Nigeria: Scoppia oledotto e muoiono in sessanta, forse in duecento

dal blog http://dorsogna.blogspot.com

La conta dei morti non e’ ancora completa. Reuters parla di sessanta morti, la stampa locale di duecento. E poi ci sarebbero almeno una trentina di ustionati gravi, e molti altri feriti, tutte vittime dell’esplosione di un oleodotto gestito dalla Nigerian National Petroleum Corporation (NNPC). Sono anche andate distrutte delle case.

Non e’ ben chiaro cosa sia successo. 

Le fonti ufficiali parlano di possibile sabotaggio allo scopo di rubare petrolio – una sorta di furto andato male. I residenti pero’ parlano invece di un oleodotto difettoso da anni, per il quale la manutenzione era un optional. La NNPC, ditta di stato, viene accusata di negligenza e di avere pompato petrolio in un oleodotto vecchio, abbandonato da tre anni.

Della serie: piu’ facile dare la colpa ai residenti piuttosto che fare mea culpa da parte del governo. Temo che non sapremo mai davvero cosa sia successo, se non che ci sono stati tanti morti.

Siamo in localita’ Ososioma, vicino alla citta’ meridionale di Aba, in Nigeria.

L’oloedotto in questione convogliava petrolio dalla raffineria di Port Harcourt fino ad Aba ed era parte di un sistema integrato, detto System 2E che pompava petrolio verso il sudest e il nord del paese. A Port Harcourt ci sono due raffinerie che operano al di sotto della loro capacita’ usuale, a causa della crisi dei mercati energetici.

Ovviamente non e’ la prima volta che scoppiano oleodotti in Nigeria con conseguenze catastrofiche.  L’esplosione piu’ grave fu venti anni fa, nel 1998 quando un oleodotto nel Niger Delta uccise piu di mille persone; nel 2006 un altro incendio ne uccise 269. A volte gli scoppi si scatenano dopo la manomissione degli oleodotti, quando la gente e’ radunata attorno per prendere quanto piu’ petrolio possibile, amplificando il conto delle vittime.

Ovviamente ignoranza, disperazione e poverta’ fanno da corredo a queste storie, in cui invece di allertare le autorita’ del petrolio che perde, degli oleodotti sabotati, e dei piccoli incendi collegati, la gente cerca di avvantaggiarsene finche’ non ci lasciano le penne.

Ma e’ anche vero che e’ necessaria maggior sicurezza, e che sia il governo nigeriano — coperto da petroldollari, crisi o non crisi, ed i colossi internazionali, Shell ed ENI in primis che hanno distrutto questa nazione assieme ai politici nigeriani, dovrebbero investire di piu’ nella manutenzione e nei controlli, alla ricerca di pericoli causati dai vandali, dall’usura e dalla corrosione.

Per ora si continua a litigare sul numero dei morti.  

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