Web e buoni sconto: così le famiglie risparmiano nel carrello della spesa

Dal blog http://www.econopoly.ilsole24ore.com/

scritto da  il 17 Settembre 2018
L’autrice di questo post è Mariachiara Marsella, co-founder e web marketing manager di BEM Research –

La crisi finanziaria ed economica che ha colpito l’Italia negli ultimi 10 anni circa ha determinato forti conseguenze sulle famiglie.

Ad oggi il reddito pro-capite degli italiani, depurato dall’effetto dell’inflazione, è ancora al di sotto del livello osservato prima della crisi e probabilmente continuerà ad esserlo anche nei prossimi anni. Questo significa, sostanzialmente, che ad oggi le famiglie non possono permettersi di acquistare la stessa quantità di beni e servizi che acquistavano un decennio fa. Tuttavia questi dati esprimono una media che, come per il “pollo di Trilussa”, nasconde situazioni di grave difficoltà in alcuni contesti.

Al riguardo si può notare dai dati Istat, relativi al 2016, come circa il 15% delle famiglie italiane non possa concedersi il lusso di consumare carne o pesce ogni due giorni, il 16,5% di riscaldare adeguatamente la casa e il 46% di trascorrere una settimana di ferie in un anno.

Tali percentuali salgono ulteriormente se consideriamo solo i nuclei familiari che risiedono nel Mezzogiorno. In questo caso, infatti, sale al 24% la percentuale di famiglie meridionali che non può consumare carne o pesce ogni due giorni, al 30% quella relativa ai nuclei familiari che non sono in grado di riscaldare la casa e ad oltre il 60% chi non può permettersi di trascorrere una settimana di ferie.

Per fronteggiare le difficoltà economiche molte famiglie si sono messa alla ricerca di soluzioni per “sbarcare il lunario” e le nuove tecnologie hanno offerto in questo contesto un utilissimo strumento. Guardando alle ricerche effettuate su Google.it relativamente a tematiche connesse con “buono acquisto”, come ad esempio buono sconto, coupon e voucher, si osserva negli ultimi anni un forte aumento di interesse (grafico 1).

Nella fase più acuta della crisi, ovvero tra il 2013 e il 2015, le frequenze di ricerche relative a “buono acquisto” sono aumentate soprattutto nel Mezzogiorno, l’area che più ha sofferto le difficoltà economico-finanziarie.

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Oltre a cercare direttamente sui motori di ricerca novità sui buoni sconto, un altro strumento fondamentale di informazione per gli utenti è costituito dalle newsletter, ovvero da email a carattere promozionale inviate periodicamente dai rivenditori o da siti specializzati.

Per approfondire quale sia ad oggi la frequenza e la rilevanza degli acquisti effettuati dalla popolazione residente in Italia a fronte di un buono sconto ricevuto per email, BEM Research e Newsletter2Go hanno recentemente condotto un’indagine demoscopica attraverso Google Consumer Surveys.

Il sondaggio ha riguardato un campione di 1000 utenti italiani. Le risposte sono state fornite nell’ultima settimana di maggio 2018 (lo studio completo è disponibile a questo link). Dalla survey è emerso come circa il 55% dei residenti in Italia ha effettuato spese a fronte di un buono sconto ricevuto per email, per un importo medio mensile di 23 euro. A livello territoriale si nota una maggiore spesa nel centro-sud, con acquisti pari mediamente a 26 euro al mese, mentre il nord si ferma a 19 euro.

Sono soprattutto gli uomini residenti nel centro-sud a spendere di più (38 euro), rispetto a quelli del nord (18 euro). Viceversa, le donne residenti nel centro-sud sono quelle che in assoluto spendono meno (15 euro). Non si riscontra invece alcuna diversa attitudine al consumo tra uomini e donne residenti nel nord d’Italia (grafico 2).

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Ad effettuare acquisti 1 o 2 volte negli ultimi 3 mesi a fronte di un buono sconto ricevuto per email sono principalmente i soggetti di età compresa tra i 45 e i 54 anni, mentre le frequenze di acquisto 3-5 e 6-10 volte si concentrano di più nella popolazione più giovane (grafico 3).

In termini di importo medio, gli acquisti inferiori ai 50 euro sono effettuati in misura maggiore dai soggetti con età compresa tra 25 e 34 anni, mentre quelli tra 50 e 99 euro e tra 100 e 499 euro sono più frequenti tra i soggetti di età compresa tra 35 e 44 anni.

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In definitiva, l’utilizzo di buoni sconto ricevuti per email appare una pratica sufficientemente diffusa in Italia tra giovani e meno giovani. Con la crescita dell’e-commerce, che oggi in Italia interessa solo il 29% della popolazione contro il 55% dell’Area euro, il 66% della Francia e il 74% della Germania, le occasioni per utilizzare i buoni sconto per risparmiare sugli acquisti di beni e servizi aumenteranno notevolmente.

Un incentivo involontario all’e-commerce potrebbe derivare dalla cancellazione della norma sulla liberalizzazione nell’orario di apertura dei negozi commerciali (DL 201/11, cosiddetto “Salva Italia”). Se la maggioranza di Governo dovesse effettivamente procedere in questo senso, vietando l’apertura domenicale in base a regole ancora da chiarire, le famiglie italiane guarderanno ancora con più interesse all’online, a cui si può accedere in qualsiasi momento della settimana e che facilita il confronto dei prezzi al fine di trovare le migliori condizioni.

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