Uber verso la Borsa: vale 120 miliardi di dollari

dal blog https://www.wired.it

Uber vende 2 miliardi di obbligazioni mettendo sul mercato bond a 5 e a 8 anni con rendimento del 7,5% e dell’8%. Così si prepara all’offerta iniziale di lancio in Borsa che potrebbe arrivare a 120 miliardi di dollari

Uber ha immesso sul mercato obbligazioni a 8 anni e a 5 anni con rendimento rispettivamente all’8% e al 7,5%. Con quest’operazione, la società californiana attiva in tutto il mondo con il suo servizio di autisti, ha raccolto 2 miliardi di dollari.

In base a quanto riporta il Financial Times, la compagnia avrebbe venduto già 1,5 miliardi di titoli obbligazionari con rendimento all’8%,aumentando così il tetto dell’offerta che aveva annunciato per il 2019, che si attestava su 1 miliardo. Oltre a questa cifra record, altri 500milioni di dollari in titoli a 5 anni sono stati piazzati in un collocamento privato condotto dalla banca Morgan Stanley.

Secondo Bloomberg, Uber sta ora chiudendo l’accordo per quotare il titolo in Borsa, dopo che Morgan Stanley e il gruppo Goldman Sachs hanno detto alla compagnia che potrebbe avere un’offerta pubblica iniziale di 120miliardi sul mercato.

Dopo queste previsioni, Dara Khosrowshahi, amministratore delegato del gruppo, potrebbe pensare di anticipare l’ingresso nel mercato azionario rispetto alla seconda metà del 2019, come era in previsione.

Del resto, se le previsioni delle due banche fossero confermate, quella di Uber sarebbe la più alta offerta iniziale nel comparto tecnologico da molti anni alla Borsa di Wall Street.

Sempre secondo il Financial Times, Uber ha già ricevuto oltre 3 miliardi di dollari di ordini totali per le sue obbligazioni e prevede di arrivare a un fatturato tra i 10 e gli 11miliardi di dollari per quest’anno.

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Inoltre, l’incursione della compagnia nel mercato dei bond che vengono definiti junk dalle banche di investimento, arriva qualche mese dopo aver negoziato 1,5 miliardi di prestiti con gli investitori.

Insieme ai piani per entrare nel mercato azionario pubblico, la compagnia sta anche valutando la possibilità di vendere quote di minoranza della sua costosa unità per lo sviluppo di auto senza conducente, che brucia circa 500 milioni l’anno di liquidità. Inoltre, sta pensando di differenziare la sua offerta puntando su proposte come Uber Work, soluzione “on demand” per chi cerca lavoratori a tempo determinato per eventi aziendali o occasioni simili.

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