Eurexit, Gilet Jaunes, Trump, Minibot e Cassa Depositi e Prestiti (continua la saga Savona)

14 Gennaio 2019 by Maurizio Gustinicchi

Dal blog https://www.qelsi.it/

Dopo una breve pausa di fine anno, torna il nostro resoconto settimanale dal fronte di guerra Savona-UE. L’anno nuovo richiede un breve riassunto delle precedenti puntate:
1) Secondo la Teoria dei Giochi la Commissione UE ha perso la sua guerra con Savona;
2) la BCE è commissariata dai tedeschi perché non contagi il sistema finanziario con lo spread;
3) i Savona’s boys si sono riappropriati delle Politiche Fiscali e di quelle Commerciali (accordi bilaterali con Russia, Cina, Usa), una delle 3 leve di Politica Economica;
4) il Policy Makers “Grandi Banche Italiane” si è palesato quale vera opposizione interna (boicottaggio dei BTP Italia);
5) i tedeschi non hanno più fiducia alcuna in Macròn ritenendo che stia italianizzando la Francia;
6) la Bancocrazia (BdI e BCE) vorrebbe avvelenare i pozzi sequestrando l’oro degli italiani;
7) vi è un tentato golpe francese strisciante per portare Letta al governo;
8) per quanto sopra riportato, il progetto #EndTheFed diventa centrale nel ritorno alla normalità.
Nel periodo di vacanza abbiamo comunque monitorato 3 eventi di portata mondiale:
A) l’innalzamento del livello di scontro dei Gilet Jaunes;
B) la guerra di Powell (FED) a Trump con le sue politiche restrittive;
C) l’avvio del processo che porterà ai MiniBot
Iniziamo dallo scontro Gilet Jaunes-Macròn. Il 26 dicembre 2019 su Sputnik viene pubblicato un articolo dal titolo:
“Un portavoce dei Gilet Gialli annuncia la guerra civile all’inizio di Gennaio”.
In un post su facebook, uno dei portavoce del movimento annuncia che l’innalzamento del livello di scontro sarà inevitabile. Il portavoce invita l’esercito francese a schierarsi dalla parte del popolo.
Che il livello dello scontro si alzasse era inevitabile, Macròn deve germanizzare la Francia e i francesi, trasformare quindi il paese, affinché possa reggere l’Euro e le sue ineguaglianze. Purtroppo per lui i Gilet Gialli vogliono l’esatto opposto. Durante la trasmissione Petrolio (Rai1), sabato 12 gennaio, due rappresentanti del movimento hanno affermato:
“dobbiamo uscire dalla UE e dall’Euro, dopodiché fare accordi bilaterali con quei paesi che vogliono collaborare con noi” (da “Cosa vogliono i Gilet Gialli per la Francia” – Scenarieconomici 12-01-2018).
Chiaro che il problema non è legato ai prezzi del gasolio o all’aumento del salario minimo nazionale, qui si tratta di uno scontro per due differenti impostazioni della civiltà: élite finanziaria contro semplici cittadini.
Non a caso, sul sito francese Resistenza Repubblicana il 9 gennaio esce un articolo molto eloquente, dal titolo: “GJ, attaquez-vous la loi Rotschild, sans elle notre dette serait de 50 milliards au lieu de 2300!”, nel quale si attacca la legge Pompidou-Giscard del 1973, soprannominata Legge Rotschild, dal nome della Banca dalla quale veniva il Presidente, estesa poi ai trattati di Maastricht (art. 104) e Lisbona (Art. 123): “il Tesoro non può essere presentatore dei propri effetti allo sconto presso la Banca di Francia”.
E sempre dai Gilet Gialli arriva un ulteriore comunicato dalla portata devastante e che illustra come la contro-controrivoluzione sia portata avanti da persone (e organizzazioni) con chiaro in mente il problema che tocca l’intera umanità. L’8 gennaio 2019 sul blog Jonathan ExoPortail esce un articolo dal titolo: “Acte 9 des GJ: l’appel à retirer son argent des banques est lancé pour le 12 janvier”.
Come vedete, non è quella banale e piccola protesta che i media italiani vi raccontano, ma un vero scontro fra due modelli di società, una che ha a cuore la vita degli esseri umani, delle loro famiglie e delle relative comunità, l’altra progressista, che tende al superomismo, distruttiva sino al punto di far tendere la società all’Homo Deus, “il Dio-Uomo dotato di capacità soprannaturali quali ad esempio la vita eterna” (da Wikipedia)!
Questa, alla fine, è la stessa guerra che combatte Trump in America.
Powell, governatore della Fed, da quando il 5 febbraio 2018 è entrato in carica ha alzato i tassi USA ben 4 volte, marzo, giugno, settembre e dicembre. Tutti aumenti di un quarto di punto, giustificati dalla forza dell’economia americana ma non comprensibili visto che a dicembre annuncia:
1) l’economia Usa 2019 rallenterà;
2) ma io comunque alzerò i tassi almeno altre 2, 3 o 4 volte nel 2019.
Powell va oltre, ai primi di gennaio annuncia:
“non arretrerò neanche se Trump me lo chiedesse per favore”
Peccato per Powell, e per la Fed, che da tempo il Senatore Rand Paul avesse lanciato il suo programma End The Fed scrivendo addirittura dei libri in merito (condanna per il Deep State che controlla banche e Democrats) e che tale programma sia diventato un mantra sui social: #EndTheFed!
L’idea degli americani è far proprio il pensiero di Napoleone, secondo il quale:
“Quando un governo dipende dai banchieri per i soldi, loro e non i capi del governo controllano la situazione, poiché la mano che dà è sopra la mano che prende”.
E così #EndTheFed è oggi il più popolare hashtag in Usa.
Forse penserete che io stia esagerando vero?
Bene, il primo passo per riportare la Fed sotto il controllo governativo, e non di organismi indipendenti (che poi sono sempre molto poco indipendenti) è già partito. Per arrivare all’End The Fed gli americani partono dall’#AuditTheFed.
Il 3 gennaio 2019 il Repubblicano Thomas Massie:

