalla residenza estiva di Goethe. Costruita in occasione della mostra del Bauhaus di Weimar del 1923, fu progettata da Georg Muche, pittore e insegnante al Bauhaus. Non vi descriverò le molte novità progettuali e concettuali dell’edificio, ma vi invito a visitarlo facendo attenzione alle notevoli e avanguardiste soluzioni adottate.
L’obiettivo della costruzione della casa era il massimo comfort con la massima economia grazie all’applicazione della migliore artigianalità e la migliore distribuzione degli spazi come forma, dimensione e articolazione
Walter Gropius

La storica sede del Bauhaus è in stile Jugenstil e vi potrete accedere per una breve passeggiata nei suoi corridoi insieme ai giovani studenti di design e architettura. Per entrare più direttamente a contatto con l’opera del Bauhaus, tuttavia, vi suggeriamo due mete di straordinario interesse e dalle innumerevoli implicazioni. La prima è la abitazione prototipo (o manifesto) denominata Haus am Horn (la Casa sul Corno) che si trova ai margini del Park am der Ilm a poca distanza dalla residenza estiva di Goethe. Costruita in occasione della mostra del Bauhaus di Weimar del 1923, fu progettata da Georg Muche, pittore e insegnante al Bauhaus. Non vi descriverò le molte novità progettuali e concettuali dell’edificio, ma vi invito a visitarlo facendo attenzione alle notevoli e avanguardiste soluzioni adottate.

L’obiettivo della costruzione della casa era il massimo comfort con la massima economia grazie all’applicazione della migliore artigianalità e la migliore distribuzione degli spazi come forma, dimensione e articolazione

Walter Gropius

cosa visitare a weimar in turingia

La seconda opera riconducibile al Bauhaus e più precisamente al lavoro del suo direttore, la troviamo nel Cimitero Storico di Weimar dove eravamo già entrati per conoscere il luogo di sepoltura di Goethe. Si tratta del Monumento ai Caduti di Marzo opera più nota della prima stagione del Bauhaus che vedeva i lavori dei suoi maestri e allievi fortemente ispirati all’Espressionismo. Anche in questo caso mi limiterò a segnalarvi l’importanza del manufatto invitandovi, qualora voleste approfondire, a seguire questo link.
Hotel Elephant
Raggiungiamo la piacevole Marktplatz dove da un lato troviamo il municipio della città e dall’altro l’ufficio turistico che ci assicurerà un ricco bottino di informazioni, brochure e proposte. Al centro della piazza è posta una pregevole fontana monumentale dominata dalla statua di Nettuno con l’immancabile tridente e ai suoi piedi vediamo un putto che “cavalca” allegramente un delfino. Noi, tuttavia, guardiamo a sud e ci soffermiamo davanti l’ingresso dell’Hotel Elephant…

La seconda opera riconducibile al Bauhaus e più precisamente al lavoro del suo direttore, la troviamo nel Cimitero Storico di Weimar dove eravamo già entrati per conoscere il luogo di sepoltura di Goethe. Si tratta del Monumento ai Caduti di Marzo opera più nota della prima stagione del Bauhaus che vedeva i lavori dei suoi maestri e allievi fortemente ispirati all’Espressionismo. Anche in questo caso mi limiterò a segnalarvi l’importanza del manufatto invitandovi, qualora voleste approfondire, a seguire questo link.

Hotel Elephant 

Raggiungiamo la piacevole Marktplatz dove da un lato troviamo il municipio della città e dall’altro l’ufficio turistico che ci assicurerà un ricco bottino di informazioni, brochure e proposte. Al centro della piazza è posta una pregevole fontana monumentale dominata dalla statua di Nettuno con l’immancabile tridente e ai suoi piedi vediamo un putto che “cavalca” allegramente un delfino. Noi, tuttavia, guardiamo a sud e ci soffermiamo davanti l’ingresso dell’Hotel Elephant

