Lode alla Cornacchia

Dal blog http://kelebeklerblog.com/

Posted on 11/02/2019 by Miguel Martinez

Mi chiedono cosa penso del  Vincitore di Sanremo.

Calcolate che il mio interesse è quasi nullo, però i titoli li vedo.

Il fatto più interessante è ovviamente Sanremo in sé, una cittadina dall’incredibile valore simbolico, che abbiamo conosciuto grazie al meticoloso lavoro di ricerca dell’amico Riccardo Mandelli.

Un tizio che si chiama Mahmood (con la doppia “o” stranamente inglese) ha battuto un tizio che elogia sostanze stupefacenti, spacciatore in pensione all’età di 28 anni,  che si fa chiamare con il nome di un sindaco monarchico di Napoli, che ebbe più preferenze di qualunque politico nella storia per i suoi metodi creativi:

O’ Comandante, il soprannome che Lauro si era guadagnato da armatore,faceva campagna elettorale dentro la pancia del popolo: i mitici banchetti in cui si distribuivano pacchi di pasta da 1kg sono ancora una leggenda popolare a Napoli, così come le banconote tagliate a metà e i dollari di piccolo taglio distribuiti alla cittadinanza. Achille Lauro faceva politica “con le scarpe spaiate”: distribuiva ai comizi centinaia di scarpe sinistre e finiva il paio consegnando le destre solo dopo il voto; nelle sue arringhe elettorali Lauro prometteva di avviare il “vero motore dei meridionali: l’edilizia”.

E un pochino mi piace qualcuno che sceglie un soprannome così insolito e significativo.

L’ammiratore del sindaco dalle scarpe spaiate, che incarna i valori occidentali contrapposti al mussurmano, è questo signore qui:

Un programma, insomma. Che la pistola con il cavetto che ti mantiene collegato mentre ti spari in un orecchio, non importa se proiettili o sostanze stupefacenti o memi, mi sembra il migliore riassunto della Civiltà Occidentale.

Mi immagino il vero Achille Lauro, con l’angelo della morte che gli sussurra nell’orecchio, e agli occhi che stanno per chiudere, avvicina spietato l’iPhone: ecco la fine che farà tutta la tua fatica.

Totò:

Tutto a ‘nu tratto, che veco ‘a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse ‘a parte mia…
Penzaje: stu fatto a me mme pare strano…
Stongo scetato… dormo, o è fantasia?

Basandomi su questi dati minimali, provo a elaborare la mia tesi.

A. Intanto, il barometro morale: diffidare di chiunque si presenti a Sanremo. E se vince, ancora peggio. Certo, non vuol dire che il signor Mahmood faccia schifo, ma è già un buon indizio.

B. Il vincitore ha un nome, che in arabo, vuol dire, “Lodato”, per cui possiamo ipotizzare che abbia vinto facile.

C. Lodato ha vinto, o:

c1) perché è “bravo” (cioè piace a gente decisamente poco raccomandabile)

c2) o perché ha un nome Strano: per capirci, “Lodato” è strano, “Benedetto”, “Massimo”, “Diletta”, “Azzurra”, sono normali.

Nell’ipotesi c1), non vedo cosa ci sia da discutere.

L’ipotesi c2) è decisamente meno noiosa, e la cosa più interessante è che è condivisa da Destra e Sinistra (ma non dal signor Mahmood stesso, che sostiene di sentirsi “integralmente italiano”, quindi un achillelauro qualunque in attesa della seconda scarpa).

Secondo la Destra, Lodato ha vinto perché gli Eurocomunisti Renziani ti premiano sempre e solo se hai un nome strano.

Quindi per la Destra, il Lodato è una cornacchia gracchiante che ha vinto senza meriti diversi dalla nascita.

Secondo la Sinistra, Lodato ha vinto perché l’Italia Migliore ha deciso di reagire all’Ondata Populista, non vuole Rigurgiti del Ventennio, ha Imparato la Lezione del Rispetto del Diverso.

Quindi per la Sinistra, il Lodato è una cornacchia gracchiante che ha vinto senza meriti diversi dalla nascita.

ah, a questo punto mi sono pure preso la briga di ascoltare la canzone. Diciamo, rapper gentile quindi con un po’ di riflessioni interessanti, voce discreta, testo banale (in periferia si sta tristi),  non vale la pena di ascoltarla tutta, ma non è antipatica.

Corso di musica della seconda media, sei più, magari pure sette.

Achille Lauro non ho proprio voglia di sentirlo. C’è gente che merita di essere sconfitta senza essere ascoltata.

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