membro del congresso Usa, ha presentato una legge bipartisan per bypassare l’audit di società di contabilità pubblica indipendenti (la KPMG, capirai!) e farlo esercitare dal governo stesso, l’HR24 – Federal Reserve Trasparency Act:

La FED venne istituita nel 1913 con il Federal Reserve Act.
Da “La nascita della Fed” degli amici di FSI scopriamo che il tedesco <<Warburg organizzò il Federal Reserve System superando lo scoglio dell’art. 1 della Costituzione, che attribuendo il potere monetario al Congresso escludeva i privati dalla sua gestione, Warburg suggerì che la banca centrale degli Stati Uniti …. avesse il titolo di Associazione per la banca della riserva federale, in modo che si potesse avanzare l’argomento che non si trattava di una banca centrale …..inoltre l’influenza dominante di New York era nascosta con la creazione di 12 banche regionali ‘indipendenti’, ognuna di proprietà delle banche o delle società più potenti della regione; ugualmente in ombra il fatto che il capitale delle 12 banche affiliate sarebbe stato di proprietà di azionisti privati.
Il piano Warburg (venne) rinominato piano Aldrich perché sembrasse idea del senatore repubblicano anziché piano dei banchieri internazionali….>>
Nessuna commissione del Congresso conosce le operazioni della Fed o può controllarle, essa controlla il sistema monetario della nazione ma non viene controllata da essa. La Fed è come uno stato nello stato (vedi l’ottimo trattato https://www.lindro.it/lenigma-della-federal-reserve).
Capite quindi quanto sia rivoluzionario un atto che porti all’audit della Fed da parte del governo? Trattasi dello step 1, step 2 sarà End The Fed!
In pratica tra gli americani si è fatta strada la pazza idea che le tasse sia giusto pagarle per le cose necessarie al paese, strade, scuole e altri servizi, ma non per pagare gli interesse che la nazione deve ai privati attraverso il sistema bancario usuraio.
Non avvertite uno strano scricchiolio dell’intero sistema bancocentrico mondiale?
Non siamo soli a voler una moneta in mano al governo, non siamo gli unici strani noi sovranisti italiani, siamo in piena comunione di pensiero col popolo americano e il popolo francese.
Che strana bestia l’essere umano! Dovunque esso si trovi, non ama farsi schiavizzare dalle élite dominanti.
A tal proposito, la fine del 2018 ci ha poi portato l’epico attacco di un rampollo Rothschild (David per la precisione) a Trump:

Adesso anche loro si espongono direttamente. Evidentemente hanno capito che la Fed è vicinissima alla nazionalizzazione ed il debito farsa con cui hanno schiavizzato il popolo americano per oltre un secolo potrebbe esser cancellato, una volta per tutte, con un tratto di penna. La battaglia diventa più intensa quando si avvicina alla conclusione. Il sistema cerca comunque di difendersi.
Il 10 Gennaio 2018 si legge su FTA ONLINE: “Jerome Powell solleva il debito USA”.
Powell fa notare che il debito pubblico USA è di 21.900 miliardi di dollari mentre il PIL solamente di 20.000, inoltre fa notare che un deficit di 1000 miliardi l’anno è insostenibile per il paese.
Chi vi ricorda?
Quale parallelismo vi suggerisce?
Bene, guardate adesso questo grafico:

