Siamo una nazione in franchising ?

Definire il contesto delle vicende politiche di questo altalenante agosto italiano non è semplice .

Non vorrei dire cose già espresse da me stesso direttamente o attraverso il sito (parolelibere.blog) oltre ad altri, ad esempio sulla vicenda del ponte crollato. Questa è forse la disgrazia catalizzatrice di un futuro prossimo molto vicino, non di anni, su cui riflettere perchè non è un localismo, tocca aspetti ampi e transnazionali.

Cosa ha evidenziato l’affare Autostrade Italia ?

Siamo una nazione in franchising …!

Al netto degli aggettivi che saltano in bocca, la questione principale è che della proprietà del popolo italiano …è rimasto ben poco e l’ideologia popolare non copre la bugia palese.

Le nostre autostrade sono ufficialmente dello stato, ma se le godono altri e le trattano come pare a loro, perché attraverso il tempo pure i tecnici dello stato che devono controllare procedure e manutenzioni del Ministero sono passati silentemente dalla parte di chi è “riconoscente” , (chi tiene famiglia ….)

Si dipana pian piano la nebbia che aveva pervaso ognuno di noi o dei media come voce portante dei prenditori rampanti, ovvio spesso di “sinistra”(come la famiglia Benetton ) e cosa ne abbiamo ?

L’avvocato Carpeoro, genovese, scrittore e saggista ci da una versione ad esempio della famiglia Benetton come appartenente alla loggia globalista Trees Eyes che ha al suo interno personaggini del calibro di Ilary Clinton, inglesi e francesi. Ecco l’idea dell’intreccio di interessi che viaggiano dentro le istituzioni, ma con un potere corruttivo, impositivo e determinante privato, individuale, ben al di sopra delle stesse cui hanno avuto fino ad ora, accesso libero. Interessi diversificati e associazioni senza problemi in ogni paese utile agli affari. In fondo niente di nuovo è l’ABC del capitalismo

Mi pare interessante non tanto perché ci sia da stupirsi di tale affiliazione (di cui nessuno credo che senza esserne interno può essere certo), ma tenendone conto come una reale possibilità di questo intreccio di alleanze con al centro commercio-economia-finanza che determinati potenti oggi hanno sviluppato.

Questi fondi, queste lobby, questi asset come mostri finanziari piuttosto che produttivi come molti altri si sono a poco a poco preso spazio in modo trans-nazionale, si sono costruiti imperi che in pratica non rispondono più a nessuna istituzione, le regole le fanno a loro uso e consumo .

Per citare la FCA con sede fiscale in Lussemburgo e delocalizzazioni produttive nel mondo, sino ai colossi Amazon, Google, Facebook , ecc.

Ogni mossa del governo che vorrebbe essere del cambiamento, è davvero riconducibile al vecchio detto : se una farfalla sbatte le ali in Cina …in Europa ….

Sono interconnessi fra loro i responsabili delle multinazionali, della finanza e delle grandi distribuzioni commerciali e li unisce l’idea del potere, del business ad ogni costo, altro che dall’altra parte l’internazionale proletaria defunta e sminuzzata !

Il potere sta in gruppi di diversa ambizione e struttura, sempre schieramenti allargati di individui importanti che si vestono di rappresentanze politiche che sono la loro autostrada per ottenere ciò che vogliono legalmente.

Cosa voglio dire ?

Non so come finirà la storia delle concessioni a partire da quelle autostradali, ma per avere una reale autonomia, che in questo caso è un riappropriamento dei beni diffusi ceduti in 50 anni di politica antipopolare serve un metodo ed un piano preciso. Chi fa cosa e come ed in che tempi …

Non vedo nulla di ciò al momento, al di là di spot buttati per il pasto quotidiano della comunicazione, elenchi di buoni propositi, lo abbiamo visto anche sul tema ponte crollato e relative concessioni, buone intenzioni ma nessuna competenza per renderle possibili senza un piano preciso A poco serve dire anche senza una colpa diretta nell’affare del del ponte e relative manutenzioni.

