L’agonia Alitalia continua

di paolopolitiblog

Tatiana Santi SPUTNIKNEWS.COM 4 MAGGIO2018

Aereo Alitalia in decollo dall'Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma.

Ad un anno esatto dal commissariamento i dati riguardanti Alitalia non sono per niente positivi: cassa integrazione prolungata, persi 2 milioni di euro al giorno, vengono bruciati così soldi pubblici, denaro dei contribuenti. L’agonia Alitalia continua.

Dopo esattamente 12 mesi la soluzione per salvare Alitalia non è stata trovata, nonostante il prestito ponte di ben 900 milioni concesso dal governo Gentiloni. All’orizzonte si intravedono tre offerte per l’azienda rappresentate da Lufthansa, Easyjet e Wizzair, ma per il momento nulla di concreto, a parte il rinnovo di 6 mesi della cassa integrazione e altre perdite in vista.Non si hanno informazioni su come venga utilizzato il ponte di 900 milioni di euro, ma se l’azienda perde costantemente soldi la restituzione di tale prestito è poco probabile. Quanto è costata e quanto costa tuttora Alitalia al contribuente? Quali scenari futuri attendono l’azienda? Sputnik Italia ne ha parlato con Andrea Giuricin, docente di economia dei trasporti al Cesisp Universita Bicocca.

Andrea Giuricin
© FOTO : FORNITA DA ANDREA GIURICIN
Andrea Giuricin

— Andrea Giuricin, quanto costa Alitalia allo Stato secondo i dati più recenti?— Alitalia sta perdendo circa 2 milioni di euro al giorno, secondo quanto è emerso dai dati comunicati dalla compagnia, dati parziali, perché non ci sono bilanci ufficiali. Nel primo trimestre del 2018 la compagnia ha perso almeno 180 milioni di euro. Se andiamo a considerare tutto il periodo commissariale, cioè dal 2 maggio al 31 marzo la compagnia ha perso fra i 370 e i 400 milioni di euro. Stiamo parlando di una cifra considerevole in 11 mesi, la situazione è preoccupante, perché ad oggi la compagnia è mantenuta in vita grazie ai soldi pubblici, grazie ai soldi dei contribuenti che hanno emesso il prestito ponte da 900 milioni di euro.

— A proposito del prestito, i 900 milioni di euro concessi dal governo Gentiloni sono stati usati? Come?

Alitalia
© SPUTNIK . NATALIA SELIVERSTOVA

— Il governo continua a dire che i soldi non sono stati toccati, dipende da come si considerano questi soldi. Ad oggi non sono stati toccati perché nel mondo aereo prima si incassano i soldi, poi si pagano i fornitori. La cosa importante è capire se la compagnia sta o meno bruciando soldi. Il prestito alla fine dovrà essere ridato e se la compagnia ha delle perdite, chiaramente, il prestito non potrà essere restituito completamente. Se la compagnia ha una perdita di circa 400 milioni di euro, questa somma molto probabilmente non verrà ridata al contribuente.— L’aspetto più grave evidentemente è che a pagare la crisi dell’azienda sono proprio i contribuenti, no?

— Sì, è proprio il contribuente che sta pagando i 2 milioni di euro al giorno, questo è il fattore più preoccupante, perché sono soldi pubblici che vengono utilizzati per la compagnia. L’azienda nel frattempo continua a perdere soldi. La soluzione necessaria non è stata trovata in questi 12 mesi, è passato un anno esatto dal commissariamento.

— Quali scenari futuri attendono l’Alitalia a suo avviso? L’azienda verrà comprata?

— È una scelta estremamente politica, è difficile sapere in questo momento quale soluzione verrà presa, rimane ormai una partita politica. Il tutto dipenderà molto dal governo che arriverà. Con una compagnia così debole il potere contrattuale nella vendita da parte del governo è inferiore. Ho sempre detto nel corso dei mesi che bisogna fare in fretta, perché più passa il tempo più la compagnia perde soldi. Si sono persi 400 milioni di euro, evidentemente sarebbe stato meglio passare velocemente alla vendita dell’azienda l’estate scorsa, quando la compagnia perdeva ancora pochi soldi.— Possiamo dire che la vicenda Alitalia è un sintomo di come stanno andando le cose nella gestione delle grandi aziende del Paese?

— Sì, l’abbiamo visto in Alitalia così come in Atac, quindi le mie critiche non vanno contro il governo. Il problema non è essere anti-italiani, ma di come si gestiscono le aziende: Atac così come Alitalia sprecano soldi pubblici. Ci vorrebbe una gestione più efficiente, con meno interventismo, per cercare di migliorare la situazione e per smettere di “bruciare” le risorse del contribuente.

Questo interventismo di Stato e spreco di risorse pubbliche non fa bene al Paese che ha già uno dei debiti più elevati al mondo.

Da esperto dei trasporti e docente all’università, è mio compito evidenziare se c’è uno spreco di risorse. Non è questione di essere anti-italiani, ma di non volere utilizzare male i soldi dei contribuenti.

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