il Parlamento Europeo dell’anno prossimo – 377

dal blog Bortocal-15

Dopo il ribaltone politico avuto in Italia che ha portato al governo i partiti populisti -innescando la crisi dei “partiti tradizionali” […] si attesta che anche in Europa possa accadere qualcosa di analogo. Infatti i partiti Popolari e Socialisti vedono una diminuzione delle preferenze mentre, anche qui, i populisti e gli euroscettici prendono quota.

lo leggo in un blog, e mi conferma che grande e` per qualcuno l’attesa miracolistica di chissà` quale stravolgimento nell’Unione Europea dopo le elezioni del prossimo maggio:

ma provare a guardare al problema in modo un po’ meno provincialistico, cioè` un po’ meno all’italiana?

diamo pure per sicuro che i partiti popolari e socialisti, e forse anche quelli di sinistra classica, vedranno una diminuzione dei loro consensi, ma questo bastera` a modificare l’asse della futura politica europea? intendo, cioe`, a portare al potere i populisti?

vediamo…

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il prossimo parlamento europeo sara` formato da 705 membri, invece che da 751, considerando l’uscita del Regno Unito dall’Unione.

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il gruppo del Partito Popolare Europeo e` il piu` forte nel parlamento europeo ed ha 221 deputati, ma nessuno eletto nel Regno Unito, e il gruppo nazionale piu` consistente e` quello tedesco, con 34 deputati;

consideriamo pure che fra gli aderenti ci sono il partito ungherese di Orban con 12 deputati, e il partito austriaco con 5 deputati, ma anche una loro defezione non cambierebbe gli equilibri in maniera sostanziale,

ed immaginiamo pure che vi sia una contrazione decisa dei voti per questo schieramento (in Italia rappresentato da Berlusconi): e` difficile pero` pensare che possa scendere sotto i 170-180 deputati.

e resterebbe il primo anche nel prossimo parlamento europeo.

a meno che non vi sia un vero e proprio terremoto politico con l’uscita dal PPE di tutti i partiti politici dell’Europa orientale che ne fanno parte.

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la situazione appare molto piu` difficile per la seconda forza politica del Parlamento Europeo, il Partito del Socialismo Europeo, che attualmente governa assieme al Partito Popolare Europeo ed ha 191 deputati che gia` in partenza si riducono a 171 per la perdita certa dei 20 deputati del Partito Laburista inglese;

se poi consideriamo che il suo gruppo piu` forte era quello del Partito Democratico di Renzi, con 31 deputati, e il collasso in corso, oltre che di questo partito, anche della SPD, non e` irrealistico pensare che questo schieramento possa ridursi a 120 deputati, ma forse anche meno, fino a 100.

certamente la somma dei popolari e socialisti non sara` piu` sufficiente per governare l’Unione, raggiungerebbe al massimo i 300 deputati, ma forse anche meno, fino a 270.

mancheranno almeno 80-90 deputati per raggiungere una maggioranza.

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i partiti di sinistra radicale hanno attualmente 51 deputati, ma potrebbero averne qualcuno di meno, anche se l’uscita del Regno Unito fa perdere loro un solo deputato, ma una contrazione fino a 40 può` essere messa all’ordine del giorno;

in ogni caso un’alleanza di questi partiti con i popolari non solo non sarebbe sufficiente per una maggioranza, ma e`neppure pensabile.

neppure pensabile, spero, pero`, che possano allearsi con le forze anti-europee (a parte Fassina).

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il terzo schieramento del Parlamento Europeo e` l’Alleanza dei Conservatori e Riformisti Europei, che ha 70 seggi, ma verrà fortemente indebolita dalla brexit, che la riduce a 50 in partenza, con la perdita del gruppo nazionale piu` forte, e siccome il primo posto verrebbe, semmai, preso dal partito polacco al potere, e` da escludere che questa alleanza possa essere possibile.

e` molto piu` logico pensare che rimane come alleato possibile dei popolari-socialisti il gruppo dei liberali, che ha oggi 67 seggi e ne perde uno solo per la brexit; potrebbe essere l’ago della bilancia, se crescesse un poco, come prevedibile; ma non e` molto compatibile con le residue aspirazioni sociali dei socialisti europei, la maggioranza sarebbe fragile e soprattutto segnerebbe una ulteriore e decisa svolta a destra dell’Unione.

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sarebbe allora logico guardare ai Verdi, che hanno 50 seggi attualmente e ne perderebbero 6 per la brexit, ma potrebbero comunque crescere un poco sull’onda tedesca, anche se difficilmente potrebbero superare di molto la consistenza attuale; anche ammettendo che Popolari, Socialisti e Versi assieme raggiungano una maggioranza, anche questa sarebbe piuttosto fragile; questa comunque potrebbe essere la soluzione politicamente piu` interessante.

