vaccinare gli operatori sanitari? l’obbligo vaccinale tra Costituzione e autonomia regionale 2

di bortocal15

la Regione Puglia ha approvato, su proposta di Forza Italia e opportunamente a mio parere!, una legge regionale, la n. 27, che introduce l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitaricome requisito di idoneità lavorativa nelle strutture sanitarie, (mancano a mia conoscenza quelli scolastici, purtroppo).

i vaccini obbligatori saranno sette: contro epatite B, influenzale, morbillo, parotite, rosolia, varicella e pertosse, oltre all’anti-influenzale.

 

i dati statistici dicono che le vittime del contagio da morbillo in Italia sono per quasi la meta` adulti, e che fra loro un posto preponderante lo occupano gli operatori sanitari.

per cui assistiamo al paradosso che, se dovessimo credere agli untori del contagio, come gli uomini superstiziosi del Seicento, in questo caso per giunta contagio dei bambini, secondo le invenzioni della propaganda vaccinista, li troveremmo proprio fra quei medici che propongono di vaccinare i bambini, invece che proporsi di vaccinarsi loro.

una legge analoga, leggo, esiste anche nella Regione Emilia-Romagna, ma con strumenti normativi diversi.

. . .

incomprensibilmente il governo ha deciso di impugnare alla Corte Costituzionale la prima norma, quella della Puglia (a non quella dell’Emilia-Romagna), su proposta del ministro per gli Affari regionali e le autonomie, la leghista Erika Stefani.

notate bene l’incoerenza: la Lega, il partito che vuole allargare l’autonomia delle Regioni, impugna una legge regionale per eccesso di autonomia:

la legge, secondo la ministra leghista, lede “il principio di eguaglianza, nonché il principio della riserva di legge in materia di trattamenti sanitari” “in riferimento agli articoli 3 e 32 della Costituzione” “imponendo obblighi di vaccinazione, eccede dalle competenze regionali e interviene in un ambito nel quale sono prevalenti gli aspetti ascrivibili ai principi fondamentali in materia di tutela della salute e di profilassi internazionale, riservati alle competenze legislative dello Stato, ai sensi dell’articolo 117, comma terzo, e comma secondo, lettera q), della Costituzione”.

spassoso.

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andiamo a vedere le parti citate della Costituzione:

art. 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di (…) condizioni personali e sociali.

quindi la legge pugliese violerebbe l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge: che e` un po’ come dire che e` violata l’eguaglianza se si dice che un cieco non puo` avere la patente di guida.

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art. 32: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività (…). Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.

qui l’elemento centrale sta nel riferimento alla legge: si deve intendere per legge soltanto una legge di carattere nazionale, oppure anche una legge regionale e` una legge?

per un partito che in passato fece dell’autonomia la sua stessa ragione d’essere, che ha proposto per anni di trasformare l’Italia in uno stato federale e che di recente ha promosso due costosi ed inutili referendum regionali in Veneto e Lombardia per allargare i margini di quella autonomia non dovrebbero esserci dubbi.

tuttavia, pensera` la Corte Costituzionale a sciogliere il nodo.

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per quel che puo` interessare sono personalmente convinto che tutta la probleatica sanitaria debba essere gestita a livello nazionale, ma meglio ancora dovrebbe esserlo a livello di Unione Europea, almeno.

e non lo dico per motivi ideologici astratti, ma per gli esiti, che ancora ricordo, di una ricerca canadese che dimostro` gli effetti negativi del federalismo nel capo della difesa della salute, del resto intuitivi, dato che se vi sono disposizioni differenti in campo sanitario in terrtiroi contigui la difesa dalle malattie diventa piu` difficoltosa.

Il federalismo fa male alla salute (la cioccolata no) – 21 dicembre 2005

https://corpus0blog.wordpress.com/2015/12/22/45-il-federalismo-fa-male-alla-salute-la-cioccolata-no-21-dicembre-2005/

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articolo 117, comma secondo, lettera q): Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti
materie: (…) q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;  (…) 

siamo ad una variante del punto precedente: in sostanza, secondo il governo, la Regione Puglia non puo` deliberare l’obbligo della vaccinazione degli operatori sanitari, dato che la Costituzione riserva allo stato di decidere nel campo della profilassi internazionale.

potrei dire soltanto di essere molto soddisfatto di vedere i federalisti della Lega pentiti,  oggi che hanno conquistato il governo nazionale…

in questo caso pero` l’argomentazione mi pare tirata per i capelli, perche` la norma costituzionale e` scritta molto male, con buona pace di Bassanini che ne fu l’autore.

ma di nuovo cerco di limitare il mio post a dimensioni di leggibilita` normale e rinvio l’argomento della profilassi internazionale al prossimo post.

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tuttavia concludo per il momento con una osservazione banale: se il governo e` convinto in base all’art. 32 della Costituzione (e giustamente, secondo me) che le decisioni in merito ai vaccini debbano essere prese a livello centrale, bene avrebbe fatto a risolvere il problema approvando una legge nazionale simile a quella pugliese.

cioe` obbligando a vaccinarsi operatori sanitari ed educatori, chiedendolo come requisito professionale indispensabile.

nella recente discussione parlamentare sull’obbligo vaccinale la proposta fu accantonata, ufficialmente, per mancanza di copertura finanziaria (trovata invece per i milioni di vaccini imposti ai bambini).

ma certamente, nel caso di un obbligo esteso anche agli adulti il parlamento si troverebbe in contrasto con se stesso, avendo ufficialmente riscontrato, in una apposita Comissione di inchesta, gli effetti negativi sulla salute provocati da un eccesso di vaccinazioni ravvicinate sui militari impiegati nelle operazioni di pace in Bosnia, come ricordavo nel post precedente.

ma allora, se troppe vaccinazioni assieme fanno documentatamente male agli adulti, abbiamo sufficienti evidenze scientifiche per affermare che non fanno male nell’infanzia?

. . .

come si vede, domande come queste non hanno niente a che fare con la stupida disputa se i vaccini fanno bene oppure no, ma riguardano altre questioni come: quanti vaccini fanno bene e quando, a che eta`?

sono queste le domande che attendono risposte convincenti.

e a queste domande si dovrebbe rispondere, per un principio doveroso di prudenza, prima di obbligare milioni di bambini ad assumere 10 vaccini, alcuni anche per malattie piuttosto peregrine…

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