QUALE BIVIO PER LA POLITICA E PER LA VITA DI OGNUNO DI NOI ?

Focalizzare il discorso dell’alternativa alla crisi in Italia e nel mondo sugli aspetti finanziari e produttivi è il refren come mantra dei media, che non tiene conto del fatto che l’ambiente è il componente che abbiamo fisso e riguarda tutti, quindi non tenerne conto, inquinare, fare cose che danneggiano le persone attraverso la distruzione sistemica dell’ambiente è di fatto la differenza per qualunque sviluppo. Così come qualunque produzione che non tenga conto delle persone a cui è indirizzata pensando se davvero serve o quali problemi può creare nel sistema sociale … è destinata a peggiorare le cose .
Ci servono macchine da 350 km/h ? Ci servono treni veloci in loop per spostare merci indispensabili ? Ci serve far arrivare frutta esotica dall’Indonesia o dall’Africa? Ci servono nuovi supermercati e centri commerciali ? Ci servono magazzini automatizzati dove il tempo è denaro che toglie spazi di vita?
Chi ha possibilità di investire oggi che modelli può seguire per sfuggire alla pressione della finanza vincendo con l’efficienza alla concorrenza liberista ?
O forse siamo al limite delle risorse come escamotage comunicativo, per nascondere sovrabbondanza di merci e povertà crescente come due poli antitetici e in diretta collisione ? Chi dà lavoro oggi e per default sempre utile e positivo ?
C’è un inversione di tendenza dove nessuno che possa decidere, anche in questo governo ” del cambiamento” NON vuole fare o non è in grado di fare . Da una parte commercio, finanza e scontri planetari dove i mercati sono presi a forza …dai più prepotenti . Vale per tutto, dall’energia dei derivati del petrolio, ai metalli rari e preziosi, ma anche delle infrastrutture classiche necessarie di supporto e quindi manifattura, costruzioni in cemento per vari usi(dighe,ponti, strade, porti,ecc).
Le banche spingono le vecchie aziende per aumentare il proprio portfolio clienti senza discernimento e quel 10% di popolazione che ancora ha disponibilità economica preme sulla politica perché autorizzi ancora cose vecchie : carbone, rifiuti(come merce), cementificazione territoriale, oleodotti, produzioni chimiche e nocive e via discorrendo…. Il tutto corredato da violente aggressioni a paesi per predazione e mantenimento di disordine costituito a livello internazionale !
C’è insomma chi vuole “regolare” questo capitalismo d’assalto (sindacati, partiti) contribuendo alla lotta internazionale al coltello fra grandi multinazionali. Sono quelli che da secoli cercano il “volto umano” del capitalismo parassitario o produttivo e dato che ormai i margini sono sempre più stretti anche per la mancanza di elementi pianificati, utili di distribuzione, di azione commerciale per esportazione, ecco che la soluzione è il precariato, i bassi stipendi e l’intera vita sociale asservita a questo moloch con tutte le sue ramificazione negative collaterali.
La mia non è certo una pretesa di analisi approfondita però chiunque può giudicare sulle linee di tendenza se non è così.
Ad esempio nasce così la valutazione su dati falsi e sbagliati del TAV del ministro Toninelli, il bilancio dei costi-ricavi che pende ( ma chi l’avrebbe detto ?) dalla parte che vuole queste grandi opere a prescindere, soprattutto per chi è stato eletto proprio per portare avanti questi scempi( dalla Lega a F.I, al PD,ecc) perchè l’idea è che servano queste opere per la competitività, il commercio e l’efficienza impossibili e assoluti in EU.
Non vogliono abbassare tasse (anche se lo annunciano ad ogni comizio televisivo) e le aziende in difficoltà delocalizzano, ovvio per sfuggire alla morsa del 63% di tassazione in Italia.
Spero di rendere l’idea di fondo, però la domanda è : c’è una possibilità diversa a questo sviluppo bloccato, che sviluppo sociale non è, e provoca devastazione ambientale ed impoverimento e nel migliore dei casi vita precaria senza futuro prossimo ?
Per la mia esperienza, senza grandi competenze, solo ascoltando e osservando, direi di sì.