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Particolare della facciata dell’hotel Elephant di Weimar
L’albergo deve la sua fama ai molti illustri ospiti che vi soggiornarono e anche alla ripetuta presenza del baffuto dittatore che di frequente visitava la città della Turingia (la raggiunse 35 volte). Durante le sue permanenze, dal balcone che ancora caratterizza la facciata dell’edificio, Adolf Hitler faceva i suoi proclami ai cittadini di Weimar che si radunavano entusiasti riempiendo all’inverosimile la piazza. Tutto ciò accadeva già a partire dal 1932 in una città che mostrò da subito un orientamento apertamente filo nazionalsocialista. Forse per compiacere l’illustre ospite o per semplice adeguamento alle nuove tendenze architettoniche, nei primi anni ’30 l’ingresso e i balconi persero i decori Jugendstil trasformandosi in quelli più seriosi che ancora oggi si possono vedere. Non ci sono dubbi, invece, sulle ragioni dell’aggiunta della Balconata del Führer posizionata sopra l’ingresso principale.
Nello stesso albergo, nei decenni precedenti, soggiornarono, tra gli altri, Johann Sebastian Bach, Wolfgang Goethe, Friedrich Schiller, Franz Liszt e Richard Wagner. Poi gli artisti della Bauhaus, in seguito Adolf Hitler. Dopo la seconda guerra mondiale l’albergo venne chiuso per alcuni anni, ma non prima di aver ospitato l’uomo simbolo della Guerra Patriottica dell’Unione Sovietica contro le armate del Terzo Reich, il generale Georgij Konstantinovič Žukov. Prima ancora vi furono alloggiate le forze di occupazione americane. Si trattava degli stessi uomini che, a poca distanza da Weimar, aprirono le porte al famigerato campo di concentramento di Buchenwald.
Nel maggio del 1955 l’albergo aprì nuovamente e il primo ospite fu Thomas Mann che vi soggiornò in occasione della consegna del premio Schiller. Nello stesso albergo, Mann aveva ambientato il suo romanzo Carlotta a Weimar. Non fu il suo capolavoro, anzi, ma in ogni caso, è in una camera dell’Elephant Hotel che Carlotta, la protagonista, soggiorna e dove sono ambienti gli interminabili monologhi che precedono il suo incontro con Goethe. Cercando informazioni sull’Elephant Hotel, scopro che nessuno ricorda più la ragione del suo esotico nome…

nome…

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Weimar, la fontana con la statua di Nettuno presso Marktplatz
Franz Liszt
Le esecuzioni dal vivo di Franz Liszt erano a tal punto avvincenti che producevano vere e proprie ondate di furore presso il suo pubblico. Quella che fu chiamata lisztomania originò proprio a Weimar dove, nel 1841, per la prima volta, il pianista, direttore e compositore di origini ungheresi si esibì. L’artista trascorse molti anni nella cittadina della Turingia: vi si stabilì dal 1848 al 1861, ma continuò a trascorrervi lunghi soggiorni estivi dal 1869 al 1886, anno della sua morte. Oggi è possibile visitare l’abitazione in cui risiedeva temporaneamente e che si trova anch’essa in prossimità del Park am der Ilm presso Marienstraße al numero 17. Nel parco, inoltre, lo straordinario musicista è ricordato con un ammirato monumento.

 

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Interno della abitazione di Liszt adibita a museo (CC, Hermann Junghans)
Tra le infinite storie che trovarono ambientazione a Weimar, non si può non citare quella che vide il trentacinquenne Richard Wagner ospite di Liszt (suo futuro suocero) durante la sua improvvisa dipartita dalla Sassonia. Accadde in occasione della tumultuosa rivoluzione del 1848, quando Richard si mise convintamente a erigere barricate insieme a Bakunin. Poco prima di essere raggiunto da un mandato d’arresto per le sue iniziative di protesta, il compositore riparò a casa Liszt che in seguito riuscì a farlo espatriare in Svizzera, ma non prima di averlo redarguito…
Basta con la politica e con le chiacchiere socialiste. Occorre rimettersi al lavoro con ardore, il che non sarà difficile, col vulcano che Ella ha nel cervello
Franz Liszt rivolgendosi a Richard Wagner
Gli ostelli di Weimar e il rituale letterario
Per quanti monumenti vedrete e quante abitazioni visiterete nelle loro stanze mantenute intoccate negli antichi arredi non potrete capire Weimar se non sostando in uno dei suoi ostelli e partecipando alla vita che si svolge all’interno delle spartane sale comuni. Proprio in questi luoghi, infatti, potrete osservare viaggiatori provenienti da ogni dove assorti nella lettura e spesso letteralmente affondati dentro sgualcite e zeppe di appunti copie del loro Faust che in ogni lingua rappresenta un vero e proprio mito letterario. Noi abbiamo due volte scelto il centrale Labyrinth hostel complice la presenza di un’ampia terrazza, di una fornita libreria e di un eterogeneo assortimento di solitari lettori che chissà cosa avranno pensato leggendo quanto finì per laconicamente dire il loro Faust…
Ed ho studiato, ahimè, filosofia,
giurisprudenza, nonché medicina:
ed anche, purtroppo, teologia.
Da cima a fondo, con tenace ardore.
Eccomi adesso qui, povero stolto;
e tanto so quanto sapevo prima.
Dal Faust di Johann Wolfgang von Goethe
I molti ostelli ci fanno capire che Weimar è anche la località ideale per le gite delle scolaresche germaniche. Immaginiamo gli studenti alle prese con la complessità dei molti fatti e protagonisti di questa località, li immaginiamo anche un po’ delusi da quanto poco, in realtà, ci sia da vedere e da visitare nella piccola cittadina…
Weimar rossa
Vi porto nuovamente all’interno del Park an der Ilm per scoprire al suo interno un minuto e austero cimitero. Si tratta del cimitero di guerra sovietico Sowjetischer Ehrenfriedhof risalente al 1945 e ancora oggi fonte di qualche malumore. L’idilliaco parco, in prossimità del suo ingresso e a pochi passi dalla abitazione museo di Liszt, è stato, a torto o a ragione, violato nella sua armoniosa composizione con l’inserimento di un cimitero e memoriale dedicato ai combattenti per la liberazione dell’Unione Sovietica dall’aggressore tedesco. Vi sono ospitate le tombe di 640 soldati dell’Armata Rossa morti durante il conflitto o successivamente a causa delle ferite di guerra. La sua presenza ci ricorda che Weimar era nell’area di occupazione della Germania assegnata alla Unione Sovietica (ma la città fu liberata dagli alleati) dove, dal 1949 al 1990 fu stabilita la Repubblica Democratica Tedesca.

