i meccanicismi al potere: gli apprendisti stregoni e il diluvio dopo di loro

di bortocal15

vi e` una connessione evidente fra la visione meccanicistica dell’economia introdotta in Inghilterra nel Settecento, cioe`, per dirla in volgare, con la nascita del capitalismo, e la concezione del mondo altrettanto meccanicistica di Newton, in poche parole con la nascita della scienza moderna.

entrambe hanno profondamente distorto l’immagine del mondo e della societa` umana, concependoli come un meccanismo sul quale agire esercitando la forza.

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vi e` qualcosa di tipicamente e grettamente anglosassone in questa visione, che e` tipicamente la proiezione arrogante di un popolo di affaristi insensibili e di colonizzatori che saccheggiavano il mondo, teorizzando la provvidenziale bonta` del loro egoismo.

non che la cultura inglese sia stata tutta cosi`; basterebbe pensare alla straordinaria figura di John, o Giovanni, Florio, nato a Londra da un esule italiano per sfuggire alle persecusione religiose del periodo; sia stato lui, appunto John, oppure no, autore o almeno co-autore dell’impresa culturale messa in scena sotto il nome di Shakespeare, secondo le controverse ipotesi di cui si discute intensamente negli ultimi anni; e non soltanto il suo editore, come certamente fu.

comunque il ricco umanesimo inglese del Cinquecento e Seicento fu sconfitto politicamente e le due rivoluzioni avvenute nel paese nel corso del Seicento diedero alla fine la prevalenza a questa classe di mercanti e alla sua visione del mondo, della societa` e della politica.

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una visione che si e` rivelata efficace, almeno nel medio periodo, e dunque e` diventata egemone nel mondo attuale, con una sola vistosa eccezione, a livello planetario, rappresentata oggi dall’integralismo religioso islamico, dove non diventa una semplice copertura formale della stessa linea sostanziale di pensiero.

ma non e` possibile criticare il capitalismo se si conserva una visione meccanicistica del mondo; e questo e` l’errore filosofico capitale compiuto da Lenin, che rifiuto` di accettare la crisi dello scientismo newtoniano che si era aperta gia` ai suoi tempi, e concepi` la nascita del comunismo come la prosecuzione del metodo capitalistico dell’uso della forza, in questo caso quello della lotta di classe e quella piu` concretamente realizzata dal partito.

e non e` neppure possibile superare questa forma di pensiero fino a che essa risulta praticamente vincente e in grado di rispondere, almeno apprentemente, ai problemi stessi che crea.

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il tecno-capitalismo meccanicistico contrasta tuttavia ormai con i risultati stessi della ricerca scientifca e con la nuova visione probabilistica del mondo a cui approda la fisica quantistica, riettendo al centro dell’universo il soggetto.

a livello economico e` diventato la parodia di se stesso nella nevrosi ossessiva del monetarismo come strumento per dirigere dall’alto le dinamiche sociali e nel culto del debito che deve sostenere il paradigma della crescita infinita.

la contraddizione pare evidentemente insanabile e il collasso prossimo.

gli apprendisti stregoni del disastro climatico provocato da questa folle corsa al profitto continuamente crescente continuano a ripetere che la situazione e` sotto controllo e che tutto va bene.

invocano ogni giorno una ulteriore crescita, del PIL, parola senza senso, coe senza senso e` la garanzia che questa formuletta magica dovrebbe darci sul futuro.

in realta` sanno benissimo che non e` vero: stanno comunque rinunciando a provare a salvarsi e a salvarci.

il loro orizzonte si chiude oramai al cerchio ristretto di pochi anni a venire e hanno deciso che il pianeta non e` salvabile, pertanto si costruiscono gli ultii scapoli di benessere per l’oggi e si preparano al tramonto stesso dell’umanita, dal quale sperano di ricavare i loro ultimi profitti.

non esiste per loro possibilita` alcuna che vada in crisi il loro meccanicismo: sono diventati la storia stessa dell’umanita` ed e` l’umanita` stessa che deve perire con loro.

 

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l’esito finale sara` tanto piu` tragico, quanto piu` rinviato.

la soluzione provvisoria di una contraddizione continuamente ripetuta con diversi espedienti successivi pone le premesse per la creazione di nuovi problemi ancora piu` gravi.

ma l’orizzonte mentale umano e` limitato ed e` difficile parlare del diluvio dopo di noi, quando appare ancora un’ipotesi, per quanto di giorno in giorno piu` fondata.

basilica-di-san-marco-noe-diluvio-universale

1 Comment

  1. Ecco mi pare un argomento interessante e per come conosco le umane vicende storiche aggiungerei alcuni “dettagli”: la nascita come dice l’amico Bortocal del capitalismo e della scienza che più o meno hanno inizi vicini va anche se per sommi capi resa fruibile e chiara . Nel ‘700 il mercantilismo delle grandi potenze che è sempre stato molto violento ha comportato azioni legate a questo sviluppo che se da una parte per esempio hanno trasformato un pò i mezzi navali di trasporto intercontinentali hanno anche significato la violenta organizzazione di forze armate a difesa . Non Solo . Dagli inglesi ai francesi, agli spagnoli e via via la colonizzazione di altri stati indifesi e la loro predazione di materie prime e schiavi è stato un fiorire di iniziative mai abbastanza studiate. Mentre alle 5 del pomeriggio si beveva te nei salotti sicuri facevano accordi con pirati e masnadieri dove non avevano la forza per sfidare apertamente nemici affinché si scatenassero. L’evoluzione industriale con l’uso della tecnica non ha mai smesso di usare la forza, la violenza e siamo ad oggi, in cui oltre allo stesso metro c’è la variante comunicazione . Comunicazione ipocrita che seppellisce ogni verità concreta nell’ipocrisia “culturalmente predisposta da chi di dovere ” . Un pò è avvenuto anche nello sviluppo tecnico e conoscitivo, dove chi aveva la proprietà dei mezzi decideva anche forme di distribuzione indotta ovviamente in modo parziale. Mai avanzamento del grado della tecnica è servito a dare servizio di massa se non finalizzato alla ricchezza privata e oggi tecnologia moderna è più che mai devastazione sociale di fatto e non credo serva aggiungere molto .
    Quindi certamente hanno radici legate a doppio filo progressione capitalistica, poi finanziaria e miglioramento tecnologico, cultura tecnica . Da vecchio marxista non amo l’ideologia delle definizioni, ma se c’è una cosa che mi ha aiutato a capire il mondo formandomi una idea autonoma della socialità che vorrei, è proprio passando per questa “cruna d’ago” che non è utile per tutto, ma per i fondamenti della critica sociale certamente.

    Mi piace

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