chi era davvero Marchionne

di bortocal15

un coro ben diretto di fake news di regime ci presenta l’appena defunto Sergio Marchionne, l’ex amministratore delegato della Fiat Chysler Automobiles, come un eroe di chissa` quale nuova razza padrona e quasi quasi come il prototipo di un nuovo tipo di italiano.

e` cosi` stucchevole l’odore di questo servilismo pieno di peli sulla lingua, che credo valga la pena di ricordare qualche fatto.

giusto per provare a tirarsi fuori dal culto ipocrita tutto italiano e cattolico per il potere in qualunque modo raggiunto.

. . .

dopo di che, sia chiaro che Marchionne non era affatto un’eccezione nel suo campo…

e tuttavia la sensazione mia e` che Marchionne e i suoi metodi avessero oramai fatto il loro tempo, per quanto sto per dire su fatti rimasti ben poco noti in Italia, dove del resto la grande informazione “democratica” realtà legata a lui, e quella di destra comunque amica, per ovvi motivi.

la sua uscita di scena era comunque prevista per l’inizio dell’anno prossimo e la sua morte anticipa visivamente la fine di un’epoca che era gia` scritta.

. . .

nel luglio 2017 una Corte Distrettuale statunitense ha incriminato alcuni funzionari della FCA per  la corruzione di alcuni funzionari del sindacato, avvenuta utilizzando per oltre 4.5 milioni di dollari i fondi destinati ai centri di formazione sindacale UAW, per legge finanziati dalle società automobilistiche statunitensi.

Jerome Durden, funzionario di rango minore, subito licenziato,  si e` ​dichiarato colpevole ad agosto.

a gennaio di quest’anno Alphons Iacobelli, gia` vicepresidente dei rapporti con i dipendenti in Fiat Chrysler, andato in pensione nel 2015, ha confermato di aver versato almeno 1.5 milioni di dollari ai funzionari del sindacato della United Auto Workers e di avere sottoscritto una falsa dichiarazione dei redditi che vedeva la mancata segnalazione di diverse centinaia di migliaia dollari di reddito sottratti al gruppo automobilistico italo-americano a questi scopi.

e tuttavia, aldila` delle pronte ammissioni di colpa dei singoli (che del resto fanno parte, direi, del loro contratto di lavoro non scritto), la corte aveva messo sotto indagine l’azienda guidata da Sergio Marchionne nel suo insieme, e questa era stata accusata di cospirazione.

un colpo molto duro che indicava a Marchionne comunque la strada obbligata di un’uscita di scena.

. . .

amore per la verita` fa aggiungere subito che Sergio Marchionne dichiaro` che quanto accaduto non era assolutamente noto ai responsabili del suo gruppo (non ha detto: a lui stesso) e che il comportamento degli ex dirigenti non ha avuto nulla a che fare con il processo di contrattazione; e questo e` bastato per farlo restare fuori dall’inchiesta.

chi vuole ci creda pure; ma in questo caso bisognera` almeno ammettere che Marchionne era un incapace se poteva farsi rubare sotto il naso somme simili da uno dei suoi principali collaboratori, senza accorgersene, e per “ungere” il sindacato senza che lui ne sapesse assolutamente nulla.

se invece qualcuno vorra` osservare che cose simili con i sindacati avvenivano anche in Italia nelle aziende dirette da lui, potra` formarsi un’altra opinione, che restera` comunque non dimostrata.

. . .

qui il giudizio del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi:

«Marchionne versa in condizioni molto gravi, i giornali esaltano le sue capacità di leader e di innovatore. Ma, nel rispetto della persona, non si deve dimenticare la residenza in Svizzera per pagare meno tasse, il Progetto Italia subito negato, il baricentro aziendale che si sposta in Usa, la sede legale di Fca in Olanda e quella fiscale a Londra. Infine, un certo autoritarismo in fabbrica per piegare lavoratori e sindacati; e gli occupati che sono passati dai 120.000 del 2000 ai 29.000 di oggi.
Marchionne era un manager capace, soprattutto per gli azionisti, ma certo poco o per niente attento alla storia e agli interessi industriali del Paese, il quale, d’ altra parte, ha avuto una politica debole, priva di strategie industriali, che sostanzialmente ha lasciato fare».

ma Rossi dimentica di dire che con Renzi al governo c’e` stato qualcosa di piu` che un lasciar fare a Marchionne quel che voleva, c’e` stato piuttosto un far fare al governo quel che voleva Marchionne.

quindi la morte di Marchionne e` anche la morte del metodo Renzi nel Partito Democratico, si spera, anche se c’e` sempre qualche Calenda fra i piedi a tenere viva la bandiera del servilismo verso i poteri forti.