E’ del Fondo Monetario Internazionale ed è del 2014, un po’ vecchiotto ma a noi serve solamente per spiegare un concetto. Notiamo che nel 2014 il debito pubblico USA era all’89% ma quello netto al 76%!
Ciò che conta è il debito pubblico al netto degli asset detenuti dalla Banca Centrale che può in ogni momento eliminarli, basta fare come #EndTheFed!
Semplice no?
Ed ecco perché David Rothschild scende in campo in prima persona. Capite che razza di battaglia è in atto su scala mondiale? E i francesi ne sono consapevolissimi

I GJ mettono sul banco degli accusati anche Lord Rothschild e i capitalisti finanziari, oltre ai banchieri e ai governi dalla Legge Rothschild in poi.
Quindi cerchiamo di non assaltare l’attuale classe politica al potere, poiché sono solo una parte della resistenza in atto su scala mondiale.
Ma come si sono mossi intanto i nostri Savona’s Boys, vaso di cristallo in mezzo a simili elefanti imbizzarriti?
A mio avviso si sono mossi molto bene, vista la forza messa in campo dagli avversari. Ragioniamo sul fatto che essi hanno organismi sovranazionali (Onu. FMI e World Bank), Banche, Multinazionali e Media in tutto il mondo.
Con riferimento agli organismi sovranazionali Trump ha comunque effettuato importanti cambiamenti:
1) prima demolisce la World Bank (www.nbcnews.com/business/economy/world-bank-president-resigns-paving-way-trump-appointee-helm-global) poi pianifica di mettervi a capo la figlia

2) declassa la UE a livello di organismo sovranazionale aprendo di fatto la strada a trattati bilaterali fra i singoli stati (penso a Italia e Francia) e gli USA. Scrive la Maglie su Dagospia “regalino di Trump all’Europa: declassata da Stato Membro a Organizzazione Internazionale, retrocessa, umiliata e neanche informata. I funzionari europei sono lividi, la Casa Bianca se ne frega……l’Ambasciatore europeo a Washington si è accorto del declassamento dagli inviti che non arrivavano più…”
Ma torniamo ai gialloverdi, quattro sono le cose su cui dobbiamo porre la nostra attenzione, la nostra stella polare:
Prima di tutto, come anticipato, l’annuncio della Rai che il reddito di cittadinanza sarà distribuito dalle Poste Italiane a mezzo Social Card.
Su GuidaFisco.it del 4 gennaio 2019 si legge che la Carta Bancomat si chiamerà Carta RdC 2019 e che per la domanda ci si dovrà recare agli Uffici Postali.
Questo fatto è di una portata strategica infinita poiché in caso di uscita dall’Euro e di adozione di una moneta nazionale, magari inizialmente peggata al dollaro, la distribuzione del denaro pubblico per pagare stipendi e pensioni è immediata, istantanea, basta linkare ad ogni tessera sanitaria una social card, con un conto alle Poste, e l’accredito elettronico è immediato. Considerate che le Poste sono presenti in ogni regione ed in ogni città, anche la più remota, e potrebbero rappresentare tranquillamente gli sportelli della nuova Banca d’Italia.
Il secondo importante atto dei gialloverdi è il salvataggio della Carige. Il 9 gennaio 2019 Luigi Di Maio, secondo quanto riporta La Stampa, afferma: “Non è un salvataggio ma una nazionalizzazione” ed ancora “La regola è una – dice, in un’intervista al Fatto Quotidiano -: se lo Stato mette i soldi in una banca, quella banca diventa dello Stato. Lo abbiamo sempre sostenuto. E comunque per ora non ci abbiamo messo un euro. Di certo non la ripuliremo per venderla e non faremo favori a qualche azionista che si è rifiutato di ricapitalizzare»
E questo è un fatto molto importante, poiché come bene fa notare il noto liberista Forchielli a La7, alla domanda se si fida più di una banca pubblica o di una privata:
“visto come hanno fatto carne di porco delle banche venete i privati, quasi quasi mi fido più di una banca pubblica”
Il terzo punto da analizzare è l’arresto e l’estradizione di Battisti. La sua cattura in sud-america e la consegna ai tribunali italiani significano una cosa sola, il crollo della forza di governo e servizi segreti francesi, la definitiva perdita del potere dei DEM americani.
In assenza di questi due elementi, Battisti non sarebbe mai stato arrestato ed estradato.
Last but not least! Quarto fatto molto importante è la dichiarazione ufficiale di Claudio Borghi (della Lega) circa i MiniBot:

Come penso oramai tutti saprete, i miniBot sono titoli a tasso zero, pertanto è come fossero Lire! La loro adozione, essendo a tasso zero e pertanto esposti all’inflazione, farebbe sicuramente ripartire il commercio e la produzione che serve negozi di prossimità nel paese. E poiché come si sa, il noto detto è: Moneta cattiva scaccia quella buona, direi di prepararci al decollo.
Fly MiniBot Airplane direbbero oggi i mitici Jefferson Airplane…..
Ad maiora.

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