Gabriele Volpi Story. Chi si cela dietro al probabile futuro patron della Sampdoria

9 settembre 2015 matteopedrosi.blogspot.it

Gennaio 2015. L’imprenditore italo-nigeriano Gabriele Volpi viene intervistato dal Fatto Quotidiano in seguito alle continue voci che lo vorrebbero molto vicino allaSampdoria. Ecco alcuni passaggi di quell’intervista:

Corre voce che lei stia già aiutando Ferrero, in termini di esposizione economica. Conferma? Smentisco. A Ferrero ho parlato una sola volta, quando mi ha chiamato per chiedermi notizie di un calciatore del Rijeka. Ferrero è riuscito a portare a casa Eto’o. Se la cava benissimo da solo.Se non è lei, c’è qualcun altro dietro Ferrero? Nessuno, credo. Restiamo ai fatti. Ferrero ha dato un’organizzazione forte alla società. Perché dovrebbe avere qualcuno alle spalle?Il Senato americano indagando sulla corruzione in Africa si è occupato del vicepresidente della Nigeria (dal 2000 al 2007) Abubakar. Non è suo socio in affari? Sì, mio e del mio amico Gianangelo Perrucci. Abubakar ha speso oltre 200 milioni di dollari per fondare l’Università della Nigeria. Ce ne fossero di persone come lui…”

E fin qui nulla da eccepire, almeno all’apparenza. Ma in tanti si chiedono “Chi è Gabriele Volpi?” e perchè farebbe notizia il suo “ingresso” nella Sampdoria. Per cui facciamo ordine e partiamo da lontano.
Da un altro articolo del Fatto Quotidiano:

Volpi comincia come operaio nelle Industrie Meccaniche Liguri. Gioca a pallanuoto, incrocia i calciatori della Sampdoria, ne diventa super tifoso. Poi gli anni a Lodi, dove diventa amico di Gianpiero Fiorani, il Furbetto del quartierino. Infine la Nigeria. Fornisce servizi alle multinazionali del petrolio. Accumula una fortuna colossale.

La Nigeria. Ah sì, la storia della Nigeria non mi era nuova. Eccovi un articolo del 2012 tratto dal Sole 24 Ore:

Volpi è l’italiano più ricco d’Africa. O se si preferisce, essendo luiuno dei pochi europei ad avere ottenuto la cittadinanza locale, il nigeriano più facoltoso d’Italia….L’attività di Gabriele Volpi in Nigeria inizia nella seconda metà degli anni 70. Poi, nel 1981 entra nel settore della logistica petrolifera, avvicinandosi – parole sue – «al mondo nigeriano e alle sue autorità». Nell’intervista al settimanale economico Il Mondoha spiegato di essersi “adoperato” per avere concessioni per svolgere attività di supporto alle perforazioni petrolifere offshore(a 3mila metri dalla costa). E di averle ottenute. Da qui il successo della sua Intels, che «è decollata in virtù di quell’intuizione fortunata. Oltre che, ovviamente, della nostra capacità di svilupparla». Insomma intuizione, fortuna e capacità. Questi, a suo dire, i tre ingredienti del successo da lui ottenuto. Come nella più classica storia dell’uomo fattosi da sé. Il Sole 24 Ore ne aggiungerebbe però un quarto. Che ha un nome e un cognome: Atiku Abubakar. Parliamo dell’ex vicedirettore generale del servizio doganale nigeriano divenuto poi vice-presidente e uno degli uomini più ricchi e potenti del Paese.

Atiku Abubakar

A rompere le uova nel paniere di Volpi e Abubakar, però, ci pensa la Psi, una commissione di inchiesta del Senato Usa, che da un pò di tempo sta investigando sul “fenomeno della corruzione della leadership politica nigeriana”. Ed è proprio la Psi a ricostruire la carriera di Abubakar nel documento intitolato: “Tenere la corruzione fuori dagli Stati Uniti”