. . .

ma ecco anche il commento, abbastanza incredibile, di Franco Bechis, il grande commentatore di destra:

Fiat e i suoi manager hanno vissuto altre ere, più che complicate, e scontri epici e di durezza assai più evidente. Forse qualche regalino, qualche concessione sottobanco non tanto ai lavoratori quanto a chi li rappresentava li ha resi più umani di quel accade ora.

. . .

metto in appendice un articolo di Repubblica Economia di un anno fa esatto che ricostruisce i dettagli della vicenda.

aggiungo i link ai diversi articoli che negli anni questo blog ha dedicato a Marchionne:

https://bortocal.wordpress.com/?s=Marchionne&submit=Cerca

https://corpus15.wordpress.com/?s=Marchionne

anche a limitarsi ai post dove il suo nome compare nel titolo, ci sarebbe materiale per una piccola pubblicazione.

. . .

NEW YORK – Una Ferrari 458 Spider da 350mila dollari, due penne Montblanc d’oro per un totale di 71.400 dollari, ma anche anche una piscina da 96mila dollari e una cucina nuova per la sua casa in Michigan e infine (ma non solo) l’estinzione immediata di un mutuo da oltre 260mila dollari acceso dalla moglie di un leader sindacalista.
Alphons Iacobelli, 57 anni, origini italiane, non era un poveraccio. Fino al 2015, quando è andato in pensione, è stato per anni il capo delle relazioni sindacali e dei rapporti coi dipendenti di Fiat Chrysler a Detroit, negli Stati Uniti. Ma il lauto stipendio, probabilmente, non gli bastava.
Perché adesso le autorità federali americane stanno indagando su un torbido giro di affari e denaro in cui, oltre a Iacobelli, sono pesantementi coinvolti nientemeno che l’ex capo negoziatore del maggiore sindacato degli operai, General Holyfield, e sua moglie Monica Morgan. Entrambi, secondo gli inquirenti, in combutta col rappresentante dell’azienda cui invece dovevano in teoria strappare condizioni migliori per i lavoratori.
Holyfield nel frattempo è morto, ma il caso resta contro Iacobelli e Morgan. L’accusa per i due è quella di aver prosciugato milioni di dollari da fondi per la formazione del National Training Center di Detroit, supervisionato proprio dal sindacato del marito di Morgan, United Automobile Workers, nonché fondato e finanziato dalla stessa Chrysler con somme fino a 31 milioni all’anno.
Secondo i magistrati, il gioco era semplice: i primi contatti ci sono già nel 2009, ma nel 2012 Holyfield apre una no profit, la fondazione “Leave the Light on”, “lascia la luce accesa”. Che difatti a ogni ora ingoia tutti i fondi, 1,2 milioni di euro, che Iacobelli con il suo complice Jerome Durden, contabile della Fiat Chrysler e guardacaso anche tesoriere della fondazione, versano a Holyfield. Sempre nel 2012, il centro di formazione comincia a pagare il conto dell’American express di Iacobelli. Milioni di dollari usati per la bella vita e ogni tipo di lusso sua e di Holyfield, compreso il leasing di un aereo privato.
Secondo i procuratori di Detroit, la pesante complicità tra l’ex dirigente Chrysler e gli Holyfield sarebbe nata durante alcune trattative sindacali. E i lauti bonifici che il capo negoziatore dei lavoratori avrebbe ricevuto sarebbero legati all’intenzione di Iacobelli di piegare, e dunque comprare, Holyfield su alcune questioni legate alle trattative per i lavoratori.
Il gioco è durato fino a quando la Union Automobile Workers, nell’ottobre 2013, si insospettisce dei movimenti di denaro del centro di formazione e scoperchia il caso. Holyfield, già criticato da molti lavoratori per il suo atteggiamento poco pugnace con le aziende, allora annuncia le sue dimissioni, avvenute nel giugno dell’anno successivo. Giusto in tempo per avere l’ultimo bonifico per pagarsi il mutuo.
Sia Fiat Chrysler che la Union Automobile Workers si sono dette scosse dai risvolti dell’inchiesta e hanno negato ogni coinvolgimento, annunciando la massima collaborazione con gli inquirenti.
Il sindacato ha usato parole molto forti (“siamo sconvolti, non ne sapevamo nulla prima”), mentre Fiat Chrysler, in un comunicato, ha dichiarato di essere stata “vittima di un atto illecito compiuto presso un’entità legale indipendente (il centro di formazione, ndr). Venuta a sapere dei possibili reati nell’ottobre 2015, l’azienda ha condotto le proprie indagini interne e, di conseguenza, ha interrotto immediatamente i rapporti di lavoro con Iacobelli e Durden e considera ogni possibile via legale nei confronti loro e delle altre persone che saranno giudicate colpevoli”.
Nel frattempo, di Iacobelli e della signora Morgan si sono perse le tracce.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...