Il doppio crimine contro l’umanità dell’Italia di Salvini e Minniti e della Francia di Macron e Collomb

Come raccontano diversi media nelle ultime settimane tra Italia e Francia gli insulti si sono moltiplicati: ” l’Italia che chiude i porti è irresponsabile e cinica”, dice Macron e i suoi; “Francia arrogante e ipocrita” risponde Salvini, che aggiunge: “Se Orban è cattivo, Macron lo è 15 volte di più”.

Ma le poste in gioco reali dietro questo litigio verbale pseudo-diplomatico sono pesanti. Già alcuni media italiani, ma non i francesi, ne hanno parlato: si tratta degli interessi economici in competizione che non riguardano solo il business petrolifero, ma anche i cantieri di Saint-Nazaire e altri affari più importanti; petrolio e uranio in Niger, gas a Fezzan, oro e petrolio in Libia, cobalto, manganese, litio e rare terre preziose nel Sahel. E va ricordato che è dalla guerra contro la Libia di Gheddafi che l’Italia è in guerra (sotterranea) contro la Francia, accusata di voler dominare l’ex colonia italiana oggi mezza neo-colonia pagando il pizzo alle bande criminali.

Gli sfortunati paesi teatro di questa ennesima competizione italo-francese (che c’è in particolare dall’inizio del colonialismo) sono quelli di origine e di transito dei migranti che i Salvini e un po’ tutti i media fanno apparire come la causa della nuova “grande crisi europea”.

In Libia, la competizione tra Total ed Eni dura da lungo tempo e quando Minniti ha dato 10 milioni di dollari alla banda libica in cambio del lavoro sporco di sbarazzarsi dei migranti che tentano di venire in Italia, fu noto che in realtà prima di tutto si trattava del prezzo da pagare per evitare gli attacchi di questa banda e altri contro le strutture Eni e il furto di petrolio. Quindi non è un caso che il parvenu della politica Salvini sia stato costretto a fare la sua prima visita in Libia per promettere al capo del governo libico Fayez al-Sarraj di rispettare il patto di questi con Minniti offrendo anche di più … il che ha indotto i libici ad alzare ancora il prezzo (mister Salvini non sembra dotato per le negoziazioni tranne che con i pivelli del M5S dove però c’era il furbastro Giorgetti). E il neo-capo sbirro d’Italia s’è anche premurato di dire: “In Libia ci sono centri d’avanguardia, è necessario rimuovere la retorica della tortura” e ancora: “Siamo l’unico paese che ha riaperto l’ambasciata in Libia, ripristineremo presto voli diretti tra l’Italia e la Libia … e forniremo subito 12 motovedette, gommoni, attrezzature militari … per combattere l’immigrazione clandestina.

Secondo F. Pierantozzi (Il Messaggero), nel 2018, l’Eni stima di raggiungere una produzione giornaliera di circa 320 mila barili di petrolio. Nel 2017, la produzione totale francese è stata di 31.500 barili al giorno. Sebbene a marzo Total abbia acquistato Marathon Oil Libya, che a sua volta detiene il 16,33% delle concessioni di Waha del valore di  450 milioni di $, la produzione francese non supererà i 100.000 barili.

Macron sembra in ritardo rispetto alle intenzioni di ENI. In effetti, il gruppo italiano sta già guardando altrove. A marzo l’amministratore delegato di ENI, Descalzi, ha annunciato che l’Eni ridurrà la produzione di petrolio in Libia a 200 mila barili al giorno nel 2021. In cambio, gli italiani guardano all’Algeria, futuro possibile campo di battaglia e Descalzi ha recentemente firmato accordi con Sonatrach, la compagnia statale algerina, in particolare per “l’esplorazione nel bacino di Berkine”. C’è poi il conflitto fra Endesa (Enel) e Gdf-Suez. E si scopre oggi che l’Eni abbia scoperto il più grande giacimento di gas del Mediterraneo in acque territoriali egiziane. E ancora c’è il progetto di autostrada che Berlusconi aveva promesso Gheddafi come pagamento del debito del colonialismo, un miliardo di euro per i cantieri Salini e Impregilo. A tutto ciò si aggiunge il gasdotto Green Stream. Tutte le aree di disputa italo-francese si estendono anche al territorio del Sahel, dove la Francia è presente militarmente dal 2013 (in Mali, Mauritania, Niger, Burkina Faso e Ciad). Per il momento, l’Italia è stata esclusa dal dispositivo militare a Niamey, dove sono stazionati solo circa 40 soldati italiani che per ora non fanno nulla. Il governo Gentiloni aveva giustificato questa missione come enorme opportunità per la nostra economia, ma la Francia punta in particolare ai giacimenti di uranio oltre che in Congo anche in Niger (in particolare la miniera di Arlit), dove Areva (la società che gestisce tutte le centrali nucleari francesi) estrae il 30% dell’uranio utilizzato in tali centrali. La presidente di Areva, M.me Lauvergeon, in un documentario impressionante afferma con nonchalance che Areva è in grado di garantire altre 250 centrali nucleari (Asadho/Katanga, 2009– questa signora fu scelta dal fu Mitterand che fra altri crimini si dedicò anche allo sviluppo del traffico di armamenti in Africa).

Ecco quindi quali sono le vere poste in gioco nascoste dietro la guerra alle migrazioni che Salvini sta sfruttando per aumentare un consenso a buon mercato innanzitutto perché non vi è alcuna opposizione parlamentare che denuncia questi affari sporchi e quindi la distrazione di massa sulla pelle dei migranti. In continuità e anche sviluppando questi affari neo-coloniali –compreso il commercio e traffico di armi tramite intermediari anche mafiosi- il PD s’è impegnato a fondo evitando di agitare troppo la “minaccia migratoria”, mentre Salvini gioca all’alzo zero come una sorta di ducetto trumpiano razzista e nazionalista. In altre parole nessuno sembra avere interesse ad accusare l’altro di ciò che entrambi intendono perseguire, cioè un doppio crimine contro l’umanità.

Oltre alla condanna a morte dei migranti appunto in virtù del proibizionismo criminale delle migrazioni, si perpetua il crimine contro l’umanità alimentando le attività estrattive di minerali tossici che sono la causa della maggior parte dei disastri sanitari e ambientali.

di Salvatore Palidda (Sociologo UNIGE)

Vedi anche:

https://blogs.mediapart.fr/salvatore-palidda/blog/270618/les-affaires-italiennes-et-francaises-derriere-la-guerre-aux-migrants

https://blogs.mediapart.fr/salvatore-palidda/blog/060618/la-derive-fasciste-raciste-sexiste-gagne-en-italie-jusqu-quand-0

https://blogs.mediapart.fr/salvatore-palidda/blog/150618/le-rapide-demasquement-des-affaires-m5s-ligue-ou-l-escroquerie-du-grand-changement

 

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