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ma passiamo ora agli schieramenti decisamente all’opposizione per valutarne le possibilità di successo.

nell’attuale parlamento europeo sono molto dispersi, ma ipotizziamo che possano aggregarsi, invertendo una tendenza che li ha visti molto in difficolta` in questa legislatura europea: ad esempio il Movimento per un’Europa della Libertà e della Democrazia si e` sciolto un anno dopo le elezioni.

attualmente il suo posto e` stato preso dal suo erede, il movimento Europa della Libertà e della Democrazia Diretta, a cui appartiene in Italia il Movimento 5Stelle, ed hanno 48 deputati; ma la brexit li rende irrilevanti, con la perdita di ben 24 deputati del Regno Unito; anche un successo in Italia non potrebbe cambiare questo quadro, dato che sono sostanzialmente assenti negli altri paesi, tranne che in Svezia, dove si avvicinano al 10%: in sostanza potrebbero al massimo raggiungere di nuovo la consistenza che hanno in questo parlamento o poco piu`, ma anche immaginando uno straordinario successo che li porti a 70 seggi, difficile che possano esercitare un qualunque ruolo nel prossimo parlamento europeo; molto piu` probabile che questo schieramento effimero si disarticoli di nuovo e si formi qualche nuova aggregazione.

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rimane infine la destra europea, raccolta oggi soprattutto attorno alla Le Pen in Francia, con 23 parlamentari, e a cui e` vicina anche la Lega di oggi, con i suoi 5 deputati attuali: tuttavia in questo parlamento europeo non sono neppure riusciti a fare un gruppo parlamentare comune; immaginando che riescano a farlo nel prossimo, e aggiungendoci un successo davvero travolgente, con l’aggiunta dell’AFD tedesca, possiamo pensare che raggiungano al massimo i 100-120 deputati: per fare che?

possono allearsi, tutte assieme, le destre europee? destre contrarie all’Unione Europea (100-120 seggi al massimo), Europa della Libertà e della Democrazia Diretta(70 seggi al massimo), Conservatori e Riformisti Europei (50 seggi al massimo): fra loro forse, ma arriverebbero a 240 seggi al massimo, e ne mancano ancora 120.

possono unirsi a loro i Liberali per i quali ipotizzo 70-80 seggi? mi pare impossibile: sono fermamente europeisti.

puo` spaccarsi il Partito Popolare Europeo? ma i paesi dell’Europa orientale hanno in tutto circa 120 seggi e occorrebbe che andassero proprio tutti allo schieramento anti-europeista per dargli una maggioranza.

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insomma: ecco le mie conclusioni: gli anti-europeisti non hanno alcuna chance di avere una maggioranza al Parlamento europeo, neppure nelle previsioni piu` ottimistiche per loro (e pessimistiche per noi)​, anche se vanno forte in Italia (ma non sono poi la maggioranza neppure qui) – e il tempo vedrà di quanto sono sbagliate.

che si formi una maggioranza anti-Europa nel prossimo Parlamento Europeo e` una ipotesi assolutamente impossibile, per i numeri e non soltanto per la contraddizion che nol consente, come avrebbe detto il padre Dante.

il fulcro della politica europea rimane la Germania e l’AFD, l’unica forza anti-europea del paese, non raggiungerà qui il 20%; escluso dunque che le forze anti-Unione possano esercitare un ruolo guida nell’Unione Europea, tanto piu` dopo che sara` consumata la brexit, cioe` sara` fuori dal prossimo parlamento il paese piu` scettico verso l’Unione Europea, il Regno Unito.

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quindi, ecco la mia morale: i nostri due partiti al governo la smettano di agitarsi tanto per guadagnare qualche deputato europeo in piu`, che sara` tanto di guadagnato per tutti:

l’Italia avra` sempre un’ottantina di eurodeputati in tutto, cioe` poco piu` di un decimo del totale e non potra` determinare la politica europea da sola;

quanto al deciderla con un’alleanza, anche se la Lega, la Le Pen ed Orban unissero le loro forze, attualmente distinte in tre schieramenti politici diversi (e non sono ancora riusciti a farlo) partono da 40 deputati nel parlamento attuale, e devono arrivare a piu` di 350 su 705 nel prossimo, giusto per dare l’idea…

quindi tanta agitazione e` soltanto per il numero delle poltrone, per niente altro…, ma che siano 40 o 50 interessa soltanto ai futuri euro-deputati.

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piuttosto l’osservazione che si impone e` che l’Europa e` molto frantumata, non soltanto tra culture diverse, ma anche politicamente, fra diverse correnti politiche.

la formazione di una guida politica europea sara` particolarmente complessa, rispetto alla semplicita` del sistema politico americano con due partiti che si alternano al governo;

ci sara` dunque una fase molto complicata per la formazione di quella specie di governo europeo che e` la Commissione.

esattamente come lo e` stata in Germania, della quale – guarda caso – l’Europa comincia a sembrare un quadro solo ancora piu` complesso e allargato – con l’aggravante che per l’Europa elezioni anticipate non sono neppure possibili.

qui  pero` soccorre, alla fine, la struttura politica particolarmente barocca dell’Unione, dato che solo il Presidente e` confermato dal Parlamento Europeo, mentre la Commissione e` nominata da lui con 27 membri, uno per ogni paese dell’Unione.

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ma il vero pericolo che corre l’Unione Europea e` di non riuscire a chiudere in alcun modo queste trattative: allora veramente l’Europa crollerebbe dall’interno.

cio` a cui veramente possono puntare gli euro-scettici dunque e` una paralisi interna per il loro diritto di veto.

ma una maggioranza europeista uscira` comunque anche dal prossimo parlamento europeo e sara` una sua precisa responsabilita` evitare l’implosione dell’Unione dall’interno.

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per concludere: non credo che l’interesse eventuale di questo post nasca dalle sue previsioni, ma dal metodo con cui cerca di farle.

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