Rannicchiato sulla spiaggia di sera
ascolto il confine con la città,
piedi nascosti dalla sabbia, parole sventolate in silenzio.
Il mare assorbe paure, lotta con il destino,
con questo colore scuro
che nasconde. Sulla battigia,
la schiuma bacia la spiaggia
a piccoli salti sempre diversi con calma
Come un peccato che si cancella da solo
Il tempo fa spazio ai desideri e
la notte riempie i chiaroscuri
delle ombre dell’anima
Nostalgie in subbuglio,
occhi chiusi, attesa di segnali.
La ragione é pigra,
comandano le passioni.
Vale l’incertezza in circolo, ma
è il desiderio che trasforma.
Il coraggio istintivo dell’incoscienza
chiede di lasciarsi andare a sé stessi.
Scompaiono drammi e domande,
c’è un tempo dovuto,
dentro una sera chiara e pulita
dove la storia fa presa e resiste
e l’afrore di salato del mare copre
il respiro dell’ansia di vivere.
Di Gianni Gatti