 

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Il cimitero di guerra sovietico presso il parco An Der Ilm di Weimar (CC, Adam Lederer)
Nietzsche
Il 25 agosto del 1900 muore a Weimar il filosofo Friedrich Wilhelm Nietzsche. Il celeberrimo filosofo si trasferì nella cittadina della Turingia nel 1897 per raggiungere la sorella Elisabeth Förster che a Weimar, nella sua abitazione, aveva trasferito il Nietzsche-Archiv da lei fondato nel 1894 a Naumburg in Sassonia. L’archivio può essere visitato e si trova tutt’oggi all’interno di villa Silberblick nella Humboldtstrasse al numero 36. Nei primi anni del Novecento venne interamente riallestito l’interno con il contributo dell’architetto Henry Van de Velde che abbiamo già conosciuto come direttore della scuola poi divenuta il Bauhaus.

 

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Il Nietzsche-Archiv di Weimar (CC, SchiDD)
La Repubblica di Weimar
Oltre ai suoi illustri abitanti, Weimar è famosa ovunque perché qui, nel 1919 si raccolse l’assemblea costituente che inaugurò la controversa, ma anche straordinaria esperienza della Repubblica di Weimar. Dopo la Grande Guerra, la sconfitta e nel mentre di una rivoluzione che stava per assumere i tratti di una vera e propria guerra civile, a Weimar, venne sancita la prima democrazia liberale in Germania. Non durò molto, ma ugualmente diventò modello di democrazia parlamentare per l’intera Europa.
Il luogo simbolo dell’evento è il Deutches Nationaltheater, il Teatro Nazionale Tedesco, che troviamo nella Theaterplatz alle spalle del Monumento a Goethe e Schiller. Al suo interno, il 6 febbraio 1919, l’Assemblea nazionale si incontrò per la prima volta. La Costituzione fu adottata a Weimar il 31 luglio 1919, venne completata l’11 agosto e fu proclamata il 14 agosto 1919. All’esterno del teatro una tabella commemorativa ricorda l’evento. La tabella è una riproduzione di quella originale che fu progettata da Walter Gropius e che venne divelta durante gli anni del nazionalsocialismo…
Venne scelta Weimar come sede della costituente poiché a Berlino e in molte altre città della Germania del primo dopo guerra i moti rivoluzionari e le lotte tra le opposte fazioni non avrebbero garantito la sicurezza e l’indipendenza dell’assemblea durante il lavori. Vi fu anche una ragione simbolica volendo idealmente legare l’operato dei costituenti agli ideali umanitari della Weimar classica.
Uscendo da Weimar
Uscendo da Weimar, lungo la strada che porta dalla cittadina alle principali vie di comunicazione si incontra il famigerato campo di concentramento di Buchenwald (ve ne parlerò in un altro post). Una vicinanza che lascia perplessi e che induce a molte considerazioni divenute in alcuni casi anch’esse letteratura…

 

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Presso Weimar (CC, Gerard Stolk)
Durante il percorso, non ci è stato possibile non pensare alle scolaresche teutoniche che vorremmo potessero lasciare Weimar senza doversi confrontare con un passato così complicato da gestire, ma la visita al famigerato luogo di detenzione e di morte è inevitabile perché è proprio lì, in bella mostra, lungo la strada principale…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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