Perché la Cina ama le auto elettriche? Pechino, Washington e la caduta di Roma

Dal blog https://comedonchisciotte.org/

DI CALEB MAUPIN

journal-neo.org

I numeri parlano da soli. Tra gennaio e ottobre sono state vendute in Cina 746.000 autovetture a energia innovativa. Alla fine del 2018, saranno elettrici tutti gli autobus e i taxi del vitale hub della tecnologia di Shenzhen. Si prevede che il distretto centrale della città di Dalian raggiungerà questo standard per il 2020. I produttori cinesi hanno costruito 358.000 autobus a combustibili non fossili dal 2014 al 2017.

Il Wall Street Journal cita Sandra Retzer, dell’Agenzia tedesca per la cooperazione internazionale, in quanto afferma che quando si tratta di auto elettriche: “La Cina è l’unica in gara; i produttori sono tutti cinesi.”

La spinta per i veicoli a energia innovativa è al centro del progetto tecnologico “Made in China 2025” annunciato da Xi Jinping e dal Partito Comunista. Dal 2009 al 2017 il governo cinese ha speso48 miliardi di dollari per sovvenzionare le auto elettriche.

Nel frattempo, la Casa Bianca la pensa in modo totalmente diverso. Lawrence Kudlow, del National Economic Councildella Casa Bianca, ha annunciato il 3 dicembre che i sussidi alle case automobilistiche statunitensi per creare auto elettriche saranno falciati. Ha annunciato “Vogliamo concludere, concluderemo quei sussidi e altri dell’amministrazione Obama …” Questo annuncio giunge all’indomani di un accordo tra Trump e Xi Jinping per porre fine al dazio del 40% della Cina sulle auto fabbricate in USA.

Quindi, perché la Cina preme, forsennata, sulle auto elettriche, mentre i leader statunitensi sembrano riluttanti? Finora le uniche mosse del governo degli Stati Uniti sono state deboli sussidi alle case automobilistiche, e anche queste piccole mosse sono sul punto di essere ritirate.

L’economia dei combustibili fossili: un imprigionamento economico per l’umanità

Il petrolio era essenziale, nel mentre una piccola cricca di finanzieri occidentali è emersa per dominare l’economia globale. La Standard Oildi John D. Rockefeller, la cui discendente è la supermajor, nota come Exxon-Mobil, primeggia nel mondo. Il petrolio è stato scoperto nella penisola arabica nel 1938 e ben presto gli Inglesi si sarebbero attivati per dare potere, con armi e altro supporto, alla Casa di Saud.

L’Impero russo garantiva l’accesso ai giacimenti petroliferi dell’Azerbaigian alla dinastia dei Rothschild e a varie compagnie petrolifere svizzere e britanniche. In seguito alla Rivoluzione russa del 1917, le truppe britanniche sono state schierate in Azerbaigian per combattere l’esercito rosso bolscevico in un vano tentativo di riprendere il petrolio che era stato confiscato dal nuovo governo sovietico.

Wall Street e Londra hanno conquistato il mercato petrolifero globale. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e altri Stati vassalli dispotici assicurano il loro accesso e controllo in Medio Oriente. L’apparato statale impoverito e corrotto della Nigeria consente un accesso illimitato a BP, Shell, Exxon-Mobil e Chevron. La fratturazione idraulica(1) ha reso gli Stati Uniti Paese esportatore, piuttosto che importatore di petrolio.

La Rivoluzione russa del 1917 ha dato la possibilità ai Paesi di sfidare questa situazione economica. Nel 1920, i Bolscevichi hanno convocato il “Congresso di Bakuper [la liberazione de] i popoli dell’Oriente”.  Alla fine, l’Unione Sovietica si è allineata agli ufficiali patriottici e il movimento baathista nel Medio Oriente ricco di petrolio, così come a vari [governi] socialisti e nazionalisti in tutta l’Africa e l’America Latina.