Le concessioni dei telefoni, delle spiagge, di parti delle ferrovie nazionali, di quote degli aeroporti internazionali, le concessioni di servitù di ampi basi militari agli americani, le concessioni di continui spazi urbani a centri commerciali enormi, di immensi spazi dati per 99 anni a aziende che gestiscono parcheggi nelle grandi città(a Genova in particolare), la cessione dopo l’indebitamento di partecipate teleguidate da affaristi, a privati di linee di autobus, di gestioni dell’acqua, la privatizzazione di interi o parti di ospedali, la penetrazione di grandi aziende per fornitura di gas e gestione calore di teleriscaldamento e altro ancora, sono la dimostrazione di un esproprio concreto fatto fra gruppi di affaristi e i vari governi con la complicità dei partiti politici fino ad oggi.

Ben pochi hanno gridato al lupo da anni, non c’è da stupirsi oggi se non della dabbenaggine diffusa

Sommateci le ormai circa 650 grandi aziende strategiche(Telecom, ecc) in vari settori svendute a poco prezzo ad altri colossi esteri in una Italia che era nello stesso tempo la settima potenza mondiale .

Siamo alla fine di un ciclo ed è utile prenderne coscienza.

Dopo questa deprivazione lenta e sotto traccia ci sono solo più i risparmi privati dei singoli italiani che sono però già in mano a banche che sono interconnesse a livello internazionale e tutte sulla scuola dettata da Clinton democratico che cambiò con un atto specifico leggi sulle banche,cioè hanno chiuso ogni possibilità di separare banche commerciali, da quelle speculative, quindi tutti sono a rischio per effetto di eventuali trascinamenti indotti .

Per spezzare questo stato di fatto, non credo che questo governo abbia la forza di battersi contro “imperi del male “ con mezzi illimitati anche perchè c’è una notevole distanza fra il partito di Di Maio e anche di Salvini con la popolazione che rappresentano . Le strutture politiche soprattutto del M5S sono ai minimi termini, quasi inesistenti, senza risorse e poco radicamento sui territori .

Affrontare guerre di questa portata combattute su tutti i fronti legali, finanziari, dei media della comunicazione, con ricatti occupazionali ecc richiede forte sostegno popolare, si può solo sperare!

La scelta di centralizzare e restringere a pochi la concreta determinazione delle decisioni importanti si basa solo su sostegno fideistico, ideologico, non ha reali capacità di relazione fra periferia e centro, la democrazia del confronto diretto è solo uno spot senza basi, non c’è nessun piano di sviluppo dettagliato e realizzabile senza una forza di fondo che può arrivare solo dal consenso ad ogni azione di masse informate . Le scelte di questo governo di rimanere alleati e collaborare con Trump è a doppio senso, cioè può essere la via per cui ti arrivano proposte …che non puoi rifiutare(il famoso aiuto nei BTP)

Le scelte di rimanere in alleanze militari come la Nato tolgono oggettivamente energie, risorse e capacità di decisione autonoma.

Le categorie politiche sono in affanno, resiste a mio avviso ma solo come capacità di analisi materialista e strategica l’idea marxista, ma declassata da anni di uso improprio o citazione a sproposito. La vulgata è : ne destra, ne sinistra, ma in realtà chi sta a destra come Salvini ha un suo modo organizzativo ed ha mezzi avendo accettato tutte le regole dello stato capitalistico senza indugi, mentre la sinistra è altro, ha mutato forme e contenuti ed è implosa su se stessa.

Ma è ovvio che se serve togliersi per sempre le pelli di salame dagli occhi di tutti noi cittadini, senza continuare a sperare che ….se succedono guai a due metri da me non mi riguarda, non basta avere coscienza di cosa è successo e ancora succederà.

Non abbiamo più alibi, in ogni senso : non si può delegare il proprio futuro!

Parlarsi e discutere chiudendo la rete e facendola ritornare mezzo utile per divulgare decisioni e motivazioni prese direttamente.

Abbiamo storia alle spalle, usiamola come esperienza per il futuro prossimo.

Gianni Gatti 23/08/2018

 

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