Fior di analisi economico-politiche di ricercatori, di economisti, antropologi, semiologi dall’interno di università ancora attente alla socialità ne parlano, ma non compare in modo organico sia nel dibattito politico, sia sui media pilotati dai grandi poteri. Così al di là dei singoli mostri politici e dei poteri forti generati c’è un bel dubbio: se non ci serve la competitività per avere armonia di sviluppo, su cosa si deve puntare ?
Per descrivere a grandi passi questo aspetto va fatta una premessa che chiunque può vedere nella propria realtà territoriale più o meno sviluppata .
E’ la realtà delle piccole cose, del ritorno ad aspetti di agricoltura non per guadagno ma per vivere, delle situazioni di buon senso di chi si occupa del dissesto idrogeologico in situazioni micro ma diffuse , chi presta attività di volontariato per dare modo a chi è in difficoltà di campare (anziani, disabili,poveri). chi riscopre forme di assistenza ad anziani, per asili diversi e propedeutici, chi già oggi sceglie di ripopolare zone di montagna, cascine in campagna o in montagna, chi si inventa reti di turismo alternativo, chi crea possibilità di co-hausing(RIVE, Terra nuova,ecc), di orti di autoproduzione(rete Lilliput), di monete parallele, di scambio di merci, chi si inventa osservando la natura metodi di isolamento e coibentazione, chi sviluppa interessi nelle erbe per la sanità,chi costruisce realtà cittadine in centri sociali attivi, ecc, ecc
Mille sono gli esempi che già hanno girato le spalle a questo furibondo correre per vendere,alla velocità che nega di godere delle piccole cose o delle amicizie concrete che non leggerete sulle dotte elucubrazioni di Cacciari sulla Repubblica o non avranno spazio nei talk show in tv, per produrre dove l’uomo è merce e il suo lavoro non migliora la vita, anzi…
Certo non sarà una realtà coesa e unica, ma mille esempi ne testimoniano l’attualità diffusa e la divergenza sociale nello stato presente delle cose, però sono un primo passo consistente che stimo a occhio in un milione di persone che ha imboccato questa scelta, dove difficilmente ci si arricchisce in senso classico, ma dove la socialità ritrovata ripaga le difficoltà.
Si sta disegnando a mio avviso “quasi per caso” quello che molti intellettuali e politici non hanno assolutamente chiaro: il rifiuto di questo mondo e la ricerca di alternativa in modo pragmatico.
Leggere ” E ORA SI CAMBIA” di Davide Tarozzi e Andrea Degl’innocenti dove centinaia di esempi reali sono descritti a fronte di un tour d’Italia in cui migliaia di situazioni sono state prese in esame è un esercizio utile a capire .
Oppure rimaniamo a credere che un più bel programma elettorale ci porterà alla soluzione basta continuare il bla bla, battendoci su temi vecchi, buone intenzioni e trappole della comunicazione.
Non c’è nulla di facile ma l’ascesa del M5S ha creato illusioni e speranze e ognuno può giudicare lo stato dell’arte oggi , mentre l’Europa è scossa dai gilets jaunes francesi , ma anche in Germania c’è un vento forte poco rilanciato dai media Italiani, mentre non si è mai fermato in Grecia e la Spagna ha punti di sperimentazione politico-sociale davvero straordinari su tanti aspetti (Barcellona e la Catalogna)
Discutere di politica oggi per me vuol dire partire da questo rifiuto consapevole di massa della politica e dei partiti tutti, dalle energie positive che si raccolgono senza sosta, in pieno sviluppo democratico partecipato, dove forse l’organizzazione si può migliorare, ma tutte le decisioni sono condivise e le piccole dimensioni devono solo trovare un senso comune .E’ finita per sempre l’epoca dove ogni singola persona non è al centro e non può contribuire a decidere il suo stesso futuro.
Certo c’è un periodo transitorio dove servirà gestire istituzioni, mercato e gruppi sociali dentro una realtà concreta evidente e qui si gioca la partita .
E’ la comparsa di una nuova schiera di intellettuali pensanti e consapevoli, quelli che semplicemente passano oltre e provano a sperimentare di persona un modo diverso di stare su questo mondo, indicando così quale mondo è possibile o almeno si può tentare a realizzare con rispetto reciproco e anche con rispetto delle regole autoconfigurate .
17/12/2018
Gianni Gatti

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