Come conseguenza del processo iniziato durante la Guerra Fredda in Russia, il Venezuela, l’Iran e alcuni altri Paesi hanno preso il controllo delle loro risorse petrolifere. Ora vendono petrolio in concorrenza con i monopolisti di Wall Street e Londra e hanno utilizzato i proventi per costruire economie indipendenti. Questi Paesi lottano contro continui atti di sovversione e sabotaggio, intesi a garantire il monopolio dei banchieri occidentali e a espellerli dal mercato. I governi socialisti indipendenti esportatori di petrolio dell’Iraq e della Libia sono stati direttamente rovesciati da un intervento guidato dagli Stati Uniti, che ha portato a una catastrofe umanitaria, a una crisi dei rifugiati e a un aumento del terrorismo.

Durante l’amministrazione di George W. Bush, i prezzi del petrolio sono saliti alle stelle, sopra i 110 dollari al barile, tra i più alti della storia. Poi, sotto l’amministrazione Obama, nel 2014, i prezzi del petrolio sono scesi a livelli catastroficamente bassi, a un certo punto al di sotto dei 27 dollari. Questi cambiamenti drastici hanno causato enormi problemi a persone in tutto il mondo. In un’economia incentrata sul petrolio, i Paesi in via di sviluppo sono stati lasciati alla mercé delle manipolazioni egoistiche dei banchieri occidentali, attuate dai loro governi fantoccio e da vassalli ingaggiati.

Il sogno cinese di rinnovamento nazionale

Mentre emergeva il sistema finanziario globale del petrolio, la civiltà di cinquemila anni della Cina ha affrontato un’umiliazione senza precedenti. Gli Inglesi hanno ingaggiato due Guerre dell’Oppio, costringendo il Paese a importare narcotici e a non stabilire dazi protettivi. I Tedeschi, gli Inglesi e le altre potenze occidentali si sono schierati con il Giappone e hanno devastato economicamente la Cina, frenando lo sviluppo.

Tuttavia, i Cinesi si sono opposti. Il Movimento nazionalista del dottor Sun Yat Sen ha dato i natali alla Repubblica cinese, e dopo che Chiang Kai Chek ha tradito gli ideali del suo predecessore, il Partito Comunista Cinese si è fatto avanti per guidare la battaglia per creare un nuovo Paese.

Nella lotta contro il dominio economico occidentale e l’arretratezza nazionale, il Partito Comunista Cinese ha ricevuto un sostegno significativo dall’Unione Sovietica, proprio come aveva fatto il Kuomintang, il Partito Nazionalista Cinese, nel corso degli anni ’20. Negli anni ’30 l’Unione Sovietica è divenuta una superpotenza mondiale, diventando il principale produttore di acciaio, spazzando via l’analfabetismo e portando acqua corrente ed elettricità in tutto il Paese. Ha anche iniziato a estrarre e raffinare le sue vaste risorse petrolifere.

Quando il Partito Comunista Cinese ha preso il potere nel 1949, è strettamente allineato all’Unione Sovietica. Le prime acciaierie e un certo numero di centrali elettriche in Cina sono state costruite con l’assistenza sovietica. I primi 11 anni della Repubblica popolare cinese hanno comportato un profondo livello di amicizia e cooperazione con la Russia.

Dopo il 1961, la Cina non ha più ricevuto il sostegno sovietico, ma ha continuato a lavorare per l’industrializzazione. La Cina ha iniziato a costruire nel 1966 l’imponente Strada del Karakorum. Questa è la strada più elevata [in altitudine] al mondo e ha posto le basi per il China Pakistan Economic Corridor (CPEC) della Cina che sta rapidamente emergendo nel 2018.

Una delle debolezze della Cina è che ha pochissime risorse petrolifere nazionali. Mentre il Partito Comunista Cinese ha indirizzato il Paese lungo la strada della modernizzazione e dell’industrializzazione, è aumentata la dipendenza dal petrolio e dal gas naturale dall’estero.