«Negli anni 80, Atiku Abubakar è entrato in società con Gabriele Volpi attraverso una società creata per fornire servizi di supporto portuale all’industria del petrolio e del gas.Il nome originale della società era Nigeria Container Services, o Nicotes (…). Il signor Volpi ha spiegato al Psi di aver costituito questa azienda di logistica petrolifera nei primi anni 80 e di aver invitato Abubakar a esserne consigliere e azionista nel 1989». Guarda caso, il 1989 è proprio l’anno in cui Abubakar aveva deciso di lasciare le dogane. Ma la biografia “ufficiale e autorizzata” dell’ex vicepresidente nigeriano offre una cronologia diversa e dice che ha costituito Nicotes tempo prima, quando era ancora dirigente delle dogane. Nel 1999, una volta eletto alla vicepresidenza del Paese, Abubakar fa una mossa di grande valore etico: conferisce la sua partecipazione in Nicotes – che nel frattempo era stata ribattezzata Intels – a un blind trust. La commissione d’inchiesta Usa ha però appurato che anziché scegliere un trust indipendente, opta per una fiduciaria panamense, la Orlean Invest Holding, che lo stesso Volpi ha ammesso di controllare. Alcuni anni dopo, Orlean viene sostituita da un altro trust, Guernsey Trust Company, società di facciata nigeriana creata un giorno prima del conferimento dei beni di Abubakar. E chi è uno dei tre trustee di Guernsey? Che domande! Mister Volpi, naturalmente. Nel corso degli ultimi tre decenni, con l’industria petrolifera nigeriana che letteralmente esplode, Intels si afferma come leader nei servizi di supporto logisticolavorando in regime di quasi monopolio con tutte le grandi multinazionali del greggio. Dalle americane Exxon/Mobil e Texaco, alle europee Total, Shell ed Eni. Per avere un’idea del suo giro d’affari basti sapere che in una deposizione al Psi, Exxon/Mobil ha dichiarato che solo tra il 2006 e il 2008 ha pagato a Intels oltre 245 milioni di dollari. Insomma, chi vuole gestire le enormi e ricchissime piattaforme offshore nigeriane non ha scelta: deve ricorrere a Intels per i suoi serviziIn un Paese quale la Nigeria, difficile non avere il sospetto che quel regime di monopolio in un’attività di supporto all’estrazione di petrolio o gas non sia stato ideato da Abubakar come una sorta di pedaggio per le multinazionali. Sospetto genericamente fondato sulla reputazione dei politici nigeriani? No, perché Abubakar non sembra estraneo a quel gioco. In America la commissione d’inchiesta e la Security Exchange Commission, equivalente della nostra Consob, hanno appurato che «circa 2,8 milioni di dollari in tangenti pagate dalla multinazionale Siemens sono stati convogliati su un conto bancario in Maryland intestato a Jennifer Douglas», moglie di Abubakar. Più specificatamente il Psi ha individuato tre bonifici fatti da Siemens nel 2001 e 2002 su un conto personale tenuto dalla signora Douglas presso la Citibank. Da parte sua, Siemens ha confermato di aver effettuato quei versamenti e di aver anche fatto pagamenti in contanti alla signora per oltre 2 milioni di dollari.

Volpi viene definito dagli statunitensi come “amico fidato e socio di Abubakar”. Secondo la Psi alcune società riferibili a Volpi e ai suoi familiari hanno trasferito in America 37 milioni di dollari su conti della moglie del leader africano e dell’università da lui fondata. L’imprenditore è stato sentito dal Senato: “Ha risposto – annota il dossier – che i milioni alla moglie di Abubakar sono legati agli interessi legittimi nelle società e a una linea di credito con il blind trust” del politico africano.

Ma veniamo ai giorni nostri…
29 Agosto 2015. Ristorante “Da O Vittorio” a Recco. A cena allo stesso tavolo: Gabriele VolpiFlavio BriatoreGiovanni Toti(presidente della Regionale Liguria), Giovanni Grazzini (presidente dello Spezia calcio). Con loro ci sono, oltre ai gemelli Bisso (proprietari del ristorante) anche, a sorpresa, il giornalista Ivan Zazzaroni, vedi foto seguente:

8 Settembre 2015. In occasione della presentazione della Pro Recco, squadra di pallanuoto di cui è il patron, Volpi, per la prima volta, apre all’ipotesi Sampdoria: “Mai dire mai, esiste un 10% di possibilità, ma non voglio illudere nessuno. Stiamo facendo molto: dall’ingresso in Carige agli investimenti immobiliari nel Tigullio, fino ai vari impegni con le società sportive. In futuro mai dire mai, potremmo occuparci di qualcos’altro”.

Cosa intende fare Volpi? Pian piano sta cercando di reinvestire le fortune accumulate all’estero:

  • Nel 2000 ha acquistato la Pro Recco (pallanuoto)
  • Nel 2008 è diventato il proprietario dello Spezia calcio (dove siedono figure come Andrea Corradino, vicine all’onorevole Luigi Grillo, ex Pdl, arrestato lo scorso anno – come riportato dalFatto Quotidiano)
  • Nel 2012 acquista il Rijeka (club calcistico croato).
  • Da qualche anno, un trust di diritto inglese, in cui Volpi ha conferito una bella fetta del suo patrimonio è proprietario di “Santa Benessere & Social”, società che ha un ambizioso progetto di sviluppo del porto turistico di una delle perle della costa ligure, Santa Margherita.
  • 2015: insieme ad un socio, vorrebbe fare una mega-piscina per la pallanuoto, un locale supervip nella Villa Porticciolo, parcheggi e infrastrutture. Chi è il socio? Flavio Briatore. Lo stesso Briatore che da qualche tempo incrocia spesso Massimo Ferrero. Sì, quel Ferrero lì.

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