La Cina importa petrolio da molti Paesi diversi, ma il mercato del petrolio rimane una sfera dominata da Wall Street e dai banchieri londinesi,consentendo loro di dominare sui Paesi invia di sviluppo. Poiché viene importata via mare gran parte del petrolio per la Cina, è diventato di vitale importanza per la Cina mantenere la sicurezza nel Mar Cinese Meridionale. Le tensioni tra l’esercito americano e l’esercito cinese in questa regione marittima sono aumentate negli ultimi anni.

La Cina ha anche spinto per costruire un’alternativa al Canale di Panama controllato dagli Stati Uniti. La Cina sta attualmente lavorando con il governo socialista del Nicaragua su un progetto da 40 miliardi di dollari per costruire una rotta alternativa per le navi mercantili.

Imparare dalla caduta di Roma

L’economia dei combustibili fossili è essenziale per Wall Street e il dominio di Londra sull’economia mondiale. Per questo motivo, si considera pericoloso il progresso tecnologico. Nel frattempo, molti Paesi in tutto il mondo, inclusi Paesi come l’Iran e la Russia che dipendono molto dagli stessi combustibili fossili, si sono uniti agli sforzi della Cina per ottenere una via d’uscita dall’ordine globale basato sul petrolio.

Kaivan Karimi, un dirigente di alto livello di Blackberry, ha recentemente parlato apertamente di come la Cina non è solo leader mondiale dei veicoli a energia innovativa, ma anche dell’esaltante potenziale per quelli senza conducente. Karimi ha detto: “Quando la guida autonoma decollerà, credo che la Cina sarà il leader,solo per il fatto che si avrà l’infrastruttura in atto, il che significa che si produrranno e metteranno effettivamente le auto sulla strada, contro tutti gli altri, che continueranno a tentare [di fare ciò] perché l’infrastruttura non è in atto.”

Molti attribuiscono la caduta dell’Impero Romano al suo rifiuto di sposare il progresso tecnologico. Piuttosto che sviluppare nuove tecniche agricole e metodi di produzione di utensili e merci, i Romani hanno supervisionato il graduale declino della loro produzione agricola. Quando la loro capacità di produrre è diminuita, i Romani semplicemente hanno fatto la differenza, conquistando altre persone e saccheggiando i loro raccolti e risorse.

L’Impero Romano è caduto perché ha smesso di cercare di far avanzare le forze produttive. È entrato in un accordo con il mondo, dove il suo dominio dipendeva dal frenare il progresso sociale e dal battere altre nazioni e popoli.

La Cina, d’altra parte, si è rapidamente trasformata e ha ripristinato la sua posizione di superpotenza globale con l’approccio opposto. Il Partito Comunista Cinese è guidato dal marxismo e dal materialismo storico e considera il progresso umano come essenziale. Inoltre, nel 1978 la Cina ha avviato la sua riforma e apertura, e ha ripudiato con franchezza la cricca dell’ultra-sinistra conosciuta come la Banda dei Quattro, che ha distorto il marxismo e ha venerato la povertà.

La storia sta avanzando e la Cina intende procedere al suo ritmo. Rimane la domanda, tuttavia, gli Stati Uniti continueranno a cercare di trattenere una configurazione economica obsoleta? Mentre i banchieri di Wall Street e di Londra stanno certamente facendo i super-profitti, il popolo americano, come gli antichi Romani, vede diminuire il proprio tenore di vita e la capacità produttiva. Saranno in grado di costringere il proprio governo a cambiare le sue priorità? Solo il tempo lo dirà.

Caleb Maupin è un analista e attivista politico di New York. Ha studiato Scienze Politiche al Baldwin-Wallace College ed è stato ispirato e coinvolto nel movimento Occupy Wall Street, [pubblica] in particolar modo per la rivista online “New Eastern Outlook”.

Fontehttps://journal-neo.org/

Linkhttps://journal-neo.org/2018/12/15/why-does-china-love-electric-cars-beijing-washington-the-fall-of-rome/

Scelto e tradotto per http://www.comedonchisciotte.org da NICKAL88

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